Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Sigilli all'impianto di Cdr, lavoratori ex Nubile in ansia: "Che ne sarà di noi?"

Contestualmente all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare a carico del sindaco Mimmo Consales, dell'imprenditore Luca Screti e del commercialista Massimo Vergara, stamani sono stati anche apposti i sigilli all'impianto di Cdr/Css situato sulla strada per Pandi

BRINDISI – Contestualmente all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico del sindaco Mimmo Consales, dell’imprenditore Luca Screti e del commercialista Massimo Vergara,  stamani sono stati anche apposti i sigilli all’impianto di Cdr/Css situato sulla strada per Pandi. Questo getta nello sconforto gli ex operai della ditta Nubile che prestavano servizio presso tale impianto.

Si tratta di 40 persone, perlopiù padri di famiglia, che dalla fine di novembre 2015, quando la Nubile è uscita di scena a seguito della rottura con l’Oga, sono senza stipendio. Un’ordinanza sindacale firmata a metà gennaio dal commissario dell’Organo di governo d'ambito, il presidente della Regione Michele Emiliano, disponeva la riattivazione del sito a partire dal prossimo 16 febbraio.

Ma anche se non fosse scattato il sequestro, comunque questa scadenza non sarebbe stata rispettata, perché la struttura versa in condizioni di assoluta obsolescenza che rendono necessari radicali interventi di ammodernamento. Cosa ne sarà, dunque, dei lavoratori (in 26 avevano contratto a tempo determinato, mentre gli altri erano legati alla Nubile da un contratto a tempo determinato)?

“Siamo molto preoccupati – dichiara il delegato del sindacato Cobas, Danilo Reho – per questa situazione. Da mesi non percepiamo un euro. I nostri destini sono appesi a un filo. Ormai non riusciamo più a far fronte alle bollette, ai mutui, agli affitti e ad altri oneri economici. Ci auguriamo che la magistratura riesca a far luce su questa vicenda, ma allo stesso tempo ci appelliamo alle istituzioni, e in particolare alla Regione, affinché non si dimentichino di noi”.

Nelle prossime ore, le organizzazioni sindacali chiederanno l'autorizzazione per un sit in di sette giorni ai piedi della prefettura, a partire da lunedì prossimo (8 febbraio). Il giorno successivo era previsto un incontro fra gli operai e il sindaco. “Il primo cittadino – dichiara Bruno Modesto, rappresentante della Cisl – aveva dato la sua disponibilità a incontrarci. Da settimane non sappiamo cosa sarà di noi. Siamo in un tunnel senza via d’uscita. Nei prossimi giorni inoltreremo istanza di cassa integrazione, ma è da vedere se vi saranno i margini per ottenerla. Il nostro auspicio è che le istituzioni si mettano una mano sulla coscienza e si seggano intorno a un tavolo insieme a noi, per trovare una soluzione. Non si può ignorare il grido di dolore di 40 famiglie”

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