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"Servono 20 milioni per recuperare Forte a Mare, il Comune da solo non ce la può fare"

Il Comune di Brindisi da solo non può sostenere il costo, stimato intorno ai venti milioni di euro, per la ristrutturazione del Castello Alfonsino. Lo ha detto a chiare lettere il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, alla vigilia di un incontro sul destino di Forte a Mare organizzato per la mattinata di domani presso la sala conferenza di palazzo Nervegna

BRINDISI – Il Comune di Brindisi da solo non può sostenere il costo, stimato intorno ai venti milioni di euro, per la ristrutturazione del Castello Alfonsino. Lo ha detto a chiare lettere il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, alla vigilia di un incontro sul destino di Forte a Mare organizzato per la mattinata di domani (8 maggio,  a partire dalle ore 9), presso la sala conferenza di palazzo Nervegna, dal network di associazioni “Amare forte a Mare”.

Lo sfogo del sindaco arriva a un paio di settimane dall’esclusione del piano di valorizzazione dell’opera (redatto dall’associazione Mecenate 90) dai finanziamenti stanziati dal ministero dei Beni culturali nell’ambito del progetto Pon. Attraverso una nota diramata in giornata, Consales ha sintetizzato il percorso che ha portato alla presentazione del piano di valorizzazione presso la Direzione regionale dei Beni culturali.

“Con deliberazione di G.M. n. 222, il  3 luglio 2014 – afferma il sindaco -  è stato approvato lo schema di convenzione fra la Città di Brindisi e la Associazione Mecenate ’90 per la redazione del Piano di Valorizzazione del Castello Alfonsino e l’Opera a Corno.”

“La convenzione prevedeva, fra l’altro e nello specifico – prosegue il primo cittadino - la descrizione e l’interesse culturale del bene culturale in esame; l’analisi e l’approfondimento conoscitivo del bene; la individuazione e la descrizione del contesto territoriale di riferimento; il programma di valorizzazione del bene; le azioni per l’attuazione del programma di valorizzazione”.

“Come concordato – si legge ancora nella nota di Consales - la Associazione Mecenate ’90, con il 9 settembre 2014, ha presentato la “Proposta per la redazione del Programma di valorizzazione per il Castello Alfonsino”, ai sensi della Circolare n. 18 del 18.05.2011, la quale contiene gli elementi di esplicazione e di approfondimento con riferimento al programma stesso, sia per quanto riguarda l’iter del trasferimento del bene, le metodologie di intervento, la composizione del gruppo di lavoro, il quadro normativo e le tempistiche”.

Una volta acquisito all’amministrazione comunale, il piano di valorizzazione “è stato trasmesso alla Direzione Regionale dei Beni Culturali per le incombenze del caso, fatto salvo che il Comune di Brindisi ha espressamente richiamato nella nota di accompagnamento dell’elaborato la inderogabile necessità che lo Stato (Ministero dei Beni Culturali) e la Regione Puglia contribuiscano al recupero e alla valorizzazione del bene Forte a Mare (ph V.Massagli)monumentale, attivando gli strumenti legislativi esistenti”.

Il supporto di Regione e ministero è fondamentale. Perché “è impensabile che un Comune delle dimensioni di meno di 90mila abitanti  - afferma il sindaco - possa accollarsi in solitudine l’onere dell’iniziativa del recupero e della funzionalizzazione di un bene monumentale di tali dimensioni, per il quale si stima un costo di recupero di circa 20 milioni di euro”.

Di seguito si fornisce una sintesi del Piano di Valorizzazione redatto da Mecenate ’90 per il castello Alfonsino e l’Opera a Corno.

