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Scu, scarcerati due imputati nel processo Omega bis

Torna libero Daniele D’Amato, mentre Massimiliano Pagliara resta in cella per una condanna definitiva per rapina: cessate esigenze cautelari

BRINDISI – Sono stati rimessi in libertà due degli imputati nel processo in abbreviato scaturito dall’inchiesta Omega bis sulla Sacra Corona Unita e sulla frangia che avrebbe gestito il traffico di droga: il gup ha accolto le istanze per Daniele D’Amato, 39 anni, di Cellino San Marco, e Massimiliano Pagliara, 40, di San Pietro Vernotico.

Le scarcerazioni

francesco cascione-4D’Amato ha lasciato il carcere in cui era rinchiuso dopo il blitz eseguito il 20 settembre 2017 per far ritorno a casa, da uomo libero, mentre Pagliara resta in cella per scontare la condanna definitiva a undici anni per una rapina. Sul primo pende una richiesta di pena pari a 15 anni, per l’altro il conto presentato dal pm si è fermato a 12 anni di reclusione.

Le richieste erano state presentate nei giorni scorsi dagli avvocati Francesco Cascione (del foro di Brindisi, nella foto accanto) e Giuseppe Presicce (del foro di Lecce), difensori di Pagliara e dal solo Cascione, difensore di D'Amato, l’uno e l’altro finiti sotto processo dopo il secondo blitz ottenuto dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Omega bis, appunto, in seguito all’annullamento della prima ordinanza di custodia cautelare, per difetto di motivazione autonoma da parte del giudice per le indagini preliminari. Il Tribunale del Riesame accolse i ricorsi dei difensori e dispose una serie di scarcerazioni a catena.

Le accuse

Le scarcerazioni attuali sono state disposte per cessate esigenze cautelari  dal gup del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, di fronte al quale è in corso di svolgimento il giudizio con rito abbreviato: D’Amato e Pagliara sono entrambi accusati di associazione mafiosa e di aver fatto parte del gruppo che, nell’impostazione del pm della Dda, avrebbe fatto riferimento a Pietro Solazzo, fratello di Carlo, indicato come uno dei killer di Gianfranco Presta (gli altri, presunti, complici, non sono stati ancora identificati). Sia Pagliara che D’Amato, sempre stando all’accusa, sarebbero stati affiliati ad Alessandro Monteforte.

Per D’Amato il pubblico ministero ha già chiesto la condanna alla pena di 15 anni di reclusione, per Pagliara la condanna a 12 anni. La sentenza è prevista prima della fine dell’estate, le arringhe dei difensori sono in fase conclusiva.

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