Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Sei auto a fuoco in due incendi la stessa notte e l'ombra dello stalking: un arresto

Le indagini-lampo degli agenti della squadra mobile hanno portato all'individuazione di un 35enne, ritenuto responsabile dei roghi e di atti persecutori nei confronti della ex fidanzata. I dettagli dell'attività investigativa

BRINDISI - Due incendi, sei autovetture coinvolte, una sola mano: dopo le investigazioni-lampo degli agenti della squadra mobile di Brindisi, un brindisino di 35 anni è stato arrestato per questi fatti. In pratica, hanno ricostruito i poliziotti della questura del capoluogo adriatico, coordinati dalla locale procura, ci si trova di fronte ad atti persecutori da parte dell'uomo nei confronti della ex compagna di 27 anni. Gli episodi contestati risalgono all'1 luglio scorso. Si tratta, come detto, di due incendi di natura dolosa. 

Il primo è scoppiato verso alle 03:17, in via Cappellini. In questo caso i veicoli coinvolti sono stati due, tra i quali quello della vittima. Il secondo è di poco successivo, risale alle 03:40 e il "teatro" del rogo è stato via Mattonelle. Questa volta i veicoli coinvolti sono stati quattro, tra i quali anche un'auto in uso all'indagato. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vice questore Giorgio Grasso, hanno avviato le indagini che in tempi rapidissimi hanno condotto oggi - martedì 2 luglio 2024 - all'arresto del 35enne, arresto eseguito in flagranza differita.

A proposito di indagini, nei mesi scorsi la ragazza aveva già sporto una prima denuncia ai danni dell'ex compagno. La giovane aveva spiegato che costui non si era mai rassegnato alla fine della loro relazione sentimentale. Aveva dunque iniziato a compiere numerosi comportamenti persecutori ai danni della donna. Le responsabilità dell'uomo sono state desunte dalle informazioni rese dalla vittima e da altre persone informate sui fatti, nonché dalle evidenze acquisite, grazie ad alcuni messaggi audio che l'uomo aveva personalmente inviato alla vittima, assumendosi la responsabilità degli incendi.

Un altro elemento importante in fase d'indagine è quello relativo all'analisi delle immagini registrate dagli impianti di video sorveglianza posti nelle immediate vicinanze dei luoghi dove sono state incendiate le autovetture. Le telecamere hanno ripreso l'uomo negli attimi antecedenti gli incendi. Infatti, la flagranza differita si concretizza sulla base di documentazione video-fotografica o di altri evidenti elementi indiziari di natura oggettiva. In questo modo si può considerare in stato di flagranza l'autore di un reato per il tempo necessario alla sua identificazione, entro un limite stabilito dalla legge.

Tornando alle indagini, i poliziotti hanno proceduto, inoltre, al sequestro dell'abbigliamento che l'uomo indossava la notte in cui ha appiccato gli incendi, di cui si era disfatto nell'immediatezza dei fatti, ma che è stato poi rinvenuto grazie all'intuito degli investigatori della squadra mobile. Alla luce degli elementi raccolti, sfruttando una recente novità normativa che ha introdotto la possibilità di trarre in arresto in flagranza differita gli eventuali stalker, l'uomo è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale di Brindisi, in attesa di essere interrogato dal gip.

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