SINTESI
Programma di Valorizzazione Castello Alfonsino

Il documento “Programma di Valorizzazione del Castello Alfonsino” risponde a quanto previsto dalla Circolare n. 18 del 18.05.2011 - Protocollo d’Intesa tra Ministero per i beni e le attività culturali edAgenzia del demanio. Iter procedurale, Linee guida e schemi tipo, Allegato “C” -Linee guida per la elaborazione del programma di valorizzazione e rappresenta un passaggio fondamentale all’interno della procedura per il trasferimento del Castello Alfonsino al Comune di Brindisi.
Si compone di due blocchi: nel primo (Parte 1: Descrizione del bene e del contesto) sono analizzati il luogo e il suo contesto, al fine di individuare elementi conoscitivi significativi per la progettazione e identificazione delle possibili funzioni d’uso future, criticità e opportunità rappresentate da piani di sviluppo urbani e del porto, politiche e offerta culturale della città di Brindisi, flussi turistici correnti e domanda potenziale per il futuro centro culturale da realizzarsi nel Castello; nel secondo (Parte 2: Programma di valorizzazione) è stata individuata una strategia di intervento a partire dalle ipotesi di rifunzionalizzazione già presenti all’interno del documento redatto dal Comune di Brindisi, definendo finalità, obiettivi e strategie di valorizzazione del bene all’interno del contesto territoriale di riferimento. L’ultima sezione della Parte 2, infine, si concentra sulla vera e propria progettazione degli interventi, azioni e sostenibilità economico finanziaria e sarà ulteriormente corredata di dati e contenuti nella seconda e definitiva versione del Piano.

1. Descrizione del bene e del contesto
1.1 Individuazione del bene
-    Il Castello Alfonsino e l’Opera a Corno si trovano in una posizione che, traffico permettendo, è facilmente raggiungibile e vicina ai tre nodi logistici cittadini (aeroporto, stazione, banchine traghetti)
-    In vista della futura programmazione andranno considerate: segnaletica dedicata,area parcheggio e rafforzamento del servizio pubblico dedicato (via terra e via mare).
1.2 Descrizione storica del bene
-    La storia di Brindisi offre diversi spunti e temi per creare uno spazio culturale che parli della città di Brindisi e del rapporto con il suo porto.
-    I personaggi storici o letterari che hanno avuto a che fare con Brindisi potrebbero essere sapientemente arruolati come testimonial di un ideale percorso culturale-interpretativo
-    Esistono diverse vestigia e oggetti legati all’Isola di Sant’Andrea e, più in genere, al porto di Brindisi che potrebbero trovare spazio e accoglienza in uno degli ambienti del rinnovato Castello.
1.3 Situazione attuale della gestione e destinazioni d’uso recenti
-    Il Castello Alfonsino e l’Isola sono uno dei landmark più evocativi per i Brindisini.
-    L’attenzione e la risposta di pubblico che si è avuta durante i rari eventi tenutisi al Castello dimostrano l’affezione della città e l’interesse per una frequentazione assidua dell’intera area.
1.4 Analisi di contesto
In riferimento alla programmazione sovraordinata:
-    L’isola, con tutte le sue pertinenze, è identificata di valore eccezionale ("A"), per cui ogni edificio o struttura in essa contenuta non può essere oggetto di lavori comportanti modificazioni del loro stato fisico o del loro aspetto esteriore senza che per tali lavori sia stata rilasciata l'autorizzazione paesaggistica.
-    Nell’isola va evitata ogni alterazione della integrità visuale e non sono autorizzabili piani e/o progetti e interventi comportanti ogni trasformazione del sito
In riferimento alla programmazione urbana:
-    Nei documenti programmatici viene rilanciata l’idea?guida complessiva di BrindisiCittà d’Acqua
-    Tra gli interventi strategici è compresa l’area in cui insiste il Castello: Porticciolo turistico–Sciaia–Castello Alfonsino, per la quale sono previste iniziative di rilievo. Tra queste le Circolari del mare, che connetterebbero il Castello via mare con tutta la città, e il rafforzamento dei collegamenti diretti tra aeroporto e porticciolo turistico e tra questi e la città.
-    L’area, inoltre, dovrà essere oggetto di interventi per lo sviluppo e potenziamento delle sue risorse produttive (Porto Turistico, servizi, strutture per la nautica) e paesaggistiche (Forte a Mare, spiagge, parco urbano). Nello specifico il Master Plan dell’area prevede per l’Isola la sistemazioni delle aree verdi, la creazione di una Pistaciclabile, la messa in sicurezza degli accessi.
-    Uno degli obiettivi strategici più significativi riguarda la ricomposizione paesaggistica del Porto Interno e la nuova destinazione d’uso dei cinque grandi contenitori (Castello Svevo, Collegio Tommaseo, capannone Montecatini, Stazione Marittima e Castello Alfonsino).
-    Obiettivi dell’Amministrazione sono poi quelli di procedere ad un complessivo ripensamento delle attività portuali attraverso spostamenti e sviluppo di attività più turistiche.

