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Mimmo Consales. Sotto, Luca Screti

Mimmo Consales. Sotto, Luca Screti

Corruzione: Regione, Brindisi, Cellino, San Pietro chiedono danni a Consales

Oggi udienza preliminare: l'ex sindaco imputato assieme a Screti, entrambi assenti. I difensori ottengono termini per esaminare le richieste di costituzione parte civile. L'imprenditore punta all'abbreviato condizionato a una perizia sulla situazione finanziaria della Nubile

BRINDISI – Danni patrimoniali e d’immagine legati alla corruzione contestata all’ex sindaco Mimmo Consales e all’imprenditore della Nubile Luca Screti, imputati per l’appalto sul Cdr, sono alla base delle richieste di risarcimento presentate non solo dal Comune di Brindisi e dalla Regione Puglia, ma anche dall’Oga (Organo di governo d’ambito), dalle amministrazioni di Cellino San Marco e San Pietro Vernotico e dall’associazione Legambiente.

Le sei richieste di costituzione di parte civile sono state depositate questa mattina in sede di udienza preliminare davanti al gup Luigi Forleo, chiamato a decidere se – come sostiene la Procura con il pm Giuseppe De Nozza – ci siano tutti gli elementi per sostenere l’accusa di corruzione in giudizio a carico di Consales e Screti, arrestati il 6 febbraio scorso, e dell’ex direttore tecnico dell’impianto.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlImputazione allargata rispetto all’ipotesi iniziale, perché il pubblico ministero ha contestato accanto alla tangente di 30mila euro, l’assunzione alle dipendenze della Nubile di sei persone, tutte indicate e riconducibili a Consales, sulla base delle dichiarazioni rese dallo stesso imprenditore in sede di interrogatorio, all’indomani dell’arresto in carcere.

Assenti sia Consales che Screti. I difensori degli imputati hanno chiesto termini in via preliminare in modo tale da avere la possibilità di leggere le costituzioni di parte civile che restano al momento congelate: l’udienza, infatti, è stata rinviata al prossimo 21 marzo, con sospensione del periodo di prescrizione. Non ci sono, invece, dubbi, per i Comuni, così come per l’Oga, per la Regione Puglia e per Legambiente, che le condotte degli imputati abbiano determinati danni anche ingenti.

Per Screti, la difesa affidata all’avvocato Vincenzo Farina, sembra sempre più orientata a chiedere l’abbreviato condizionato a una perizia sulle reali condizioni economico-finanziarie della società Nubile a cui il Comune affidò l’appalto per la gestione dell’impianto di Cdr di via per Pandi, di proprietà della stessa Amministrazione cittadina.

E’ certo che Screti abbia rinunciato al patteggiamento, dopo che il pm ha chiesto la somma di due milioni di euro a titolo di restituzione dell’ingiusto profitto, passaggio necessario per ottenere il concordato della pena, dopo le nuove disposizioni. La Nubile, a sua volta, è stata citata come responsabile civile ed è rappresentata dall’avvocato Giuseppe Guastella.

Consales, dal canto suo, ha confermato incarico all’avvocato Massimo Manfreda che già lo assiste nel processo scaturito dall’inchiesta sulla vicenda Equitalia in relazione al pagamento delle rate del debito di 315mila euro, da cui hanno preso il via le indagini sfociate con il suo arresto. Non è ancora chiaro se il penalista scelga anche in questo caso l’ordinario, in caso di rinvio al giudizio del Tribunale, o se decida di avvalersi dell’abbreviato. L’ex primo cittadino respinge l’accusa e sostiene che Screti abbia offerta un contributo elettorale.

La sede di Brindisi della Nubile Srl

L’ex sindaco di Brindisi  avrebbe speso “il ruolo politico e amministrativo in sostengo degli interessi della Nubile, società gravata da un’imponente esposizione debitoria, oggetto di transazione con l’Agenzia delle Entrate”, reso possibile “anche e soprattutto spendendo la stipula del contratto da 176.514.000 di euro con il Comune di Brindisi per la gestione, per 15 anni, dell’impianto per rifiuti di via per Pandi, di proprietà dell’amministrazione cittadina”.

La corruzione contestata è stata ampliata con l’inserimento nel capo di imputazione di “ulteriori utilità consistite nell’assunzione e comunque nel far lavorare alle dipendenze della Nubile sei persone, in occasione della messa in esercizio a regime, il 7 gennaio 2014 dell’impianto di Cdr” con provvedimento ritenuto “illegittimo del 6 novembre 2013”.

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