Cronaca San Pietro Vernotico

San Pietro Vernotico: vittoria di un solo voto, Argentieri resta sindaca

Sentenza del Consiglio di Stato dopo la verifica delle schede richiesta da Pasquale Rizzo. Il margine fra i due sfidanti era di otto voti. Rizzo: "Valutiamo ricorso in Cassazione"

SAN PIETRO VERNOTICO – Il margine già esiguo di otto voti, si è ridotto a una sola scheda. Questo lo scarto con cui la sindaca di San Pietro Vernotico, Maria Lucia Argentieri, si è imposta sull'unico sfidante, il sindaco uscente Pasquale Rizzo, in occasione delle elezioni amministrative del 14 e 15 maggio 2023.

Il consiglio di Stato conferma l’attribuzione della fascia tricolore alla prima cittadina, esprimendosi sul ricorso contro la sentenza del Tar di Lecce proposto dallo stesso Rizzo e da sedici candidati alla carica di consigliere comunale per la lista “Insieme per Rizzo sindaco – San Pietro Bene Comune”. La sentenza (collegio giudicante presieduto da Carlo Saltelli, estensore Francesco Guarracino) è stata emessa nella giornata di oggi (martedì 18 giugno), a seguito dell’udienza che si è svolta lo scorso 21 maggio.

I ricorrenti sono stati assistiti dagli avvocati Andrea Sticchi Damiani e Sergio De Giorgi. Anche Pasquale Rizzo si è costituito in qualità di difensore di se stesso. L’amministrazione comunale, nella persona della sindaca, è stata rappresentata dall’avvocato Guido Massari.

L'attività di verifica

Rizzo e gli altri candidati della sua lista avevano impugnato davanti al Tar il risultato elettorale del maggio 2023, chiedendo il riconteggio delle schede. Il tribunale amministrativo, con sentenza dell’ottobre 2023, aveva respinto il ricorso, ritenendolo inammissibile. L’ex sindaco si è quindi rivolto al Consiglio di Stato, che in prima battuta, con pronunciamento dello scorso gennaio, ha ammesso il ricorso, delegando alla prefettura di Brindisi la verifica delle schede.

Il perimetro della "verificazione”, come si dice in gergo giuridico, è stato delimitato esclusivamente “alle contestazioni sulla validità e l’attribuzione dei voti verbalizzate dai rappresentanti di lista nelle sezioni elettorali numero 1 e 14 e delle irregolarità denunciate nelle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà rese, relativamente alle sezioni elettorali numero 2, 3, 4, 6, 10, 12, 15 e 16, dai signori R., C., V., T., P., M., C. e M.”.

Il vaglio delle schede contestate, affidato al vice prefetto vicario, affiancato da quattro collaboratori, si è concluso lo scorso febbraio. Adesso, a quattro mesi di distanza, se ne conosce l’esito. Alla lista “Domani Argentieri sindaca”, che a maggio 2023 si era vista attribuire 3565 voti, sono state sottratte cinque schede, per un totale di 3560 preferenze. La lista di Rizzo ha ottenuto invece l’attribuzione di due schede in più, salendo da 3557 a 3559. Il divario, come detto, è di un solo voto.

Cancellazione di "espressioni sconvenienti"

Oltre a confermare la vittoria di Argentieri, il Consiglio di Stato, su istanza di Rizzo, ha disposto la cancellazione di “espressioni sconvenienti” nei confronti dell’ex sindaco. Si tratta di un passaggio delle memorie di replica del Comune, in cui, rispetto alla costituzione di Rizzo in qualità di difensore, si legge:  “arrogarsi ora anche la pretesa di ‘affiancarla’ nella fase finale, a seguito della verificazione da parte della Prefettura, è da intendere come un gesto, anche dal punto di vista professionale e deontologico, a dir poco, irriverente nei confronti dei colleghi e dello stesso collegio’”.

Con tale frase è stato oltrepassato "il limite della correttezza e della convenienza processuale, nonché del prestigio e del decoro degli attori del processo e del processo medesimo”, si legge nella sentenza. “L’esercizio in proprio del diritto di difesa in virtù della specifica qualità professionale posseduta - rimarcano ancora i giudici - non costituisce una pretesa arrogante, né un gesto irriverente nei confronti dei colleghi e del collegio giudicante, cosicché della riportata espressione, la quale eccede le esigenze del contraddittorio  processuale, deve essere disposta la cancellazione”.

Trasmissione della sentenza alla Procura

Infine, su richiesta della difesa del Comune di San Pietro Vernotico, il collegio ha disposto la trasmissione della sentenza alla Procura della repubblica di Brindisi, per eventuali valutazioni di competenza riguardanti il contenuto delle dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà che sono state prodotte a sostegno delle censure di parte appellante, “poiché la condotta di coloro che avessero dichiarato il falso in tale sede integrerebbe il delitto di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico”. 

"Insieme per Rizzo sindaco": "Valutiamo ricorso in Cassazione"

"Abbiamo preso atto - si legge in una nota di 'Insieme per Rizzo sindaco' - della sentenza del Consiglio di Stato odiernamente depositata e, nonostante la lista Insieme per Rizzo sindaco risulti formalmente sconfitta di un solo voto, possiamo dire, a testa alta, e senza rischio di smentita, che la nostra lista è la vincitrice morale delle lezioni: due schede, pur essendo di fatto nulle, non sono state prese in considerazione in sentenza per aspetti formali; a ciò deve aggiungersi che il Consiglio di Stato aveva già dimenticato di verificare una scheda per la quale vi era riserva di impugnazione. I nostri legali stanno verificando gli spazi per il ricorso in Cassazione, ma oggi abbiamo la certezza che chi sta amministrando, non lo sta facendo perché legittimata dal voto popolare".

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