In riferimento al livello di sistema urbano portuale;
-    L’Isola è inserito nel c.d. sistema urbano portuale, le scelte degli organismi competenti, di conseguenza, hanno o possono avere delle importanti ripercussioni sull’area storica.
-    Il Castello affaccia da una parte sulle banchine per il traffico Ro/Ro (area soggetta a importanti obiettivi di riqualificazione e potenziamento) e dall’altra sui moli industriali.
-    Le prospettive future dell’Autorità Portuale sono di potenziare sia il traffico passeggeri (aprendo a quello croceristico) che quello merci. Le conseguenze, in termini di domanda potenziale per le attività del Castello, sono notevoli, purché si mantenga un equilibrio fra contesto paesaggistico e movimentazione della navi e infrastrutture di terra.

I luoghi della cultura. L’offerta
-    L’offerta culturale si è rafforzata negli ultimi anni
-    Nonostante ciò l’offerta di beni culturali (musei, aree archeologiche e monumenti) non fa di Brindisi un polo attrattivo a livello provinciale, tantomeno a livello regionale.
-    La città nel 2011 ospitava solo il 16,7% dei musei della Provincia (meno del 3% su base regionale) raccogliendo poco meno di 12 mila visitatori, pari al 16,3%.
-    Anche l’offerta di attività culturali, eccezion fatta per il Nuovo Teatro Verdi, non tiene il confronto con Lecce e Bari.
-    A Brindisi esiste un terzo settore dedicato alle “Attività culturali ed artistiche” che, seppur in grado di realizzare un buon numero di iniziative sul territorio, non è ancora in grado di creare valore aggiunto, di garantire un impiego di addetti consistente e nemmeno una partecipazione ampia di volontari. Sono comunque molte le associazioni che andranno considerate come possibili partner e referenti nella valorizzazione e fruizione del Castello e delle aree connesse.
-    Le imprese Culturali e Creative, che costituiscono un’importante infrastruttura per lo sviluppo del settore culturale, nella provincia di Brindisi sono mancanti e deboli, eccezion fatta per poche realtà.
-    Architettura, artigianato, videogiochi e software, libri e stampa sono i settori con il più elevato valore aggiunto nel settore culturale.
-    Per quanto riguarda la domanda culturale i dati sono scarsi e anche datati. Un giudizio complessivo, che tiene conto degli ingressi ai musei, alle aree espositive e alle mostre, indica un tetto massimo di pubblico di circa 10 mila persone per un evento culturale.
-    Eccezione molto significativa, in termini di capacità attrattiva, è il Negroamaro WineFestival che supera notevolmente le 100.000 presenze.

Flussi turistici correnti e domanda potenziale
-    Il turismo a Brindisi è, ad oggi, un fenomeno ancora marginale
-    La struttura ricettiva, se pur non adeguata e varia, è ampiamente sottoutilizzata (bassa la permanenza media e basso l’indice di utilizzo medio)
-    La città di Brindisi è al centro di movimenti turistici rivolti ai territori limitrofi che non è in grado di intercettare proponendosi come base da cui esplorare i territori circostanti
-    Ogni anno passano per Brindisi più di 2.500.000 persone perché vi atterrano o prendono traghetti per altre destinazioni. La percentuale dei viaggiatori che dedica del tempo alla visita di Brindisi è al più pari al 10%.
-    I margini per conquistare “nuovi mercati” è ampissimo.

