Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Sfiammata petrolchimico: rilevati picchi di emissioni industriali

Sforamenti di ossidi di azoto e di carbonio sono stati registrati dal sistema di monitoraggio di Eni Versalis. Le centraline Arpa non rilevano sforamenti

BRINDISI – Le centraline della rete di monitoraggio Arpa situate in città e nella zona industriale non hanno rilevato sforamenti di sostanze inquinanti, a seguito dell’accensione della torcia Rv101c di Eni Versalis che si è verificata ieri mattina. Picchi di Co (ossidi di carbonio) e Nox (ossidi di azoto) sono stati registrati invece dal sistema di monitoraggio emissioni che si trova all’interno del petrolchimico. 

Tali sforamenti sono stati rilevati fra le 11 e mezzogiorno, in concomitanza con la sfiammata. Gli esperti del dipartimento di Brindisi dell’Arpa Puglia diretto dalla dottoressa Annamaria D’Agnano spiegano che si tratta di sostanze emesse normalmente in un processo di emissioni industriali del cracking e di cui c’è da aspettarsi una impennata dei valori, quando si verifica l’attivazione di una torcia. “Non bisogna fare – fanno sapere dall’Arpa – allarmismo. In torcia sono stati inviati dei gas che hanno provocato delle emissioni, con questi picchi”. 

Video: nube di fumo incombe sulla città

La sfiammata di ieri è stata la seconda del 2018, dopo quella del 21 febbraio. La colonna di fumo nero emessa dalla torcia è stata avvistata nel raggio di chilometri, provocando una certa apprensione fra i cittadini. Eni Versalis, come previsto dal nuovo protocollo operativo sottoscritto pochi giorni fa dalla stessa sopcietà e dagli enti locali, ha subito informato la prefettura di Brindisi. Il personale dell’Arpa si è recato nel petrolchimico mentre l’evento era ancora in corso, per i rilievi del caso. 

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