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Sequestrato il patrimonio di Litti: case e terreni a Cellino per 600 mila euro

CELLINO SAN MARCO – Un patrimonio da 600 mila euro non poteva averlo accumulato facendo l’agricoltore. La Guardia di Finanza di San Pietro Vernotico, partendo da questo e da fatto che l’agricoltore in questione fosse un pluri condannato per omicidio, contrabbando e traffico di sostanze stupefacenti, ha sequestrato due ville e due terreni agricoli intestati alla moglie e alla figlia di Franco Litti.

CELLINO SAN MARCO - Un patrimonio da 600 mila euro non poteva averlo accumulato facendo l'agricoltore. La Guardia di Finanza di San Pietro Vernotico, partendo da questo e da fatto che l'agricoltore in questione fosse un pluri condannato per omicidio, contrabbando e traffico di sostanze stupefacenti, ha sequestrato due ville e due terreni agricoli intestati alla moglie e alla figlia di Franco Litti.

Noto per la sua affiliazione alla Sacra Corona Unita e per una fedina penale che, dal 1963, lo aveva portato a scontare condanne per affiliazione mafiosa, il 63enne e la sua famiglia sono stati raggiunti dal provvedimento di sequestro anticipato disposto dal pubblico ministero Luca Bucchieri che, entro i prossimi 30 giorni, dovrà essere convertito in sequestro preventivo.

In base alle nuove norme del pacchetto sicurezza, le stesse che due giorni fa hanno portato alla confisca di quattro milioni di euro di beni di Ciro e Oscar Cannone a Brindisi, agli uomini delle fiamme gialle di San Pietro Vernotico è bastato dimostrare che certamente l'uomo non avrebbe potuto accumulare quel patrimonio attraverso l'attività di agricoltore, che svolgeva nei due campi sequestrati, né mantenere un tenore di vita almeno cinque volte superiore alle entrate dichiarate.

Litti, che finì in carcere nel 1984 per l'omicidio di un uomo - reato poi patteggiato - su ordine dei boss della Sacra Corona Unita che agiva tra San Pietro e Mesagne, anche nel 1999 era stato arrestato per contrabbando: nel bar di Cellino gestito dalla moglie infatti, venivano venduti al dettaglio tabacchi provenienti dall'est Europa.

Le due ville, nei pressi del municipio di Cellino, e i terreni agricoli erano intestati sempre alla donna e alla giovane figlia: gli inquirenti li ritengono quindi provento della vita passata di Litti. Proprio per il suo curriculum criminale, è stato possibile applicare la normativa antimafia anziché contestare solo un reato di evasione fiscale.

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