Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Dopo aver parlato di Brindisi, Emiliano venga ad ascoltare la città

Molti hanno letto con attenzione il comunicato del presidente della Regione Puglia, ieri sera, che riassume ciò che ha detto nella sua audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, durata un'ora e 20 minuti. Nel comunicato, la parte preminente è quella dedicata alla situazione di Brindisi, dove la giunta regionale è convocata per il 2 marzo

Molti hanno letto con attenzione il comunicato del presidente della Regione Puglia, ieri sera, che riassume ciò che ha detto nella sua audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, durata un’ora e 20 minuti. Nel comunicato, la parte preminente è quella dedicata alla situazione di Brindisi, mentre il governatore sfiora solamente  quelle molto più gravi di Foggia e di Bari, di cui i pugliesi e i brindisini seguono le vicende attraverso i notiziari televisivi e i giornali, dalle sparatorie tra la gente, alle reti estorsive che controllano interi quartieri nel capoluogo di regione, allo sfruttamento intensivo degli immigrati attraverso le agromafie in Capitanata, alle faide infinite della criminalità organizzata del Gargano. Certamente situazioni non meno gravi ed inquietanti di ciò che è avvenuto a Brindisi sino al crollo dell’amministrazione Consales.

Dal comunicato emerge una difesa da parte di Emiliano, a tutto campo, di ciò che egli ha messo in atto per contrastare le infiltrazioni di interessi illeciti nella pubblica amministrazione a Brindisi, dal commissariamento del Partito democratico della città, alla richiesta di esclusione dalla giunta di due assessori, quello all’Urbanistica Pasquale Luperti, e quello all’Ambiente Antonio Monetti, seguita dalla richiesta a Consales dell’azzeramento dell’intera giunta, ed infine – poco tempo prima dell’intervento della magistratura – dalla cessazione dell’appoggio del Pd alla stessa amministrazione comunale.

Consales e LupertiIl comunicato (che alleghiamo integralmente), contiene anche alcune considerazioni sulla figura dell’assessore Pasquale Luperti, il padre e lo zio del quale, uccisi in due imboscate ai tempi della guerra nella Scu per il controllo del contrabbando, vengono descritti come capimafia. In tutto il ragionamento di Emiliano, tuttavia, ci sono elementi per convincere osservatori e cittadini che l’infiltrazione non è avvenuta direttamente nell’amministrazione civica, ma attraverso i partiti, ed esattamente il Pd, che a livello provinciale non è mai intervenuto sulla sua parte “sensibile” per amputarla, e che a livello regionale è arrivato tardi. Una infiltrazione, comunque, al momento, di tipo corruttivo-affaristico, sino a quando non si dimostrerà, se si dimostrerà, che Luca Screti utilizzava finanze della criminalità organizzata, o che – parallelamente o in altra inchiesta – Mimmo Consales è stato eletto con i voti della stessa Scu (la malavita di per sé infatti vota anche in altre città pugliesi). In tal caso avremmo anche un cambio di competenze tra procure.

Sino a quel momento, bisogna lavorare per risalire la china, e a Brindisi, nella città legale (quella illegale è ancora vasta e non risanata per responsabilità politiche e amministrative) prevale l’idea che ciò possa avvenire solo con un radicale cambio di classe dirigente al Comune, quindi nelle liste. Il secondo passo deve essere quello della ricostruzione dei rapporti tra la città, la sua economia, le sue problematiche territoriali, e la Regione Puglia, fortemente penalizzati negli ultimi due anni dal deterioramento delle relazioni tra il governatore Michele Emiliano, anche segretario regionale del Pd, il sindaco Mimmo Consales e i sostenitori palesi o occulti dello stesso, che tutti si augurano non siano messi più in condizione di avere parola nelle decisioni e nelle scelte future del Pd e del governo della città, nessuno escluso.

