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Servizi cimiteriali, sfuma il passaggio alla Multiservizi: bando per sei mesi

Aggiudicazione tramite procedura aperta, importo pari a 292.525mila euro. Al personale chiesti divisa decorosa, barba rasa o curata, telefono personale spento. La partecipata si era dichiarata pronta: otto necrofori dopo i corsi di formazione. Ancora in corso l'indagine della Finanza su proroghe e assunzioni dal 2015

BRINDISI – Sfuma l’assegnazione dei servizi cimiteriali alla società Multiservizi. Il Comune di Brindisi ha scelto la strada del bando con aggiudicazione tramite procedura aperta, nonostante la partecipata si sia dichiarata pronta alla gestione dopo che otto dipendenti hanno conseguito il titolo di necrofori e due quello di direttori tecnici al termine di corsi di formazione.

MULTISERVIZI SEDE-2

Il bando è stato sfornato ieri e prevede una durata di sei mesi, con possibile rinnovo per tre, a fronte di un importo pari a 292.525mila euro e di una serie di richieste per l’appaltatore che deve garantire “nei locali presso il Cimitero di Brindisi e di Tuturano, un ufficio, con personale amministrativo e tecnico, in grado, tra l’altro, di tenere un registro aggiornato giornaliero dei servizi a domanda individuale effettuati, con allegate attestazioni dell’avvenuto pagamento della relativa tariffa, da esibire al RUP a semplice richiesta; organizzare e gestire le attività di sepoltura; registrare e gestire le movimentazioni salme; ricevere le salme in transito”. E ancora: “programmare le attività e coordinare il personale; aggiornare l’anagrafe e il catasto cimiteriale, con imputazione e archiviazione dati; predisporre i contratti di illuminazione votiva; redigere una relazione periodica sullo stato manutentivo delle strutture cimiteriali; segnalare situazioni di potenziale pericolo e predisporre interventi a tutela della pubblica incolumità”.

L’appaltatore, inoltre, dovrò attivare un  “ufficio Relazioni con il Pubblico in grado di fornire, anche telefonicamente, informazioni, complete ed esaurienti, sull’attività svolta, sulle tariffe applicate, sulle modalità e procedure per le concessioni”. Il personale dovrà “consegnare agli utenti i bollettini di versamento di conto corrente necessari al pagamento dei canoni della illuminazione votiva e dei servizi mortuari richiesti nel rispetto delle tariffe approvate dall’Amministrazione; ricevere (telefonicamente, per fax, per e-mail) i reclami e le segnalazioni di intervento (per esempio, guasti lampade votive, mancanza di ghiaia, sprofondamento di tumuli); provvedere alle registrazioni in apposito programma informatizzato (indicando nome, cognome e recapito dell’utente, localizzazione della sepoltura, tipologia di problema, data della segnalazione) per la successiva programmazione ed esecuzione dell’intervento”. In particolare, durante il servizio, “il personale deve indossare la divisa e mantenerla in condizioni decorose; presentarsi al lavoro in perfetto ordine, con la barba rasa o curata; astenersi dal fumare;  tenere il cellulare personale spento; parlare con un tono di voce basso, evitando discussioni tra colleghi e con gli utenti”.

Il comando provinciale della Guardia di Finanza

Sugli affidamenti dei servizi cimiteriali e sulle proroghe dal 2015 sino ad “oggi” è lo stesso Comune ad aspettare le conclusioni dell’inchiesta della Procura, delegata ai militari della Guardia di Finanza. L’ultima acquisizione di documenti risale allo scorso mese di dicembre presso gli uffici del cimitero di Brindisi e della frazione di Tuturano, dopo quelli ottenuti dalla sede della ripartizione ai Lavori Pubblici. Oggetto delle verifiche sono le assunzioni del personale per accertare se esistano o meno rapporti con la politica e, in tal caso, se ci siano parentele diretta o indiretta.

Si tratta di un fascicolo aperto già nel 2015 in corrispondenza di una prima proroga sul quale la Procura ha chiesto un ulteriore approfondimento dopo segnalazioni secondo cui ci sarebbero state assunzioni pilotate o lottizzate dalla politica. Ipotesi. Al momento, non ci sono contestazioni per fattispecie penalmente rilevanti, di conseguenza non risultano esserci indagati.

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