Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Inchiesta omicidio Carvone: sei condanne per tentata estorsione e armi

Inflitte pene fino a un massimo di 7 anni per delle vicende ricostruite nell’ambito delle indagini sull’uccisione del 19enne, ancora aperte

BRINDISI – Sei condanne, con pena massima pari a 7 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione. Questo l’esito del processo di primo grado su delle vicende riguardanti una tentata estorsione, il possesso illegale di armi da fuoco e l’esplosione di una fucilata ricostruite nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Giampiero Carvone, il brindisino ucciso a 19 anni con un colpo di pistola alla nuca, la notte del 10 settembre 2019, mentre si trovava all’esterno della sua abitazione in via Tevere, al rione Perrino. Le indagini sugli autori e sul movente dell’omicidio sono ancora aperte. Nessuno degli imputati risponde di questo delitto. 

Le accuse

Giuseppe Lonoce, 39 anni, Stefano Coluccello 30 anni, e i fratelli Aldo Carone, 24 anni, ed Eupremio Carone, 23 anni, sono accusati di aver tentato di estorcere una somma di denaro a Piero Carvone, padre di Gianpiero. L’episodio si sarebbe verificato il 9 settembre, dunque poche ore prima dell’omicidio, a seguito del furto di un’auto in uso a Stefano Coluccello, che sarebbe stato commesso dallo stesso Giampiero Carvone. La macchina, una Lancia Delta, fu restituita ammaccata al proprietario, forse a causa di un incidente. I quattro imputati avrebbero fatto irruzione nell’abitazione di Piero Carvone, pretendendo dei soldi per la riparazione dei danni subiti dal veicolo. 

Stefano Coluccello, Giuseppe Lonoce e il 22enne Giuseppe Sergio sono accusati di detenzione di arma comune da sparo in concorso e dell’esplosione di una fucilata in una piazzetta fra via Bradano e via Adige, alle spalle della chiesa del rione Perrino, dove, seduti su una panchina, si trovavano due ragazzi ritenuti appartenenti allo stesso gruppo di Giampiero Carvone, per minacciarli di morte dopo aver scoperto l’autore del furto dell’auto di Stefano Coluccello. Anche questo episodio si sarebbe verificato poche ore prima dell’omicidio. 

omicidio carvone - Il luogo della sparatoria prima del delitto-2

Infine Stefano Coluccello, il fratello 33enne Alessandro Coluccello e Giuseppe Sergio avrebbero detenuto illegalmente un’arma comune da sparo. Si tratterebbe di una pistola semiautomatica, mai rinvenuta, detenuta secondo l’accusa almeno fino al 15 ottobre 2019. A Stefano Coluccello è stato contestato il ruolo di “istigatore, giacché dopo averla custodita, anche per conto degli altri, nella propria abitazione dove era in regime di arresi domiciliari, la consegnava agli altri che ne avevano fatto richiesta”. Giuseppe Sergio e Alessandro Coluccello avrebbero invece portato la pistola in un luogo pubblico. 

Le condanne 

Nella giornata di ieri (mercoledì 30 giugno) il tribunale di Brindisi ha condannato tutti e sei gli imputati, infliggendo pene più basse rispetto alle richieste del pm: Stefano Coluccello, 7 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione e 9mila e 900 euro di multa (richiesta di 9 anni, un mese, 20 giorni e 11mila e 900 euro di multa); Giuseppe Lonoce, 6 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione e 5.900 euro di multa (richiesta di 11 anni, 10 mesi e 20 giorni e 10mila 900 euro di multa); Aldo Bruno Carone, 3 anni e 6 mesi e 4mila euro di multa (richiesta di 4 anni e 4mila euro di multa); Eupremio Carone, 2 anni e 10 mesi e 3mila euro di multa (richiesta di 3 anni e 6 mesi e 3mila euro di milta); Giuseppe Sergio, 5 anni, un mese e 20 giorni e 8.600 euro di multa (richiesta di 7 anni, 4 mesi e 20 giorni e 13mila 600 euro di multa); Alessandro Coluccello, 2 anni di reclusione e 5mila euro di multa (richiesta di 4 anni e 3 mesi e 9mila euro di multa). Giuseppe Lonoce è stato inoltre interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, mentre Stefano Coluccello e Aldo Bruno Carone sono stati interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. 

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Giuseppe Guastella, Luca Leuci, Daniela D’Amuri, Gianvito Lillo, Manuela Greco, Alessandro Gueli. Le indagini sono state condotte dagli uomini della Squadra mobile di Brindisi, tuttora al lavoro per far luce sull’omicidio di Giampiero Carvone. 

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