2. Il Programma di Valorizzazione
Il Programma di valorizzazione, se da una parte è finalizzato al recupero e alla riqualificazione degli edifici del Castello Alfonsino e dell’Opera a Corno, dall’altra, per le sue potenzialità dettagliate più avanti, mira a creare a Brindisi uno spazio culturale unico, contribuendo in modo determinante alla riqualificazione che ha come oggetto la città con il suo centro storico e il suo porto.
Dall’obiettivo principale si sono articolate le principali finalità alla quali mira il Programma di valorizzazione, vale a dire:
-    recuperare un edificio storico rilevante, in stato di abbandono, attraverso funzioni pubbliche e servizi commerciali compatibili e rispettosi del suo valore storico;
-    realizzare un’azione di progetto capace di rafforzare il territorio anche in chiave di crescita identitaria e di attrattività turistica attraverso il potenziamento dell’attuale e insufficiente sistema storico-culturale cittadino;
-    inserirsi nel sistema strategico degli interventi di riqualificazione urbana già programmati;
-    rivitalizzare il tessuto economico sociale, in particolare di quello commerciale e dei servizi privati.

La proposta di valorizzazione prevede il riutilizzo degli spazi nelle seguenti destinazioni d’uso:
1.    Castello Alfonsino:
a)    Museo di narrazione della città di Brindisi “Porta d’oriente”
b)    Sale espositive per mostre temporanee
c)    Sala convegni/eventi, d) spazi per piccola ristorazione.
2.    Opera a Corno:
a)    struttura ricettiva a piano terra
b)    servizi di sostegno alla ricettività (cucine, bar e ristorante)
c)    uffici pubblici al primo piano
d)    altri servizi di supporto alla ricettività.
3.    Colmata fra Diga di Punta Riso e Isola di Sant'Andrea
a)    spazi verdi pubblici
b)    piccola cavea per concerti e spettacoli dal vivo
c)    parcheggio,
d)    recupero e riassegnazione degli edifici militari dismessi a servizi dipubblica utilità e ad associazioni del terzo settore.

Stima sommaria e sintetica dei costi di restauro e recupero funzionale
A. SPAZI ESTERNI A SERVIZIO E OPERE DI PROTEZIONE DAI MAROSI    € 800.000,00
B. CASTELLO ALFONSINO    € 6.017.500,00
C. OPERA A CORNO    € 12.630.300,00
TOTALE COMPLESSIVO    € 19.447.800,00

Le coperture finanziarie per gli investimenti
Opere da realizzare    Investimento stimato    Strumenti di finanziamento accessibili    % di copertura
dei costi previsti
A. Spazi esterni e opere di protezione dai marosi    € 800.000,00    POR Puglia 2014- 2020    80%
        Piano Lavori Pubblici Comune di Brindisi    20%
B. Castello Alfonsino    € 6.017.500,00    POR Puglia 2014-2020    15%
        PON Cultura    15%
        Istituti di Credito    n.v.
C. Opera a Corno    € 12.630.300,00    Finanza di Progetto    90%
TOTALE    € 19.447.800,00        

