Cronaca

Sette anni e mezzo di carcere per due rapine in città

BRINDISI – Sette anni e sei mesi di carcere per due rapine consumate lo scorso inverno in un supermercato e in un tabacchino del centro. A condannarlo è stata la sezione collegiale del tribunale (presidente Licci, giudici Fiorentino e Scuzzarella). Si tratta di Giuseppe Maisto, 34 anni, brindisino, già noto alle forze dell’ordine, sottoposto a sorveglianza speciale. La prima rapina viene messa a segno verso le 20 del 15 dicembre scorso. Poche decine di euro. L’allarme scattò immediatamente e dopo una quindicina di minuti ai poliziotti della Sezione antirapina della Squadra mobile giunse la segnalazione di un’altra rapina in un tabacchino in piazza Di Summa.

Giuseppe Maisto

BRINDISI - Sette anni e sei mesi di carcere per due rapine consumate lo scorso inverno in un supermercato e in un tabacchino del centro. A condannarlo è stata la sezione collegiale del tribunale (presidente Licci, giudici Fiorentino e Scuzzarella). Si tratta di Giuseppe Maisto, 34 anni, brindisino, già noto alle forze dell'ordine, sottoposto a sorveglianza speciale. La prima rapina viene messa a segno verso le 20 del 15 dicembre scorso. Poche decine di euro. L'allarme scattò immediatamente e dopo una quindicina di minuti ai poliziotti della Sezione antirapina della Squadra mobile giunse la segnalazione di un'altra rapina in un tabacchino in piazza Di Summa.

Una pattuglia era nella zona e arrivò immediatamente. Un ispettore cercò di bloccarlo, afferrandolo per il giubbotto. Ma l'uomo, con un gesto repentino, si sfilò il giubbotto e scappò. Il bandito fece perdere le tracce. Venne rintracciato dopo qualche giorno a Napoli. Era a bordo di un'auto rubata. Lo fermarono i carabinieri e lo arrestarono. Il giudice lo assegnò ai domiciliari, nella sua casa di Brindisi.

Maisto evase. Passò vicino ad un albergo del centro. Entrò e chiese una stanza. L'addetto alla reception gli rispose che non c'erano stanze disponibili. Maisto uscendo notò che nella toppa della porta dell'albergo c'era la chiave. Chiuse dall'esterno e si portò via la chiave bloccando all'interno personale e ospiti dell'albergo. Rintracciato venne nuovamente arrestato. E finì nuovamente in carcere il 10 novembre scorso. In una delle sale di aspetto della stazione ferroviaria di Brindisi si era avvicinato ad una ragazza ed aveva cominciato a molestarla. La ragazza aveva chiesto aiuto. Erano intervenuti due ferrovieri e Maisto li aveva aggrediti.

"Mi difesi perché mi accusavano di qualcosa che io non avevo fatto", si giustificò. La difesa fu molto energica, tanto da essere chiamato a rispondere anche di danneggiato della sala d'attesa. Intervennero gli agenti della polizia ferroviaria e lo bloccarono. Acquisita la dichiarazione della ragazza, il soggetto, che peraltro era sottoposto a sorveglianza speciale, tornò in galera.

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