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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Se la Procura fa outing

BRINDISI – Continua, dopo l’intervista la procuratore capo Marco Dinapoli, l’outing della Procura della Repubblica di Brindisi sulla sentenza della Corte di Cassazione che pone fine alla vicenda della cosiddetta Tangentopoli brindisina. Anche i più strenui e sinceri difensori dell’autonomia dei magistrati cominciano a vacillare ed a mostrare sconcerto di fronte ad una inconsueta forma di critica ad un pronunciamento definitivo, che va oltre non solo all’impersonalità dell’ufficio inquirente, ma anche al diritto al commento complessivo sulla vicenda. Meraviglia peraltro, salvo la nota del difensore di Carlo Cioffi, il silenzio di fronte a ciò della categoria dei penalisti.

BRINDISI - Continua, dopo l'intervista la procuratore capo Marco Dinapoli, l'outing della Procura della Repubblica di Brindisi sulla sentenza della Corte di Cassazione che pone fine alla vicenda della cosiddetta Tangentopoli brindisina. Anche i più strenui e sinceri difensori dell'autonomia dei magistrati cominciano a vacillare ed a mostrare sconcerto di fronte ad una inconsueta forma di critica ad un pronunciamento definitivo, che va oltre non solo all'impersonalità dell'ufficio inquirente, ma anche al diritto al commento complessivo sulla vicenda. Meraviglia peraltro, salvo la nota del difensore di Carlo Cioffi, il silenzio di fronte a ciò della categoria dei penalisti.

Ma visto che il pubblico ministero Giuseppe De Nozza attribuisce pubblicamente, in una intervista, all'indagine sulla Tangentopoli brindisina l'effetto di aver smantellato non solo quel sistema di corruzione e di illegalità, ma anche un effetto più generale sulla vita pubblica, la gestione della pubblica amministrazione e i rapporti tra economia e politica, sino al punto da poter sostenere che "oggi, forse, anche grazie a questa inchiesta tale rete non esiste più", non si può sottovalutare un terzo effetto: quello di tale opinione su chi invece ogni giorno a Brindisi si trova esattamente di fronte a sistemi e comportamenti analoghi. La procura lo sa perché ciò che a noi talvolta capita di apprendere o leggere giunge anche all'ufficio del pubblico ministero in forme sicuramente più circostanziate.

Il 2003 è stata la fine dell'era Antonino - se così vogliamo definirla - poi è arrivato anche il 2007 con l'affare British Gas. Ma prima del relativamente breve sistema Antonino, cosa c'era? E dopo, cosa c'è stato e cosa c'è? Questa città ha diritto ad avere costantemente giustizia e se qualche giornale vuole trasformare l'indagine sulla Tangentopoli brindisina in una saga senza fine sono affari suoi. Siamo certi che la Procura della Repubblica di Brindisi consideri come è giusto le sollecitazioni dei cittadini, e non certo quelle della politica, per questo sa che si vorrebbe sapere se stiamo morendo o moriremo d'inquinamento industriale, intanto, cittadini e operai. Anche se è stata archiviata come indagine, la catena di morti dei lavoratori dello stabilimento petrolchimico di Brindisi non può essere cancellata né dalle loro famiglie né dai compagni ancora vivi.

E si vorrebbe anche sapere se i sistemi attuali della pubblica amministrazione in settori nevralgici della vita economica, dai quali giungono segnali di anomalie, siano davvero risanati o meno. E tanto altro ancora, perché se è vero che a Brindisi lo Stato ha vinto importanti battaglie contro la criminalità organizzata e continua a demolire i pezzi esistenti della vecchia economia contrabbandiera, grazie anche al sacrificio di forze dell'ordine che hanno dovuto lavorare con mezzi limitati, e ad una procura che nel tempo è cambiata ma è stata sempre presente sul campo, il resto è ancora da normalizzare realmente. Brindisi non è certo il cuore della corruzione in Puglia (e in verità non lo è mai stata, come dimostrano varie vicende attuali o meno), ma non può che restare una vigilata speciale per la complessità del suo sistema industriale e infrastrutturale. I fatti del 2003, e le persone che ne sono state giustamente o ingiustamente protagoniste sono un libro già letto. Pensiamo al resto.

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