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Lanciatore e rampa per bersagli aerei sequestrati a Costa Morena

L'attrezzatura di tipo militare, del valore di un milione di euro, su un rimorchio condotto da un britannico di 60 anni: si stava imbarcando sulla motonave Euroferry Olimpia diretta a Patrasso. Denunciato, rischia una condanna da uno a tre anni

BRINDISI – “Nulla da dichiarare”. Tre parole fra inglese e gesti per cercare di “far passare” le attrezzature militari da un milione di euro che avrebbe voluto imbarcare sul traghetto in partenza da Costa Morena alla volta di Patrasso: sul rimorchio c’erano un lanciatore e una rampa per  bersagli aerei, senza alcuna autorizzazione al trasporto. Motivo di denuncia e sequestro.

La scoperta di quel trasporto eccezionale di tipo militare è avvenuta nel pomeriggio di ieri, 12 ottobre, a Costa Morena Ovest, nel corso dei controlli che normalmente vengono svolti prima degli imbarchi. In banchina era attraccata la motonave Euroferry Olypmia, diretta al porto greco di Patrasso.

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In fila c’era un camion con rimorchio, alla guida un cittadino britannico di 60 anni, N.J.W, controllato dal personale dell’Agenzia delle Dogane, assieme ai militari della Guardia di Finanza e agli agenti della Polizia di frontiera ai quali ha fatto cenno di non parlare bene la lingua italiana per poi far capire che non c’era niente di particolare sul mezzo. Nulla per cui valesse la pena controllare. A dispetto di quel che si vedeva.  Perché era evidente il carico, risultato anche dalla documentazione esibita: “2 aerial target Launchers”, valore di quasi un milione di euro, spedizione di una ditta con sede legale nel Regno unito.

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L’apparecchiatura di colore verde militare era composta da due parti: un lanciatore di veicoli aerei completo di rampa, denominata Kec launcher e un cassone con attrezzatura utile al funzionamento. Tutto rientrante nella categoria delle apparecchiature di tipo militare, stando alla definizione contenuta nella Direttiva europea del 2009, in base alla quale è stato eseguito il sequestro anche del mezzo. Con denuncia del conducente per violazione del reato previsto e punito dal combinato disposto dalla Legge 185/90 articolo 3 comma 3 e dell’articolo 28 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con Regio Decreto del 18/06/1931 n. 773, che prevede che “per il trasporto delle armi stesse nell’interno dello Stato è necessario darne avviso al Prefetto”.

Il cittadino inglese rischia una condanna  da uno a tre anni  con la multa da 500  a tremila euro. Di fronte alla contestazione ha cercato di spiegare che il materiale era diretto  a Creta, dove il carico era atteso per essere preso in consegna in una struttura in cui doveva svolgersi, nei prossimi giorni, una dimostrazione sul loro uso per conto dell’azienda “Meggit Defence Systems”, per poi fare nuovamente rientro in Inghilterra. Ma non c’era alcuna autorizzazione al trasporto, aspetto che ha aperto il ventaglio delle indagini, sotto il coordinamento del dirigente dell’ufficio Polizia di frontiera, Mario Marcone, e dell’ufficio delle Dogane, Giovanni Mario Ferente.

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