Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

La magistratura sequestra la discarica di Autigno: ora è emergenza vera

Invece dello sblocco della discarica di rifiuti solidi urbani di Autigno, di proprietà del Comune di Brindisi e al servizio dell'intera provincia, è arrivato il decreto di sequestro preventivo da parte del giudice delle indagini preliminari Paola Liaci, nell'ambito delle indagini dirette dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori. Il provvedimento è stato eseguito stamani dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce

BRINDISI – Invece dello sblocco della discarica di rifiuti solidi urbani di Autigno, di proprietà del Comune di Brindisi e al servizio dell’intera provincia, è arrivato il decreto di sequestro preventivo da parte del giudice delle indagini preliminari Paola Liaci, nell’ambito delle indagini dirette dal sostituto procuratore Valeria Farina Valaori. Il provvedimento è stato eseguito stamani dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce (video). L’attività della discarica, in gestione all’impresa Nubile, era stata sospesa dalla Regione Puglia dopo una relazione di Arpa Puglia che evidenziava una serie di difformità rispetto all’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata a suo tempo, e varie criticità. Ma ora è emerso anche altro.

In particolare, non veniva garantita l'idonea copertura giornaliera dei rifiuti; non veniva effettuato un adeguato stoccaggio ed abbancamento dei rifiuti;  vi era costante presenza di percolato nei lotti in esercizio ed in quelli non operativi; risultava inadeguato il sistema di protezione dei rifiuti mediante teli; inadeguato anche il sistema di canalizzazione e raccolta delle acque meteoriche, sia sui lotti in esercizio sia su quelli non operativi; non erano presenti adeguate garanzie finanziarie fideiussorie; erano state realizzate nuove opere in assenza delle previste autorizzazioni; sono risultate contaminate le acque dei pozzi spia per le quali sono state effettuate specifiche attività di monitoraggio da parte dell’Arpa, dalle quali è emerso che le acque di falda risultano inquinate per il superamento dei limiti tabellari con riferimento al nichel, al ferro, al manganese.

Il sostituto procuratore Valeria Farina ValaoriI reati ipotizzati nelle indagini sono quelli di inosservanza delle prescrizioni contenute nell'Autorizzazione integrata ambientale ed inquinamento della falda acquifera, a carico del legale rappresentante della società che attualmente gestisce e conduce la discarica, Luca Screti.  il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro, fa sapere il Noe, è di circa cinquanta milioni di euro. Lo stesso Noe ha provveduto ad informare dell'avvenuto sequestro tutte le autorità amministrative interessate, a partire dalla Regione Puglia (ci sono poi Provincia e Comune di Brindisi), per gli eventuali provvedimenti di competenza successivi all'esecuzione della misura cautelare reale, disposta per ragioni differenti da quelle che hanno indotto recentemente la citata Regione ad emettere l'ordinanza di sospensione dell'attività della discarica.

Per il conferimento dei rifiuti dei venti Comuni della provincia di Brindisi adesso è vera emergenza. Dovrà essere la Regione Puglia a trovare una soluzione rapida, come è stato fatto per i Comuni di intere aree del Barese che sono stati autorizzati a scaricare ad Autigno. L'ipotesi principale è quella di proseguire con il conferimento presso la discarica di rifiuti speciali non pericolosi di Formica Ambiente, ma occorrerà riscrivere gli accordi con i problemi conseguenti di tempi, e probabilmente anche di fidejussioni. La discarica era stata chiusa il 12 marzo dalla stessa Regione per i motivi già riassunti, e proprio quel giorno ad Autigno si trovavano anche il comandante del Noe, il maggiore Nicola Candido, ed i suoi uomini. Non per per caso, evidentemente.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlRapida anche la reazione della Nubile. "Comunico alla cittadinanza del territorio della provincia di Brindisi che oggi ha avuto luogo il sequestro preventivo della discarica di Autigno, a Brindisi. Sequestro disposto dal giudice per le indagini preliminari di Brindisi. Nel pieno rispetto dell'operato della magistratura, io in quanto gestore di una parte del quarto lotto dell'impianto - scrive l'amministratore di Nubile Srl, Luca Screti - chiedo che si faccia chiarezza celermente sulle caratteristiche e sulle responsabilità dell'accaduto in molti anni. Solo la chiarezza ci consentirà di gestire finalmente in maniera adeguata l'attività dell'impianto, come vado chiedendo da molto tempo. Voglio ricordare che l'acqua di falda risulta inquinata da quindici anni, ben prima del subentro da parte mia nella gestione di una parte, consistente in circa un ventesimo, del volume della discarica. Per quanto ci riguarda, da mesi la discarica è detenuta da noi al solo fine della messa in sicurezza e non per il conferimento dei rifiuti".

E chiarezza sarà fatta. Sull'intero sistema del ciclo dei rifiuti a Brindisi c'è anche una lunga e complessa indagine della Digos con la procura della Repubblica (il magistrato inquirente è il pm Milto De Nozza),e in parte con la Dda di Lecce. Certamente i due filoni investigativi, quello della polizia e quello del Noe, si riveleranno sinergici e complementari. Troppe le domande che attendono una risposta, a partire da un fatto: a Brindisi l'appalto per la raccolta dei rifiuti copre solo l'area urbana ma non la vastissima zona industriale e quella dei centri commerciali, rifiuti che per lunghi anni sono finiti nella discarica di Autigno anche quando c'era già la Nubile, e solo dopo alcune modifiche di legge che trasferivano ai gestori degli impianti una serie di oneri di vigilanza, questi carichi sono stati dirottati verso un impianto privato di una provincia vicina, inutile dirlo a costi molto più alti.

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