Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Si teme dramma peggiore di quello di Costa Concordia. Nave sequestrata e due indagati

In serata dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, è giunta la notizia che il traghetto Norman Atlantic è sotto sequestro. Indagati armatore e comandante. Tra morti e dispersi la somma è 51

BRINDISI – In serata dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, è giunta la notizia che il traghetto Norman Atlantic è sotto sequestro e che la magistratura italiana e quella albanese stanno decidendo verso quale porto la nave dovrà essere rimorchiata per essere sottoposta agli accertamenti investigativi e tecnici, mentre da fonti giudiziarie baresi si è appreso che la procura del capoluogo di regione (che indaga sull’incidente come pure quella di Brindisi), ha già aperto un fascicolo a carico dell’armatore Carlo Visentini e del comandante del traghetto, Argilio Giacomazzi.

Ma la notizia che in queste ore il governo italiano sta maneggiando con le pinze è un’altra, e riguarda la somma tra vittime accertate, passeggeri e membri dell’equipaggio tratti in salvo, e numero dei dispersi lista di imbarco alla mano. Le persone tratte in salvo, secondo i dati ufficiali del governo e della Marina Militare sono 427, le vittime recuperate sino a questa sera sono 10, quindi mancano all’appello 41 persone rispetto al numero dichiarato di 478 tra passeggeri ed equipaggio presenti a bordo durante il viaggio verso Ancona. E’ questa la ragione per cui si è deciso di tenere in zona ancora nave San Giorgio, che fa da base operativa per elicotteri e mezzi navali impegnati nelle ricerche dei dispersi.

La cifra dei morti accertati e dispersi sommati supera quella delle vittime del disastro del Giglio: nel naufragio della Costa Concordia persero la vita 32 persone e i feriti furono 110. Se nel disastro del traghetto Norman Atlantic  il numero dei dispersi dovesse essere confermato, si sarebbe in presenza di una tragedia molto più grave dal punto di vista della perdita di vite umane.

È per questa ragione il ministro Lupi ha invitato alla cautela nel calcolo delle persone ancora non rintracciate, giungendo anche a dire che il problema della attendibilità della lista di imbarco e della corrispondenza con il numero delle persone effettivamente imbarcate va verificato nei porti di Patrasso e di Igoumenitsa, e quindi con i tagliandi dei check-in ritirati sottobordo all’imbarco. La persona che deve certificare il numero dei passeggeri è, tuttavia, soprattutto il commissario di bordo, prima ancora che il comandante.

Al momento il timore è che, a due anni di distanza da quel drammatico 13 gennaio 2012 davanti al porto dell’Isola del Giglio, ci si possa trovare di fronte a un dramma ben peggiore ambientato nelle acque del Canale d’Otranto in tempesta. Un contesto in cui il conto delle vittime avrebbe potuto presentare un numero ancora più grave se nell’inferno di acqua, di vento e di fuoco non si fossero lanciati i soccorsi partiti dai porti più vicini e soprattutto da Brindisi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Si teme dramma peggiore di quello di Costa Concordia. Nave sequestrata e due indagati

BrindisiReport è in caricamento