Carcere di Brindisi: sequestrato un involucro con telefonino e droga

Era appena stato lanciato dall'esterno e recuperato da un detenuto con un attrezzo rudimentale. Ma la Polizia Penitenziaria lo ha bloccato

BRINDISI – Un tentativo di introdurre un telefono cellulare e droga all’interno del carcere di Brindisi è stato sventato nella serata di ieri dalla polizia penitenziaria. Lo rende noto il segretario generale aggiunto dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), Pasquale Montesano. 

Alcuni agenti, durante l'attività di sorveglianza, insospettiti da alcuni movimenti strani sotto il muro di cinta in corrispondenza del reparto infermeria, si sono accorti che un detenuto, con attrezzi rudimentali, era riuscito a tirare su un involucro contenente un cellulare e droga lanciato dall'esterno  in corrispondenza del cortile adiacente al reparto. “Ovviamente il detenuto – si legge in una nota dell’Osapp - non ha potuto far altro che consegnare l’involucro agli agenti intervenuti”.

“Dopo le infauste giornate tra il 7 e il 10 marzo scorsi che hanno messo a dura prova il carcere di Brindisi – afferma Montesano – l’episodio connota un alto senso del dovere degli uomini e donne della Polizia Penitenziaria”. Il sindacalista rimarca il “drammatico stato di abbandono in cui versa il Corpo di polizia penitenziaria, sempre più solo e in condizioni disumane a risolvere le criticità che si presentano nel quotidiano con grave penuria di personale, senza strumenti e mezzi anche nel far fronte al rinnovamento del sistema del servizio di prevenzione sanitaria”.

In piena emergenza Covid-19, “il personale di Polizia Penitenziaria - rimarca Montesano - è a forte rischio di contaminazione, poiché sovente esso è chiamato a eseguire attività lavorative anche esterne mediante i provvedimenti di esecuzione dei controlli presso i domicili, in esecuzione della pene alternative alla detenzione previste dal governo (arresti domiciliari con braccialetto elettronico) nonché servizi presso gli ospedali per cui il rischio è elevatissimo”

“L’Osapp – conclude Montesano - non mancherà di continuare denunciare lo stato di malessere in cui vivono uomini e donne della Polizia Penitenziaria della regione Puglia, nella totale sordità del mondo politico, del ministro e chi ha responsabilità dell’amministrazione Penitenziaria. Il nostro plauso continua ad andare agli uomini e donne della Polizia Penitenziaria che nonostante le notevoli difficoltà continuano a garantire ordine e sicurezza e non solo “. 

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