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Serinelli: "Continuerò a lavorare per ripristinare la legalità"

Riceviamo e pubblichiamo la risposta dell'avvocato Pietro Quinto, difensore del Comune di Torchiarolo, in merito al ricorso accolto dal Tar contro l'esclusione dalla gara ponte presentato della ditta di igiene urbana Reteservizi

TORCHIAROLO – Riceviamo e pubblichiamo la risposta dell’avvocato Pietro Quinto, difensore del Comune di Torchiarolo, in merito al ricorso accolto dal Tar contro l’esclusione dalla gara ponte presentato della ditta di igiene urbana Reteservizi, indetta dall’amministrazione comunale per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti e contro l’ordinanza  con cui la stessa amministrazione aveva estromesso la Reteservizi dal servizio, affidandolo a un’altra ditta.

In risposta al comunicato dello studio Sticchi Damiani sulla sentenza del Tar Lecce, intervenuta sulla vicenda degli affidamenti in via provvisoria del servizio di nettezza urbana del Comune di Torchiarolo, replica lo studio dell’avvocato Pietro Quinto, che ha difeso il Comune, il quale rileva che il comportamento del sindaco di Torchiarolo è stato ispirato dalla necessità di ripristinare la legalità ripetutamente violata nel recente passato.

La Reteservizi aveva beneficiato di molteplici proroghe di un contratto scaduto sin dal 28 maggio 2013, pur non avendo titolo per poter usufruire di tali proroghe realizzate attraverso ordinanze contingibili ed urgenti, recentemente censurate, su scala regionale proprio con riferimento agli Aro pugliesi, dall’Anac di Cantone con un esposto alla Procura di Bari. A ciò deve aggiungersi che, indipendentemente dai comportamenti degli uffici comunali, sempre nel recente passato, nell’immediato sono state accertati gravi comportamenti della ditta Reteservizi che escludono il possesso del  requisito di affidabilità perché il Comune possa ulteriormente utilizzarla nell’espletamento del servizio. L’amministrazione proporrà quindi immediatamente appello al Consiglio di Stato per far valere le proprie ragioni.

Di seguito, invece, le dichiarazioni del sindaco di Torchiarolo Nicola Seribelli. “Da un po’ di tempo ho fatto una scelta nella mia vita, nicola serinelli-3quella di lavorare per la verità e non per il consenso, non dando conferma delle ordinanze alla Reteservizi sapevo di incamminarmi in un percorso difficile e che mi avrebbero ostacolato, però ho il dovere di farlo fino alla fine. Ci tengo a sottolineare che andrò avanti costi quel che costi, facendo ricorso al Consiglio di Stato, perché difenderò la mia scelta nella direzione del recupero della legalità. Già nel 2013 la vecchia amministrazione aveva tutti gli elementi per rescindere dal contratto, invece ha fatto continue proroghe illegittime fino alle ultime elezioni (2015) e questo ha consentito alla ditta di avere un beneficio di oltre due milioni di euro. Non potevano essere fatte tante proroghe, quindi io sono stato chiamato a ripristinare la legalità, perché l’Anac, la Regione, la normativa mi invitavano a non ripeterle".

"Tra l’altro ho trovato negli atti una serie di relazioni fatte dal comandante della Polizia locale dalla quale si evincono una serie di inadempienze contrattuali sulle quali andavano fatte non solo le contestazioni ma anche le applicazioni penali. Un esempio per tutti: il mancato spazzamento delle strade doveva comportare una penale di 464 euro. Il comandante ha rilevato anche l’utilizzo di mezzi senza la copertura assicurativa, senza la revisione, con autisti che non erano nelle condizioni di poter guidare. Addirittura sono state assunte tre unità a tempo indeterminato figli e fratelli dei soci della società. Non posso consentire alla vecchia amministrazione di dire che non ci sono operai stagionali quando loro non hanno mosso un dito per tre operai, uno dei quali assunto dieci giorni prima delle elezioni. Io dovevo necessariamente ripristinare la normalità in attesa della gara ponte, sicuramente qualcosa non è andata nel verso giusto ma alla luce di quanto è emerso non potevo più accettare una ditta in cui non riponevo più fiducia. Sicuramente c’è stato qualche errore da parte dei nostri uffici che non hanno motivato l’esclusione, quindi è stato facile per la ditta fare ricorso al Tar. Ma io non mi fermo qui”.

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