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La barca di Giovanni Vantaggiato, Hale Bopp

La barca di Giovanni Vantaggiato, Hale Bopp

Sequestrati i beni di Vantaggiato

LECCE - Ai fini del risarcimento del danno delle persone coinvolte nei due attentati confessati dal bombarolo di Copertino, il Tribunale di Lecce ha disposto il sequestro conservativo di tutti i beni riconducibili o intestati a Giovanni Vantaggiato, lo stragista reo confesso dell’attentato di Brindisi. I sigilli sono stati apposti anche allo yacht di “Vanni” ormeggiato a Porto Cesareo, il Camuffo 50 “Hale Bopp” in legno. L’operazione viene eseguita dalla Squadra mobile e dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi, e dai Ros e dalla Squadra Mobile di Lecce che hanno effettuato le indagini patrimoniali per appurare il valore del patrimonio dell’imprenditore del settore carburanti. Non è inclusa nella lista l’azienda “Marchello Sas” che è intestata alla moglie.

I sigilli sono stati apposti a una villetta destinata a residenza familiare complesso immobiliare di ampia metratura che si trova Copertino in via A. Vespucci 5, opera mai censita in catasto ed in parte realizzata abusivamente; un locale commerciale a Copertino in via Garibaldi; un locale in piazza Umberto I 11 a Copertino; un altro locale a Copertino, in piazza Umberto I, numero 26; un locale commerciale sempre in piazza Umberto I.

Poi il già citato motor yacht C50 FB da 15,60 metri, con bimotore diesel da 500 kw, al momento ormeggiata nella darsena "Puerto del Sol" in territorio di porto Cesareo; un conto corrente ordinario; un deposito bancario amministrato; un deposito carburanti in contrada Ballarini sulla strada provinciale Copertino - Leverano.

Parti civili si costituiranno senza dubbio i nove studenti rimasti feriti, ma anche il Comune e la Provincia di Brindisi, la Regione, i ministeri dell'Interno e dell'Istruzione, Cosimo Parato e i suoi famigliari, oltre ai genitori di Melissa Bassi, indicati tutti fra le parti offese. Potranno comunque chiedere di essere ammessi al processo, per rivendicare un risarcimento, tutti coloro che ritengono di aver subito delle conseguenze in seguito all'attentato del 19 maggio scorso. A decidere sull'ammissione delle parti civili sarà la Corte d'Assise di Brindisi nella prima udienza del processo, fissata per il 17 gennaio prossimo.

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