Costi e ricavi della gestione ordinaria
Siamo oggi nell’impossibilità di definire un piano economico-finanziario perché molti aspetti (modello di gestione, rapporti con i soggetti privati e fattispecie concessorie) non sono stati ancora definiti. Vale però la pena qui indicare alcuni elementi che, successivamente, dovranno ispirare la redazione di un completo piano economico-finanziario.
La prima considerazione riguarda la natura pubblica del bene e il ruolo dei soggetti privati che co-parteciperanno alla gestione dei sevizi commerciali più sopra definiti.
Se da un lato, infatti, appare evidente che la gestione degli spazi culturali del Castello debba rimanere in mano pubblica (si vedrà poi secondo quale modello giuridico gestionale), dall’altro è naturale immaginare che i servizi commerciali dovranno essere affidati a concessionari privati. Al tempo stesso va fatta una distinzione tra i servizi commerciali (vale a dire i servizi di ristorazione, il
bookshop) da allocare all’interno del Castello, da quelli che saranno allocati nell’Opera a Corno a corredo dell’attività ricettiva.
Nel primo caso la formula della locazione o della concessione di servizi potrebbero essere gli strumenti contrattuali più idonei in grado di garantire anche parte delle risorse utili alla gestione dello stesso Castello.
Nel secondo caso (ricettività, ristorazione a corredo, bar ecc nell’Opera a Corno) l’ipotesi più probabile è che gestori privati possano essere coinvolti, attraverso strumenti di projectfinancing, alla copertura (in misura da definire) dei costi di recupero e rifunzionalizzazione degli edifici dell’Opera a Corno.
L’obiettivo è quindi duplice: contenere il più possibile il ricorso a finanziamenti pubblici; mettere in valore, anche dal punto di vista economico, parte del patrimonio architettonico rappresentato nella fattispecie dall’Opera a Corno. Per l’intero Complesso si tratta inoltre di disegnare un piano ed un modello di gestione ispirato a principi di efficacia e di efficienza. La risoluzione di questi nodi consentirà di individuare un modello di gestione del Castello ed il conseguente piano economico-finanziario
Non potendo ora definire tali scenari riteniamo opportuno individuare alcuni dati e parametri quantitativi di cui si dovrà tener conto:
A proposito dei flussi (di visitatori e clienti) si possono fare le seguenti considerazioni e stime:
Giorni di apertura all'anno: 360
Visitatori del Museo di Narrazione: 300 pax/giorno nei week end nei mesi estivi e vacanze di Natale-Capodanno (per un totale di 148 giorni) e 50 pax/giorno in media nei giorni feriali (per un totale di 217 giorni) = 55.000 visitatori il primo anno. Dopo un calo fisiologico del secondo anno si stima una crescita continua fino al decimo anno.
Visitatori delle mostre/esposizioni: parametrati sulle mostre tenute a Brindisi e a quelle organizzate in strutture pugliesi analoghe negli ultimi anni: stima 10.000 ingressi per evento.
Il Museo di narrazione, le esposizioni temporanee e gli eventi dovranno essere a pagamento.
Visitatori delle aree aperte al pubblico del Castello: in questo caso, considerando anche chi poi entrerà negli spazi a pagamento, la stima è di 70.000 unità.
Dato questo scenario, le principali voci di costo saranno le seguenti:
-    Personale e Organi, in base alle scelte operate in sede di identificazione del modello gestionale 
-    Utenze: Elettricità ed Acqua per tutti gli spazi pubblici (esclusi quelli che verranno dati in concessione) e privati (uffici e locali di servizio),
-    Costi degli uffici: beni durevoli e beni di consumo ecc.
-    Manutenzione ordinaria del Castello, pulizie e vigilanza privata
-    Assicurazioni: RC, Incendi e danni a stabile, Incendio, danni e furto opere
-    Allestimento Museo di narrazione e manutenzione allestimento tecnologico Museo di narrazione
-    Acquisto beni immobili e durevoli
-    Comunicazione e Promozione.
A fronte di tali voci di costo, il soggetto gestore dovrà costruirsi un portafoglio finanziario diversificato che sappia utilizzare le seguenti tipologie di entrata:
1.    Ricavi da erogazione di servizi non commerciali: vale a dire gli introiti di biglietteria sia del Museo di narrazione che degli eventi culturali a pagamento,
2.    Affitti per eventi, convegni, meeting e altri eventi privati nella sala conferenze o in altre aree del Castello,
3.    Eventuali canoni e royalties relative alle locazioni/concessioni di bar e ristoro e di bookshop,
4.    Sponsorizzazioni ed erogazioni liberali,e in base al modello gestionale prescelto:
5.    possibili trasferimenti comunali (anche in natura),
6.    possibili contributi annui per quote di adesione o partecipazione.

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