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Cronaca

Sette quintali di botti nel seminterrato

FRANCAVILLA FONTANA - Circa 670 kg di fuochi d'artificio all'interno di un deposito abusivo ricavato nel piano interrato di una palazzina, nel centro dell'abitato della Città degli Imperiali. E scatta il sequestro da parte della Guardia di Finanza della compagnia di Francavilla Fontana. All'interno del deposito e nei pressi del sottoscala e del cortile annesso i militari – guidati dal capitano Antonio Triggiani - hanno scoperto una vera e propria santabarbara con circa circa 90mila pezzi di giochi pirotecnici di vario genere.

FRANCAVILLA FONTANA - Circa 670 kg di fuochi d'artificio all'interno di un deposito abusivo ricavato nel piano interrato di una palazzina, nel centro dell'abitato della Città degli Imperiali. E scatta il sequestro da parte della Guardia di Finanza della compagnia di Francavilla Fontana. All'interno del deposito e nei pressi del sottoscala e del cortile annesso i militari - guidati dal capitano Antonio Triggiani - hanno scoperto una vera e propria santabarbara con circa circa 90mila pezzi di giochi pirotecnici di vario genere.

Peso complessivo 670 chilogrammi per una massa esplodente quantificata in 200 chili di polvere pirica. Conservati non solo senza uno straccio di autorizzazioni ma anche senza alcuna accortezza. "Al di là delle autorizzazioni di cui il commerciante era sprovvisto - spiega Triggiani - il materiale sequestrato era conservato senza alcuna accortezza. Tra le raccomandazioni, che si leggono anche sui botti, c'è quella di evitare l'esposizione dei fuochi e del materiale trovato sia alle fonti di calore sia all'umidità".

"E in questo caso sia un mozzicone di sigaretta, sia l'umidità avrebbero potuto provocare il peggio. In particolare l'umidità, dal momento che la polvere da sparo contiene dei derivati dell'alluminio che sono auto-innescanti". Nei guai è finito il titolare di un emporio e di altri negozi di Francavilla Fontana, già gravato da precedenti di polizia specifici che è stato denunciato all'autorità giudiziaria.

Il commerciante non è stato in grado di esibire l'autorizzazione per la detenzione e la vendita dei fuochi, la certificazione antincendio e la prevista scheda di riclassificazione rilasciata dall'importatore o dal fabbricante (rilasciata dall'importatore o dal fabbricante prevista dal recente decreto ministeriale dell'11 settembre 2011, che sopprime la cosiddetta categoria di libera vendita). A tutela della incolumità pubblica, i fuochi d'artificio sono stati inviati, in regime di custodia giudiziale, a un deposito idoneo fuori regione.

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