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Tar: "Uniformi scolastiche gratuite per le famiglie in difficoltà"

Pronunciamento scaturito dal ricorso dei genitori dell'istituto comprensivo di San Pietro Vernotico contro l'obbligo di indossare felpe e magliette a spese delle famiglie. "Gli alunni che non le indossano non possono essere puniti"

SAN PIETRO VERNOTICO – Gli alunni che non indossano le felpe non possono essere sanzionati ed inoltre la scuola deve assicurare a tutte le famiglie in difficoltà felpe e magliette gratis. Sono questi i principi fissati dal Tar di Lecce tramite un provvedimento scaturito dal ricorso di un gruppo di genitori dell’istituto comprensivo di San Pietro Vernotico contro un provvedimento che istituiva l'obbligo di indossare un’uniforme scolastica (a spese delle famiglie) a partire dal gennaio 2017.

L’obbligatorietà della divisa, prevista da una delibera del consiglio di istituto adottata il 19 luglio 2016, venne comunicata solo lo scorso novembre, facendo storcere il naso a più di qualche famiglia. Sempre nel mese di novembre, alcuni genitori scrissero alla dirigente scolastica una lettera di diffida, invitandola a revocare il “provvedimento illegittimo”. Successivamente, le famiglie contrarie adirono le vie legali, rivolgendosi al tribunale amministrativo. 

Il pronunciamento, arrivato nella giornata odierna, si incardina intorno a tre punti fondamentali: “L’idea di adottare le felpe – si legge in una nota dei ricorrenti - sembra essere in linea con un interesse della scuola ad evitare fenomeni di bullismo ed a rintracciare i ragazzi in caso di gite scolastiche o di eventi esterni al contesto scuola”; l’obbligatorietà della felpa “è legittima se il consiglio di Istituto mantiene l’impegno assunto nella delibera del 7 dicembre 2016 di fornire gratis le felpe ed i restanti capi di abbigliamento alle famiglie bisognose”; “le sanzioni disciplinari sono in contrasto con il basilare principio della personalità della responsabilità e penalizza gli alunni per una inadempienza non imputabile alla loro volontà”. 

Alla luce di tali considerazioni, il Tar ha sospeso tutti gli atti impugnati (delibere e regolamento di istituto) limitatamente alla applicazione delle sanzioni disciplinari. I ragazzi che non indossano le felpe possono quindi sentirsi più sereni, liberi da obblighi. Allo stesso tempo “i docenti che hanno minacciato le sanzioni – si legge nel comunicato delle famiglie che hanno impugnato il provvedimento - si ritiene debbano chiarire ai ragazzi a scuola che chi ha deciso di non indossare le felpe non è un soggetto che sta violando la legge e magari la dirigente dovrebbe scusarsi con coloro i quali hanno acquistato la felpa perché, a suo dire, erano legittime le sanzioni”.

Ma l’aspetto centrale della decisione de Tar è l’esonero di tutte le famiglie indigenti dal costo della felpa. Il relativo onere deve essere a carico della scuola (o della ditta aggiudicataria). L’istituto ha allegato alle proprie controdeduzioni 28 ricevute di persone che hanno ottenuto la felpa gratis (qualche famiglia ha ricevuto più felpe avendo più di un figlio iscritto a scuola). Ma “nessuno – sostengono i genitori - è a conoscenza di un bando, di una graduatoria, dei criteri da seguire per l’attribuzione delle felpe o di un termine entro cui presentare una istanza per ottenere la felpa gratis”.

A detta dei ricorrenti, inoltre, “non si comprendeva la ragione di tale comportamento poco chiaro e privo di trasparenza”.  Ci ha pensato ora il Tar ha fare chiarezza, dando la possibilità a  tutte le famiglie in condizione di indigenza economica che si sono sentite costrette a comprare le felpe per evitare che i propri figli non partecipino ad eventi od a gite scolastiche, di chiedere il rimborso del costo della felpa al Consiglio di Istituto, se anticipato, oppure, se non hanno effettuato l’acquisto, di chiedere di ricevere gratis tanto le felpe che le magliette rese obbligatorie per il periodo primaverile.

“Le famiglie indigenti degli alunni della quinta elementare -  spiegano le famiglie che si sono opposte al provvedimento scolastico - sappiano che se hanno redditi bassi hanno diritto alla felpa gratis; analogo principio deve applicarsi qualora  la scuola intenda estendere alle scuole elementari e materne l’obbligo della felpa”. 

Nella relazione, la dirigente aveva scritto che “la missione civica e politica della scuola, è infondere fiducia nelle istituzioni, per spronare i ragazzi ad agire nella legalità”, definendo "diseducativo" il comportamento dei genitori contrari alla delibera. “Noi riteniamo di contro educativo ed importante – rispondono gli stessi - insegnare ai nostri figli che ogni imposizione ingiusta non deve essere accettata supinamente, che è importante la disobbedienza civica, che quando ci si rivolge a chi è chiamato a giudicare si è sempre nel giusto prescindendo dagli esiti del giudizio, e che quando le istituzioni stanno violando regole definite dal Tar basilari (come il “…principio della personalità della responsabilità …”), non è da condannare chi chiede il rispetto di regole e principi, ma chi li vuole imporre anche se contro legge con arbitrio ed arroganza”.

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