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“Scu, nei pizzini trovati in carcere le nuove affiliazioni a Brindisi”

Il gup: “In città esisteva un clan guidato da Luca Ciampi, appartenente all’articolazione mesagnese facente capo a Vitale, Pasimeni, Vicientino”. Nel gruppo dovevano transitare quelli già legati ai tuturanesi: “Controllo esclusivo del territorio"

BRINDISI – Quattro pizzini trovati nel carcere di Lecce, riconducibili a detenuti di Brindisi, come “Mino scapricciatiello” e rivolti a chi era detenuto ai domiciliari o libero, come “Antonio” o ancora “Toto del collegio”. Per il Tribunale sono prova dell’esistenza a Brindisi di un’articolazione della Sacra Corona Unita, al cui vertice ci sarebbe stato Luca Ciampi, condannato alla pena di dieci anni di reclusione, al termine del primo grado del processo in abbreviato.

Il palazzo di giustizia di Lecce

Le motivazioni

Si tratta del giudizio conseguenza dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce chiamata The beginners. Debuttanti o new entry della Scu, perché giovani che avrebbero voluto assumere il controllo del territorio, imponendosi anche sui tuturanesi. Tutti arrestati il 23 febbraio 2016 dagli agenti della Squadra Mobile.

Le motivazioni alla base della sentenza pronunciata dal gup Giovanni Gallo del Tribunale di Lecce il 19 luglio 2017, sono state depositate lo scorso 18 gennaio. Il presidente del Tribunale di Lecce ha autorizzato la proroga di novanta giorni, rispetto al termine iniziale indicato dal gup, tenuto conto della complessità della vicenda e nel numero degli imputati. Le lettere, alcune scritte in corsivo e altre in stampatelo, già ritenute gravi indizi di colpevolezza sono diventate prove determinati ai fini dell’affermazione della colpevolezza di Ciampi, per il quale i pm avevano chiesto la condanna a 12 anni e, prima ancora, dell’esistenza dell’associazione di stampo mafioso, direttamente collegata alla frangia mesagnese che, stando a precedenti verità processuali, ha visto al vertice Massimo Pasimeni, alias Piccolo dente, Daniele Vicientino, detto il professore, e Antonio Vitale, noto come il marocchino.

I pentiti

Ercole PennaEra il gruppo del quale ha ammesso di aver fatto parte Ercole Penna, primo pentito di questa frangia, le cui dichiarazioni nel processo hanno avuto valore probatorio in relazione alla posizione verticistica ammessa da Penna, attivo nella Scu da quando di anni ne aveva 17, come “Lino u’ biondu”. Nella sentenza sono riportati anche stralci deli verbali resi da Francesco Gravina, alias il Gabibbo, Fabio Maggio, Giuseppe Passaseo, Cosimo Pagliara, Adolfo Saponaro, Alessandro Perez, Tafuro Davide e da ultimo Sandro Campana. Questi è il fratello di Francesco Campana, già condannato all’ergastolo per omicidi interni alla Scu, sulla base delle dichiarazioni dello stesso fratello che ha disconosciuto.

I pizzini

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, hanno avuto un peso nella sentenza, ma l’attualità delle affiliazioni, secondo il gup, emerge dal contenuto dei pizzini ritrovati dagli agenti della polizia penitenziaria nel carcere di Borgo San Nicola. “Con riferimento al gruppo facente capo a Luca Ciampi”, contestato dai pm della Dda, “un particolare valore probatorio va riconosciuto a quattro lettere che il 16 ottobre 2013 furono trovate a carico di Cosimo Papa, detto Mino Scapricciatiello, lì detenuto”, si legge nelle motivazioni depositate l’altro ieri, 18 gennaio. Papa è stato condannato alla pena di sei anni di reclusione.

“Due – si legge – erano state poco prima cedute da Papa a un familiare (il cui nome è riportato integralmente) in sede di colloquio e le altre due in seguito alla perquisizione all’interno di un borsello, sempre di Cosimo Papa, custodito nella sua cella, in quel momento condiviso da Luca Ciampi e Massimiliano Pagliara”. Chi le avrebbe scritte? “Secondo l’ipotesi accusatoria, le due lettere in stampatello” sono state scritte da “Papa, mentre quelle in corsivo a Luca Ciampi”.

Nuove affiliazioni

Ciampi Luca bis-2Il motivo per il quale sono diventate prove è legato al fatto che “contengono riferimenti a termini come famiglia, fratello, cugino, padre, amici e zio, emblematici – scrive sempre il gup – di un solido legale associativo, con descrizione dell’organigramma, delle modalità operative e sottolineando la pregnanza dell’affecio societatis”.

