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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Scuola europea, proprio tutti vogliono andarci: ecco come funziona

A differenza di tutti gli istituti scolastici locali che hanno dato il via al nuovo anno da circa 15 giorni, la scuola europea di Brindisi, già avviata nel settembre 2013 all'interno dell'Istituto Comprensivo Centro, giovedì 2 ottobre "festeggerà" il suo primo mese di attività. A 30 giorni dall'inizio è già tempo di bilanci

BRINDISI - A differenza di tutti gli istituti scolastici locali che hanno dato il via al nuovo anno da circa 15 giorni, la scuola europea di Brindisi, già avviata nel settembre 2013 all’interno dell’Istituto Comprensivo Centro (che comprende la scuola San Lorenzo e la Salvemini) sotto la guida della dirigente Angela Citiolo,  giovedì 2 ottobre “festeggerà” il suo primo mese di attività. Sono passati già 30 giorni dall’inizio di questo nuovo percorso scolastico e come spesso accade, quando si tratta di realtà particolari ed innovative come lo è la scuola europea, è già tempo di bilanci, è già il momento di tirare le prime somme.

Come funziona la scuola europea nell’Istituto Comprensivo Centro? Il percorso di studi offerto è quello di base, quello che parte dalla scuola d’infanzia e si conclude con la scuola media. Gli studenti hanno la possibilità di iniziare gradatamente il loro cammino scolastico, di imparare a piccole dosi le nozioni e di crescere e maturare negli anni all’interno di uno stesso edificio prima di fare il salto nella scuola superiore.  Va aggiunto che la scuola europea di Brindisi, è l’unica realtà del centro sud, già esistente a Parma e a Varese.

Scuola europea Brindisi 2-2-2Prendendo come esempio la scuola primaria (nell'istituto ci sono 1 classe anglofona e 3 italofone) le differenze tra la scuola europea e quella italiana sono poche. Ciò che salta all’occhio sono gli orari e il calendario scolastico perché per quanto riguarda il piano di studi cambia poco. La scuola europea, infatti, inizia nel mese di settembre e termina a luglio:  rispetto alla mezza giornata della scuola italiana, osserva il cosiddetto tempo pieno (orario 8-16.30) e conta decisamente più giorni di vacanza nel suo calendario, contrariamente a quelli di tutti gli altri istituti per un totale di 180 ore curriculari annuali contro le 200 della scuola italiana. Un’altra differenza è in termini di costi: la scuola europea viene a costare agli studenti 50 euro al mese senza contare le 25 euro mensili in aggiunta per coloro che scelgono di usufruire del pulmino della  Stp messo a disposizione dal Comune e che passa ogni giorno dal Casale, nei pressi della chiesa Ave Maris Stella (unico  punto di partenza) per portare gli studenti a scuola (con percorso inverso a termine dell’orario didattico).

Per quanto riguarda, invece, il piano di studi (cosiddetto Syllabus nella scuola europea, ndr) si tratta di poche differenze: non cambia nulla per l’italiano e la matematica, ciò che è diverso è l’insegnamento delle lingue straniere con due docenti madrelingua, una per l’inglese (in programma per 2 ore e mezzo settimanali, mezz’ora ogni giorno) e l’altra per il francese (1 ora settimanale). A questo programma si aggiunge una novità: il cosiddetto “exploring”, un contenitore di materie tra cui compaiono la storia, la geografia, le scienze e l’educazione tecnica che vengono insegnate da un unico professore.

Insomma, tutto questo è la scuola europea di Brindisi. Certo, se da un lato si registrano tanti aspetti positivi e innovativi, dall’altro bisogna ancora  migliorare tanto soprattutto se si considera che si tratta di un istituto scolastico, “fiore all’occhiello” della città che il Comune dovrebbe supportare al meglio, al contrario di quanto accade. Stando, infatti, ad alcune informazioni, i ragazzi il 2 settembre hanno iniziato la scuola senza che nelle aule ci fossero banchi e sedie, oltre al fatto che è già passato il primo mese, non è ancora stato avviato il servizio mensa e non si sa quando partirà nonostante domani, mercoledì 1 ottobre,  i ragazzi cominceranno il tempo pieno e resteranno a scuola fino al pomeriggio. (Foto Gianni Di Campi)

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