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Sei iracheni nel doppiofondo di un camion: un arresto a Brindisi

Cittadino bulgaro finisce in carcere: “Pensavo fosse vuoto”. C’era anche un minore

BRINDISI – Sei iracheni, tra i quali un minorenne, stipati nel doppiofondo di un camion: erano ammassati come sardine in un mezzo sbarcato a Brindisi da un traghetto partito da Patrasso. Il conducente, un cittadino bulgaro, è stato arrestato con l’accusa di aver “procurato l’ingresso illegale in Italia” del gruppo di “extracomunitari”, con l’aggravante di aver sottoposto le persone trasportate  a un trattamento inumano e degradante, ammassate e senza aria”.

L’arresto

Il carcere di via Appia a Brindisi 2-2-2A scoprire il carico umano sono stati gli agenti della Prima squadra di Polizia di frontiera, il 14 dicembre scorso. Arresto immediato per Paulin Georgiev, 50 anni, e successiva convalida davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, così come chiesto dal pubblico ministero di turno. I poliziotti sono stati insospettivi da un avvitatore e da cartucce al silicone, trovati tra la cabina, e da viti autofilettanti notate nella parte centrale del pianale interno che risultava completamente vuoto. Lì sotto c’erano cinque uomini e un ragazzino non ancora maggiorenne, tutti sdraiati. C’erano avanzi di cibo e un paio di bottigliette d’acqua. L’arresto, quindi, è avvenuto in flagranza di reato.

L’interrogatorio di garanzia

Nella mattinata di oggi (17 dicembre 2018) l’indagato è stato interrogato dal gip Tea Verderosa, alla presenza dell’avvocato Vito Cellie del foro di  Brindisi e ha fornito la propria versione dei fatti, respingendo l’accusa. “Pensavo che il camion fosse vuoto”, avrebbe detto. Ignora, quindi, che ci fossero persone a bordo. A contattarlo, sempre secondo questa versione, sarebbe stato un uomo del quale avrebbe fornito solo il nome di battesimo e non il cognome, non conoscendole bene: “Mi ha offerto 500 euro al mese per fare diversi viaggi in Italia”.

Il bulgaro, stando agli accordi, partiva dalla Grecia e più esattamente dal porto di Patrasso con il camion vuoto e caricava merce una volta arrivato in Italia: Bari sarebbe stata la città indicata per lo sbarco e solo qui avrebbe ricevuto via Sms indicazioni sulla località di destinazione. Brindisi, in questo caso.

Pericolo di fuga e reiterazione del reato

Il gip ha convalidato l’arresto evidenziato la sussistenza di concrete e attuali esigenze cautelari: in primis, il pericolo di fuga, tenuto conto del fatto che l’indagato non ha domicilio in Italia e qui, in caso di condanna, la pena sarebbe elevata, di conseguenza potrebbe fuggire. In secondo luogo, il giudice per le indagini preliminari, ha fatto riferimento al pericolo di reiterazione del reato: misure meno afflittive del carcere, come sostenuto dal pm, non sarebbero idonee. Per questi motivi, è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere.

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