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Mercato della droga a conduzione familiare: condannate tre donne

A Maria Carmela Rubini, zia di Raffaele Renna, la pena più alta: 12 anni, per narcotraffico. Sei anni per Pamela Fortunato, moglie di Renna, e Lidia Gialluisi, accusate di spaccio. Dieci assoluzioni

BRINDISI – A distanza di quattro anni dal blitz Uragano della Dda di Lecce sull’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, il Tribunale di Brindisi si è pronunciato sulla posizione di 13 imputati: tre donne sono state condannate a conclusione del dibattimento, dieci le assoluzioni.

Le condanne

Aule udienze penali tribunale Brindisi-2La pena più alta è stata inflitta a Maria Carmela Rubini, condannata a 12 anni di reclusione con l’accusa di aver fatto parte del sodalizio finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a otto anni per la donna, zia di Raffaele Renna, alias Puffo. Quest’ultimo è stato condannato, con rito abbreviato, in Appello, a 25 anni di reclusione, perché ritenuto a capo del narcotraffico tra Brindisi e San Pietro Vernotico, nel periodo compreso tra il 2011 e il 2013, stando alle indagini delegate ai militari della Guardia di Finanza.

Condannata per spaccio di droga Pamela Fortunato, moglie di Renna, a sei anni di reclusione più 30mila di multa. L’imputata è stata assolta dall’accusa di aver fatto parte dell’associazione finalizzata al traffico. Sei anni più 30mila di multa anche per Lidia Gialluisi, con l’accusa di spaccio.

Tutte e tre le imputate sono state dichiarate interdette in perpetuo dai pubblici uffici nonché legalmente interdette durante la pena, stando al dispositivo del Tribunale presieduto da Domenico Cucchiara. Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni. I difensori hanno già anticipato ricorso in Appello.

Le assoluzioni

Il collegio giudicante ha assolto Pierfrancesco Screti, Uliana Protopapa per non aver commesso il fatto. Era accusati di aver fatto parte dell’associazione finalizzata al traffico di droga.

Assoluzione anche per: Rosario Vitali, Rita Ferrari, Tania Carriero per non aver commesso il fatto (spaccio di droga); Cosimo Protopapa, Fabio Versienti, Claudia Elia perché il fatto non sussiste; Francesco Convertino e Walter Margherito per non aver commesso il fatto.

Nel collegio difensivo, gli avvocati: Gianvito Lillo, Francesco Cascione, Carlo Carrieri, Cosimo Lodeserto e Luigi D’Arpe.

L’inchiesta

Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Lecce portarono a 44 arresti il 6 maggio 2015, sotto la voce Uragano, spazzando via tre gruppi a condizioni familiare che, secondo l’accusa, avrebbero avuto l’esclusiva del mercato della droga tra San Pietro Vernotico e Brindisi dal 2011 al 2013,  con il concorso di donne. Un gruppo avrebbe avuto base  San Pietro, gli altri due a Brindisi.

Le indagini svelarono anche  diramazioni nella provincia di Pordenone con l’arresto di un corriere che trasportava un panetto contenente oltre mezzo chilo di cocaina.



 



 

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