Medico generico fa causa all’Asl Brindisi e il tribunale gli dà ragione

Addebitata ingiustamente la somma di 1200 euro per l’assistenza prestata a due pazienti che risultavano iscritti al servizio sanitario di un’altra regione

BRINDISI – L’Asl Brindisi gli aveva ingiustamente addebitato una somma pari a 1210 euro. Il tribunale di Brindisi ha accolto il ricorso di un medico generico Brindisino (T.P. le iniziali del suo nome) che sulla base di quanto contestato dall’azienda sanitaria avrebbe indebitamente percepito una somma di denaro per aver assistito una coppia di coniugi che risultava iscritta al servizio sanitario di un’altra regione. Ma con sentenza emessa nei giorni scorsi, il giudice del lavoro di Brindisi, Maria Forestiere, ha legittimato la tesi esposta dall’avvocato del ricorrente, Marco Masi, il quale ha dimostrato che marito e moglie erano seguiti del dottor T.P. 

La vicenda ha inizio nell’ottobre 2015, quando l’Asl addebita al medico l’importo di 1210 euro. Due anni dopo, il professionista ricorre al tribunale di Brindisi. L’avvocato di fiducia dell’azienda sanitaria eccepisce la nullità del ricorso e, nel merito, ne chiede il rigetto. Il giudice, in primis, respinge l’eccezione di nullità”. Entrando nel merito dei fatti, il contenzioso verte intorno alla somma corrisposta al medico fra il 2006 e il 2015, per aver fornito prestazioni sanitarie nei confronti di due coniugi che risultavano cancellati dall’elenco degli assistiti del dottore. Questo perché la coppia, dal 1991 al 2015, risultava iscritta nell’elenco degli assistiti della regione Molise. 

I coniugi, però, ascoltati nel corso del processo, hanno “dichiarato – si legge nella sentenza - di essere residenti a Brindisi dal 1993 e di aver vissuto a Termoli per circa un paio d’anni”. Inoltre gli stessi hanno confermato di essere stati sempre assistiti, fin dal 1993, dal medico brindisino T. P. La teste ha a tal proposito precisato di non ricordare di aver provveduto alla variazione e cancellazione del medico che la seguiva presso l’Asl di Termoli, a seguito del trasferimento temporaneo in un Comune in provincia delle Marche, prima del definitivo rientro a Brindisi. Le dichiarazioni dei due testi, dunque, hanno indotto il giudice a ritenere “insussistente l’indebito in contestazione”, in quanto gli stessi “hanno dichiarato di essere sempre stati residenti a Brindisi e di essere sempre stati curati dal ricorrente”.

Per questo l’Asl, non avendo fra l’altro dimostrato il contrario, non poteva addebitare la somma in questione. Alle luce di tali considerazioni e sulla scorta della copia dei libretti sanitari dai quali si evince che a partire dal 1996 i due pazienti non hanno revocato il dottor T.P., il giudice ha accolto il ricorso, condannando l’Asl a restituire la somma ingiustamente addebitata. 

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