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Sequestrate le strutture turistiche a ridosso di Torre Guaceto

Decreto del procuratore aggiunto Antonio Negro. Indagine della Guardia Costiera in fase iniziale

BRINDISI - L'indagine delegata dal Pm alla Guardia Costiera di Brindisi è stata appena avviata, ed è finalizzato ad acquisire gli elementi necessari ad una definizione completa della situazione il sequestro probatorio eseguito nella giornata di ieri giovedì 13 novembre, su decreto del procuratore aggiunto Antonio Negro. Al centro dell'inchiesta, la struttura turistica che stava progressivamente sorgendo in Contrada Scianolecchia, esattamente al confine nord-ovest dell'area marina protetta e Riserva naturale dello Stato di Torre Guaceto.

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Da anni quel terreno è al centro di progetti di valorizzazione turistica: prima di una società composta da operatori di Carovigno e Milano, che rinunciarono all'operazione dopo lo stop da parte dell'allora assessore regionale Angela Barbanente, che aveva imposto un drastico ridimensionamento al progetto di villaggio turistico; più recentemente di operatori di San Vito dei Normanni che acquisirono parte dell'area includente una vecchia masseria abbandonata.

In questo scenario va considerato che il Comune di Carovigno non dispone ancora di un Piano urbanistico generale e che tutti gli interventi di questo genere sono stati in gran parte effettuati con varianti al vecchio strumento urbanistico. Il magistrato pertanto vuol vederci chiaro.

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E nella mattinata di ieri 13 dicembre 2018, i militari della Guardia Costiera - Nucleo operativo di Polizia Ambientale sezione di Brindisi, appoggiati da un’aliquota dei compartimenti di Bari e Barletta, hanno posto i sigilli ad un’area di circa 30.000 metri quadri a ridosso della riserva naturale, zona di particolare pregio ambientale e paesaggistico.

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L’area rurale in questione, sottoposta a speciale tutela ambientale e paesaggistica e con destinazione urbanistica agricola, è risultata interessata da una intensa attività di trasformazione edilizia della preesistente masseria, fa sapere la Capitaneria di Porto di Brindisi, tramite realizzazione di manufatti a destinazione turistico-ricettiva, per una superficie coperta di oltre 1.600 metri quadri.

Il sequestro ha riguardato, inoltre, l’attigua struttura balneare costitutita da chiosco bar, piscina, servizi igienici, spogliatoio e camminamenti in legno. Il sequestro probatorio è stato disposto dal magistrato inquirente, sottolinea la Capitaneria, allo scopo di realizzare gli accertamenti tecnici necessari a chiarire tutte le incongruenze e le violazioni di legge riscontrate nell’iter procedimentale.

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