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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca San Pietro Vernotico

Quei campi fotovoltaici sono abusivi: la Finanza ne sequestra otto, 12 indagati

Anche a San Pietro vernotico, in provincia di Brindisi, una grande società del settore fotovoltaico aveva adottato il trucco del frazionamento fittizio di un grande impianto fotovoltaico per aggirare l'obbligo della valutazione di impatto ambientale.

SAN PIETRO VERNOTICO – Un parco fotovoltaico di cinquantamila metri quadrati del valore complessivo di 25milioni di euro costituito da quattro impianti contigui di produzione di energia elettrica ciascuno di potenza inferiore a 1 megawatt, è stato sequestrato questa mattina dai carabinieri del Noe di Lecce, in contrada “Marciaddare”, sulla strada provinciale 82 che collega San Pietro Vernotico a Mesagne.

Undici persone, tra legali rappresentanti, consiglieri di amministrazione, tecnici progettisti e direttori dei lavori, sono state denunciate e la produzione di energia elettrica è stata bloccata così come sono stati sospesi gli incentivi statali per questo genere di attività.

Il sequestro, da parte dei carabinieri del Nucleo Operativo Ambientale di Lecce, coordinati dal maggiore Nicola Candido, sotto la direzione del procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi, rientra in un'attività avviata da qualche tempo dalla Procura della Repubblica di Brindisi nell'ambito della tutela di tutte le norme ambientali in fatto di impianti a energia pulita.

I militari, dopo alcuni mesi di attività investigativa, hanno accertato che le 11 persone finite nei guai (tutte del Centro e Nord Italia) per eludere le Il sequestro di uno degli impianti di contrada Marciaddare-2normative di settore nazionali e regionali, hanno dato vita a quattro società (Energia Verde Srl,

Energia Amica, Ergon Energy Srl, Xpdue) intestatarie ognuna di un mini-impianto fotovoltaico. I quattro parchi, però, erano attigui, installati su un terreno appartenente originariamente a un unico proprietario e collegati tra essi. Formavano, quindi, un unico impianto. Ogni singolo parco usufruiva dei finanziamenti statali previsti per i “mini impianti fotovoltaici”. Nel corso degli accertamenti è emerso che la ditta esecutrice dei lavori è stata la stessa per tutti e 4 gli impianti, che le quattro Dia (Dichiarazioni inizio attività) sono risultate identiche per forma, per contenuto, stesura, caratteri e, addirittura per testo ed impaginazione.

Le 11 persone denunciate sono ritenute responsabili, in concorso fra loro, a vario titolo, di aver realizzato quattro impianti di produzione di energia elettrica con la sola Denuncia di inizio attività ed in assenza della prescritta autorizzazione unica regionale, di aver predisposto una trasformazione urbanistica ed edilizia in violazione degli strumenti urbanistici vigenti, nonché di aver attestato falsamente che l’area su cui sono stati realizzati gli impianti non era interessata da vincoli paesaggistici e che gli stessi impianti erano stati costruiti nel rispetto dei progetti e delle procedure vigenti.

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