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Gli uffici di Brindisi dell'Autorità di sistema portuale. Sotto, il prof. Ugo Patroni Griffi

Gli uffici di Brindisi dell'Autorità di sistema portuale. Sotto, il prof. Ugo Patroni Griffi

Security portuale, la Cassazione annulla le misure interdittive

Il presidente dell'Autorità di sistema portuale Ugo Patroni Griffi resta nelle piene funzioni assieme al dirigente Francesco Di Leverano

BRINDISI – Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, e il dirigente della sezione tecnica della stessa Adsp, Francesco Di Leverano, restano nelle loro funzioni.  Lo ha deciso la Corte di Cassazione che ha annullato senza rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Lecce che disponeva la sospensione dall’incarico per otto mesi di patroni Griffi e Dileverano.

Sulla base di ipotesi di reato di falso ideologico e frode in pubblica fornitura, il sostituto procuratore brindisino Raffaele Casto aveva a suo tempo chiesto sia per il presidente dell’authority che per il funzionario gli arresti domiciliari o in subordine la misura interdittiva della sospensione per un anno, provvedimenti non concessi dal giudice delle indagini preliminari.

Ugo Patroni Griffi-6

Da qui il ricorso al riesame da parte della Procura brindisina, che aveva ottenuto l’interdizione dei due indagati, in modalità non esecutiva in attesa del pronunciamento della Cassazione sull’impugnativa della difesa. L’indagine in questione, delegata alla Guardia di Finanza, riguarda l’iter di esecuzione di una serie di opere di security delle aree doganali del porto di Brindisi, e conta 11 posizioni iscritte, a vario titolo, nel registro degli indagati.

Si tratta dei lavori per la realizzazione di una strada, e una transazione con il Comune legata alla soluzione di un contenzioso amministrativo davanti al Tar di Lecce con il Comune di Brindisi sulla costruzione della recinzione del perimetro doganale.  Patroni Griffi e Francesco Di Leverano sono difesi da Amilcare Tana, Vito Epifani, Luciano Marchianò, Carlo Enrico Paliero e Alfredo Gaito.

"La terza sezione penale della Corte di Cassazione, riunitasi ieri mercoledì 23 ottobre, costituita da giudici specializzati nella materia urbanistica ed edilizia, ha approfondito per oltre due ore in camera di consiglio, tutte le questioni proposte dalle parti, addivenendo ad una decisione ponderata e analizzata in tutte le sue pieghe. In tutti questi mesi, nonostante la pendenza del provvedimento, il presidente, il dirigente e tutto il management dell’ente hanno, comunque, continuato ad operare e lavorare per la crescita dei porti del sistema e in particolare per il porto di Brindisi; impegno confermato dai dati relativi ai traffici e alle proiezioni per l’immediato futuro", si legge in una nota dell'Adsp sul pronunciamento della Cassazione.

“E’ risultato lampante il nostro assunto, ossia che l’infrastrutturazione di un porto non può costituire reato, atteso che si tratta di opere necessarie e indispensabili per garantire i livelli di security imposti dalla legge e consentire allo scalo di adeguarsi ai propri competitor , italiani e stranieri. Un sincero ringraziamento va alla comunità portuale brindisina e a tutti quegli operatori che hanno creduto nella correttezza e nella trasparenza della nostra azione amministrativa", ha dichiarato Ugo Patroni Griffi.

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