In particolare, la lettera “per Antonio, firmata Mino, trovata nella cella di Ciampi e Papa, appare un vero e proprio manifesto di intenti” perché c’è la “proposta di nuove affiliazioni, il controllo esclusivo del territorio, la forza intimidatrice, l’esercizio dei poteri derivanti all’appartenenza nell’ambito delle case circondariali e il sostentamento dei detenuti”. La missiva “scritta da Papa e destinata ad Antonio che l’accusa identifica in Antonio Centonze (estraneo alle accuse, ndr), esordisce con mio adorato padre per proseguire con una serie di manifestazioni di fedeltà a seguito dell’avvenuta affiliazione”. Il tratto di interesse è il seguente: “Io per te e mi fratelli do la mia vita, perché questa decisione l’ho presa con il cuore, spero solo che molto presto coi troviamo insieme in libertà per dimostrarti quanto grande è il mio amore e la fedeltà per te”.

Papa “chiede poi di conoscere nel successivo scritto chi sono gli altri fratelli, aggiungendo che ‘Luca mi ha raccontato un po’ di cose della nostra famiglia, rassicurandolo perché qui la situazione la stiamo portando avanti noi e di fianco c’è anche l’amico Ivano”. Ancora: “Io, Luca e Ivano abbiamo già fatto un bel discorso serio e cioè che dobbiamo stare di fianco per qualsiasi cosa”. Ivano, secondo l’accusa è Cannalire, condannato alla pena di sei anni in questo processo.

Nel pizzino ci sono le nuove affiliazioni da proporre: “C’è l’amico mio Squik che si vuole affiancare a noi, l’unico intoppo è che lui sta con i Fai i Tuturano”. Scrive il gup: “Tra i componenti della famiglia, c’è Cosimo Giardino Fai, condannato quali affiliato facente capo a Francesco Campana e a Salvatore Buccarella”. Fai è estraneo alle accuse poste a fondamento del processo The beginners. Il mittente – evidenzia ancora il gup – “continua manifestando l’intenzione di far transitare nel loro gruppo già affiliati ai tuturanesi, esprimendo chiaramente la volontà di un monopolio esclusivo del territorio perché sti tuturanesi non devono mettere più piede a Brindisi”.

Il sostegno ai detenuti

Antonio Grassi-4Nelle stesse lettere ci sono “riferimenti agli aiuti ai compagni detenuti”: ‘dici bene quando mi hai detto che la gente quando capitata carcerata si deve aiutare. Ho saputo che R, quello con il sigaro, ha sbagliato con tuo fratello. E’ meglio per lui che non esce fuori binario, altrimenti cadrà senza rialzarsi più. Chi si avvicina a noi anche con il pensiero, gli facciamo prendere la corrente”. A sostengo di quanto scritto, “Papa informa di avere con Luca Ciampi inviato un gruppo di persone da Ivan Braga malazionista, per massacrarlo, avendogli mancato di rispetto, per aver avvicinato una ragazza”.

La lettera per Toto del collegio, sarebbe stata destinata ad Antonio Grassi, cugino di Ciampi, abitante presso i condomini di via Benvenuto Cellini, noti come collegio”, è scritto sempre nelle motivazioni della sentenza. Grassi è stato condannato alla pena di sei anni e otto mesi. Il testo “contiene lamentele per il comportamento di alcuni malazionisti, la specificazione che Mario il gemello e Mino scapricciatiello sono dei nostri fratelli e poi delle direttive precise finalizzate a farla pagare a coloro che fanno malazioni alle persone carcerate”. Infine il riferimento agli antenati: “La nostra famiglia sarà sempre la migliore in assoluto anche se il nostro amato nonno Antonio (Vitale) e il nostro amato padre (Daniele Vicientino) non ci saranno, ci sari tu e io sempre con amore al turo fianco per portare tutto acanti e pronti a tagliare in due chi si permetterà solo a guardarci a noi e a tutti i nostri amici.

Quanto, infine, al ruolo di leader di “Luca Ciampi”, il gup scrive che  “gli è stato riconosciuto direttamente da Tobia Parisi, uomo di fiducia di Vicientino, che ne legittimava la figura criminale, accreditandolo e garantendogli la posizione verticistica nell’ambito dell’emergente gruppo brindisino, cui seguiva come contropartita una solidissima forma di rispetto e la reciproca assistenza nel corso delle rispettive detenzioni”. Parisi è imputato nel processo ordinario relativo alla stessa inchiesta.

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