Colonna, Canale Pigonati e Forte a Mare-2-2Il primo passo adesso tocca proprio a Michele Emiliano, che se prima non aveva interlocutori, presto ne avrà, siano essi di centrosinistra, del Movimento 5 Stelle o del centrodestra, chiunque i brindisini eleggeranno, si spera questa volta scegliendo oculatamente.  Quindi il governatore deve dimostrare che ha intenzione di fare ciò, invertendo l’atteggiamento assunto sul problema dello spostamento del punto di approdo del gasdotto Tap da San Foca a Brindisi ad esempio, ascoltando Brindisi.

A Brindisi società, imprese e lavoratori sono il prodotto di una società che bene o male si può definire industriale, con le contraddizioni di cui abbiamo parlato diffusamente (molto bene Vittorio Bruno Stamerra su questo giornale recentemente), che ha enormi problemi di risanamento ambientale e di riequilibrio urbanistico (Emiliano ha ricordato il caso Goggi in cui BrindisiReport è stato il solo giornale a schierarsi decisamente contro l’amministrazione Consales), ma proprio per questo, per la presenza di importanti infrastrutture come il porto e l’aeroporto, è anche più laica, piena di cicatrici e con grandi potenzialità di ripresa. Qualche esempio? Il futuro produttivo dell’industria aerospaziale in Puglia si decide tra Brindisi e Grottaglie. Anche quello della chimica. E quello dell’energia. E la nuova Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale, se vorrà davvero crescere, non potrà non ragionare su cosa fare dei cinque milioni di metri quadrati del porto di Brindisi, il più grande del nuovo sistema.

Rotte gasdotto TAP, la prescelta è la numero 4Laici vuole dire che per quasi tutti i brindisini Tap non è un mostro, ma un tubo che porta gas, come quelli di cui è ramificato il Salento che lo teme tanto. Un tubo, che una volta sepolto nessuno vedrà più. Ma Tap molto probabilmente non si sposterà dal tracciato già approvato dal governo. Francamente questa guerra nata nella parte sud della provincia di Lecce non appassiona Brindisi, chiamata in gioco solo come piano B in una visione dello sviluppo regionale in cui Lecce è solo turismo e alta formazione, mentre Brindisi è un territorio che può incassare anche il gasdotto, e dove la questione principale è l’eliminazione del carbone.

La cosa non è così semplice. Lo sa benissimo anche il governatore Michele Emiliano. Pertanto la sfida è questa. Ora è il momento di dedicarsi a Brindisi. Questa città non vede l’ora di essere messa in condizione di fare la propria parte in Puglia. Emiliano riservi un giorno intero (una proposta che questo giornale aveva lanciato non molte settimane fa), al di là della campagna elettorale, a ragionare con le imprese, i sindacati e le forze politiche del capoluogo, acquisendo conoscenze e assumendo impegni per il porto, le questioni industriali sul tappeto (chimica, situazione delle imprese metalmeccaniche ed edili, aerospazio), le bonifiche, il percorso del nuovo Piano urbanistico generale, la sanità e la salute, il recupero della costa, il destino della Cittadella della Ricerca e dell’università, la sorte del nostro museo e delle nostre biblioteche. Prima della riunione della giunta regionale convocata a Brindisi per il 2 marzo, naturalmente.

Brindisi_Corfù_013-2I brindisini (parliamo sempre della città legale, che è vasta e desiderosa di riscatto) sono laici, ma questa volta, se saranno degnamente rappresentati, non si rassegneranno a fare la parte delle comparse. E non toccate la base Ryanair, perché non c’è nulla di ciò che abbiamo oggi che altri possano dare. Si rifaccia la gara, ma non si tolgano gli stanziamenti al trasporto aereo (lo pretenderebbe anche Alitalia, per dare cosa in cambio non si sa). La fascia di turismo medio-alto di questa regione, con il suo fatturato, è concentrato in questa provincia e nei suoi paesaggi collinari e città storiche. Aspettiamo che il governatore Emiliano risponda, sperando di aver rappresentato ciò che ascoltiamo e ci viene raccontato dalla città che vuole cambiare davvero, dai lavoratori, dai professionisti, dagli studenti, dagli imprenditori mortificati dalla gestione degli appalti, dai ricercatori, dai disoccupati e da chi, più semplicemente, ama Brindisi.

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