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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Se il bene culturale diventa un contenitore di business privati

Presentato ieri sera il libro dello storico dell'arte brindisino Teodoro De Giorgio

BRINDISI - Lo storico dell’arte brindisino Teodoro De Giorgio ha presentato venerdì sera nel giardino dell’ex convento Santa Chiara di Brindisi il suo nuovo libro, un saggio dal titolo “Beni culturali da sballo. L’affare dei dj set, del fitness e dei concerti nel patrimonio culturale” (Campisano editore, Roma 2018). Nel suo libro l’autore parla dell’uso improprio del patrimonio culturale, passando in rassegna, con dovizia di particolari e documenti inediti, tutti i principali casi che hanno visto musei, istituzioni, siti archeologici e monumenti pubblici trasformarsi, per ragioni commerciali, in “location” per feste da ballo, attività ginniche e concerti pop e rock.

La presentazione del saggio di De Giorgio è stato l’ultimo appuntamento della rassegna letteraria organizzata dalla Feltrinelli Point di Brindisi “Il Segnalibro - Punto di lettura”, importante iniziativa culturale patrocinata dal Comune di Brindisi che quest’anno ha avuto come sponsor il Rotary Club di Brindisi, la Fondazione “Tonino Di Giulio”, la Banca Popolare Pugliese e il ristorante “La Piazzetta - Le Colonne”.

Teodoro De Giorgio mentre legge un brano del suo libro-2

A dare inizio alla serata culturale è stato il giornalista Salvatore Vetrugno, curatore, con Francesco Carlucci, direttore della Feltrinelli Point di Brindisi, della manifestazione letteraria giunta quest’anno alla sua sesta edizione. Un’edizione cui hanno partecipato autori molto noti. A dialogare con l’autore del saggio “Beni culturali da sballo”, è stata la presidente della Fondazione “Tonino Di Giulio” di Brindisi, Raffaella Argentieri, che del libro di Teodoro De Giorgio evidenzia subito come sia in linea con l’anno 2018, l’anno europeo dei beni culturali.

Il pubblico-5-46

“Questo è l’anno europeo dei beni culturali”, afferma Raffaella Argentieri, “pertanto credo che interessarsi dei beni culturali, verificare il loro stato e la loro situazione, sia una cosa molto importante”. “L’anno dei beni culturali ci deve far riflettere”, afferma De Giorgio, “perché non è un caso che si voglia sottolineare l’importanza di questi beni, beni che troppo spesso vengono usati per scopi impropri. E la radice di tutto è la mancanza di educazione. La mancanza di educazione, andiamo subito alle radici, scolastica”.

Salvatore Vetrugno-5

De Giorgio prosegue evidenziando come l’Italia abbia ripudiato l’insegnamento della Storia dell’Arte dalle scuole: “Eppure è paradossale, se pensate che l’Italia vanta un patrimonio culturale, senza azzardare numeri perché numeri non ce ne sono, contrariamente a quanto molto spesso sentite. L’Italia appunto, dovrebbe avere una maggior cura, una maggior responsabilità nell’educare le nuove generazioni. Si è voluto dismettere volontariamente l’insegnamento della Storia dell’Arte e naturalmente questo ha comportato dei disagi formativi, perché è naturale che chi non conosce i propri beni culturali non può amarli, di conseguenza non può difenderli”.

Raffaella Argentieri e Teodoro De Giorgio-2

E sul suo libro dice: “In questo libro io analizzo molti dei casi di mala gestione, molti dei casi che hanno visto beni culturali tra i più importanti della nostra Italia ridotti, è il termine giusto, ridotti ad un uso totalmente improprio perché concessi a privati, molto spesso ad aziende private che per scopi dichiaratamente commerciali ne hanno tratto un utile.” “Certo”, prosegue lo storico, “molto spesso non si pagava il biglietto, però c’erano altre finalità, come la promozione di un prodotto, quindi la vendita di quel prodotto, l’utilizzo di un dato monumento con una storia, dimenticandosi della storia di cui era pregno quel monumento”.

L’autore ricorda poi l’articolo 9 della nostra Costituzione, secondo cui la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.  Lo storico dell’arte ha ricordato quindi alcuni dei casi più significativi analizzati nel libro, soffermandosi sul caso del castello alfonsino di Brindisi che nell’agosto del 2012 fu trasformato in discoteca. Al termine della serata il giornalista Salvatore Vetrugno ha ricordato che dal ricavato della vendita dei libri, la Feltrinelli Point di Brindisi farà una donazione alla locale sezione dell’Aism. Nei prossimi giorni in un’apposita conferenza stampa sarà comunicato l’importo della donazione.  

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