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Pesca illegale nel porto: reti sequestrate e maxi-multa

Intervento della Capitaneria nella serata di mercoledì. Intercettata imbarcazione con due persone a bordo

BRINDISI - Sorpresi all'interno del porto di Brindisi mentre esercitavano attività di pesca professionale pur essendo semplici diportisti. L'attrezzatura che i due brindisini intercettati da unità della Capitaneria di Porto era infatti costituita da 150 metri di reti da posta, esclusivamente utilizzabili da imbarcazioni munite di regolare licenza di pesca. L'operazione è scattata sia vita terra che via mare, per evitare che il natante potesse sottrarsi al controllo. Comminata una sanzione di 4000 euro al comandante della barca che stava esercitando l'attività illegale.

"L’attività in sé, oltre ad intervenire a protezione del bene tutelato dalla norma, di fatto ha impedito - rileva il capitano di vascello Giovanni Canu, comandante della Capitaneria di Brindisi - che il pescato potesse essere intromesso sul mercato senza le dovute garanzie sanitarie, a differenza di quanto avviene, invece, per i prodotti della pesca provenienti dalla filiera professionale che, invece, scontano i preventivi controlli sanitari a tutela della salute pubblica".

"Pertanto, l’occasione consente di porre l’accento anche sul rischio sanitario correlato all’acquisto ed al consumo di prodotti ittici provenienti dalle predette attività illecite, oltre che sull’impatto negativo - conclude il comandante Canu - che le stesse hanno sotto l’aspetto economico ponendosi sul mercato in concorrenza sleale con quanti, invece, risultano debitamente autorizzati". L'intervento dell'autorità marittima è avvenuto alle 19,30 circa di ieri mercoledì 3 ottobre. Le reti sono state sequestrate.

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