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Sequestro di persona, violenza e possesso di arnesi da scasso: arresto e denunce

I poliziotti del commissariato di polizia di Ostuni hanno arrestato un 18enne serbo responsabile di sequestro di persona e violenza privata e destinatario della misura cautelare restrittiva del collocamento in comunità e denunciato (insieme a lui) altri tre soggetti

OSTUNI – I poliziotti del commissariato di polizia di Ostuni hanno arrestato un 18enne serbo responsabile di sequestro di persona e violenza privata e destinatario della misura cautelare restrittiva del collocamento in comunità e denunciato (insieme a lui) altri tre soggetti connazionali per possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli.

L’arresto rientra in un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione di furti e rapine nel centro cittadino ostunese.  Nella giornata di ieri, venerdì 27 maggio, un equipaggio della squadra di polizia giudiziaria e delle Volanti del commissariato, percorrendo Corso Mazzini, pattugliando tutti gli obiettivi sensibili quali ufficio postale, tabaccheria, esercizi commerciali nonché private abitazioni, hanno notato la presenza di un’auto sospetta di colore scuro con a bordo quattro soggetti che, col viso parzialmente nascosto da occhiali da sole scuri e con cappellini calzati a seguito,  hanno fatto pensare all’imminente commissione di qualche reato.Il commissariato di Ostuni

Così è stato organizzato un servizio di appostamento con l’aiuto di altre pattuglie. La zona è stata circondata da poliziotti. Quando tutte le probabili vie di fuga sono state bloccate i poliziotti hanno intimato ai quattro sospetti di tenere ben in vista le mani e di uscire lentamente dall’abitacolo. Sono stati sottoposti a perquisizione personale e veicolare, in auto c’erano grossi cacciavite, torce, nastro isolante nonché tutto l’armamentario tipico per lo scasso di proprietà private. I quattro erano senza documenti così sono stati trasferito negli uffici della commissariato dove sono stati identificati. Si tratta di A.G., serbo, 18enne residente a Roma, G.M., serbo, 30 anni residente a Cisterna di Latina, R.J., croato, 30 anni residente a Bitonto e C.J., serbo, 19enne residente a Cisterna di Latina.

Gli ulteriori accertamenti condotti attraverso le Banche dati informatiche in uso alla Polizia di Stato, hanno consentito di accertare che a carico dei quattro sussistevano numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, in particolare furti e rapine, essendo stati “pizzicati” innumerevoli volte nella commissione di reati contro il patrimonio. Le ulteriori verifiche svolte nei confronti del 18enne hanno permesso di accertare che a suo carico risultava una nota di rintraccio per cattura per dare esecuzione alla misura cautelare del collocamento in comunità, emesso dall’Ufficio del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale per i Minorenni di Roma.

Lo stesso giovane, in concorso con altri due soggetti, anch’essi ricercati, si era reso responsabile dei reati di sequestro di persona e violenza privata, aggravati dalla circostanza di averli commessi ai danni di una minore in condizione di impossibilità di difesa. Nel settembre scorso si era introdotto negli uffici di una struttura di accoglienza di Frosinone, e dopo aver picchiato e spinto violentemente la responsabile facendola rovinare per terra, aveva sequestrato una minore rinchiudendola in auto contro la sua volontà.

A seguito dell’attività investigativa svolta era stato emesso nei suoi confronti un provvedimento restrittivo, il 18enne era stato giudicato particolarmente pericoloso e in grado, se ancora libero, di commettere reati della stessa natura. L’ordine di cattura era stato emesso nel mese di ottobre 2015 e per ben 8 mesi, A.G. era riuscito a sfuggire alle maglie dei controlli e della giustizia, facendo anche affidamento su tutta una serie di fiancheggiatori, passando da un campo rom all’altro e conducendo un’esistenza volutamente itinerante, proprio al fine di non dare preoccupanti punti di riferimento, non disdegnando di utilizzare appositi alias che ne rendevano vana ogni forma di ricerca e tentativo di rintraccio.

Dopo la cattura da parte dei poliziotti ostunesi, il giovane serbo è stato rinchiuso in una struttura di recupero di Fasano. Insieme agli altri tre, inoltre, è stato denunciato a piede libero per il possesso ingiustificato di grimaldelli e di cose ed oggetti atti ad offendere. G.M. anche per non aver ottemperato all’ordine di abbandonare il territorio nazionale, emesso dal questore di Roma, nel mese di agosto del 2015.

Nella circostanza, inoltre, è stata eseguita anche un’altra nota di rintraccio sussistente a carico sempre di 1 dei 4, vale a dire C.J., a ci è stato notificato un avviso di conclusione dell’indagini preliminari emesso dal Gip presso il Tribunale dei minorenni di Torino per il reato di rapina e guida senza patente. Nei confronti di tutti e 4 gli stranieri si è predisposto l’iter per l’emissione di un provvedimento di divieto di ritorno nel comune di Ostuni.

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