Cronaca

Sequestro di quasi 4 tonnellate di marijuana: 11 arresti, anche un brindisino

C’è anche un brindisino tra le undici persone arrestate dai militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Lecce, diretto dal tenente colonnello Nicola De Santis, nell’ambito di due sequestri di 3,80 tonnellate di marijuana del valore complessivo di 30 milioni di euro operato tra ieri e oggi

BRINDISI – C’è anche un brindisino tra le undici persone arrestate dai militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Lecce, diretto dal tenente colonnello Nicola De Santis, nell’ambito di due sequestri di 3,80 tonnellate di marijuana del valore complessivo di 30 milioni di euro operato tra ieri e oggi, venerdì 9 settembre, tra Lecce e la costa brindisina, precisamente Cerano. Si tratta di Vito Massimo Guida, nato a Brindisi e residente a Lecce, è il proprietario di un immobile situato Giorgilorio (Le) dove è stato trovato un carico di droga. Gli altri dieci sono due italiani e otto albanesi.

Questi i fatti. Erano le 2 del pomeriggio di ieri quando una pattuglia del Gruppo investigativo antidroga del Nucleo di polizia tributaria di Lecce, mentre transitava in località Giorgilorio, ha notato in lontananza due Fiat Croma uscire frettolosamente da un vecchio casolare in apparente stato di abbandono. Insospettiti dalla repentina manovra i finanzieri hanno deciso di accostare le due macchine per eseguire un controllo. All’interno di una, guidata da un italiano, O.T.  61 anni residente a Lanuvio (RM), c’erano, sul sedile posteriore e nel bagagliaio, numerosi involucri contenenti marjuana, dal peso complessivo di circa 1 quintale. A bordo della seconda vettura, al cui interno non è stata trovata droga, c’era il brindisino e due albanesi F.X. 35 anni e G.A. 47 anni.

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Il controllo, quindi, è stato diretto al casolare da cui erano uscite le autovetture le cui chiavi per aprire il cancello erano in possesso di Guida. Sull’ingresso dell’immobile c’era un sofisticato sistema di video sorveglianza costituito da numerose telecamere. In una delle stanze sono stati trovati 102 involucri di marijuana del peso complessivo di 2,6 tonnellate. Nascosti tra gli imballi di droga, inoltre, c’erano anche altri due albanesi, ritenuti custodi dell’ingente carico, L. R. 25 anni e X.E. 37 anni. Nella stanza è stata anche trovata una pistola modello Bruni calibro 92 con relativo munizionamento, una bilancia e materiale per imballaggio. La droga era ancora bagnata e sporca di sabbia, si ritiene che lo sbarco era avvenuto poche ore prima. I 6 fermati sono stati accompagnati presso la caserma del Nucleo di Polizia Tributaria, dove su disposizione del pubblico ministero di turno sono stati arrestato. Lo stupefacente, 2, 7 tonnellate di marijuana, posto sotto sequestro.

Durante la stessa nottata il Gruppo operativo antidroga del Nucleo di Polizia tributaria di Lecce ha intercettato un altro ingente carico di marjuana. Erano circa le 5 del mattino quando una pattuglia impegnata in un servizio di perlustrazione del tratto costiero in località Cerano ha notato una Toyota Yaris ed un Fiat Iveco Daily che si immettevano sulla litoranea provenendo da una delle numerose strade che conducono al mare. I due mezzi erano particolarmente sporchi di fango e avevano evidenti segni di recenti operazioni di carico, aspetto che ha insospettito i finanzieri. Il furgone inoltre risultava, già a prima vista, particolarmente pesante.

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Considerato l’orario e le avverse condizioni climatiche (pioveva a dirotto) che hanno portato a escludere che poteva trattarsi di agricoltori provenienti dal lavoro nei campi, i militari hanno seguito i mezzi e con l’ausilio di un’altra pattuglia hanno fermato e controllato i due veicoli che nel frattempo avevano imboccato la superstrada in direzione Bari. A bordo del furgone, condotto da un italiano, V.P.46 anni, residente a Bologna, i finanzieri hanno trovato, ammassati nel vano di carico, 66 grossi involucri di cellophane contenenti marjuana per un peso complessivo di 1,2 tonnellate.

A bordo dell’auto, che fungeva da staffetta, c’erano altri tre soggetti di nazionalità albanese Z. K. 23 anni, A.  B. classe 26 anni e B. K. 25 anni. Nascosto tra i cespugli c’era un altro albanese, D.P. 30 anni anch’egli facente parte dell’organizzazione come dimostrato dai contatti telefonici e dai messaggi che i finanzieri hanno trovato sul suo telefono e su quelli in uso agli altri fermati. Anche questi ultimi sono stati condotti presso la caserma del Nucleo di polizia tributaria dove, su disposizione del pubblico ministero di turno sono stati arrestati.  

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