Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Sforamento patto di stabilità: indennità ridotte e niente staff per il sindaco

Riduzione del trenta per cento delle indennità che spettano al primo cittadino, al suo vice Giuseppe Marchionna e agli assessori, come diretta conseguenza dello sforamento del patto di stabilità che scatta automaticamente e che il Comune ha già applicato, dal momento che – come è noto - sono stati ridefiniti gli importi

BRINDISI – Riduzione del trenta per cento delle indennità che spettano al primo cittadino, al suo vice Giuseppe Marchionna e agli assessori, come diretta conseguenza dello sforamento del patto di stabilità che scatta automaticamente e che il Comune ha già applicato, dal momento che – come è noto  - sono stati ridefiniti gli importi.

Per Consales la somma è scesa a 3.156 euro, partendo da 4.508 euro al mese (meno 1.352 euro). Il vice ha visto scendere l’importo da 3.381 a 2.367 euro (per cui meno1.014). Quanto agli altri componenti della squadra di governo cittadino, gli assessori a cui spetta un'indennità intera perché non svolgono altro tipo di attività, hanno detto addio a 2.705 euro per passare a 1.893 euro (riduzione pari a 811 euro). Gli altri assessori, vale a dire chi lavora e per questo hanno diritto a una indennità dimezzata,  sono passati  da 1.352 a 946 (il taglio è di 405 euro). Taglio del trenta per cento anche per il presidente del consiglio comunale.

Il Comune di Brindisi sarà costretto a fare i conti con una “riduzione dei trasferimenti statali fino al tre per cento del totale delle entrate correnti dell’ente locale oppure dovrà  pagare  una somma di pari entità e con una limitata capacità di spesa, quella corrente, nei limiti della media triennale della stessa. Non potrà, inoltre, sostenere nuovi investimenti e procedere con assunzione di personale. Conseguenze che saranno visibili nel bilancio di previsione 2015 in stand by sino a quando il consiglio comunale non adotterà il conto consuntivo versione 2014, con annesso parere dei revisori.

E’ da considerare un capitolo chiuso anche quello che riguarda(va) l’ufficio di staff del sindaco Mimmo Consales, caduto per effetto dello sforamento del patto di stabilità accertato nel 2014: tra le conseguenze immediate che il Comune è obbligato ad auto-applicarsi, stando alle disposizioni di legge, c’è infatti anche il mancato rinnovo del portavoce del primo cittadino. E infatti per il mese di maggio, non c’è stata proroga, né ci sarà in futuro.

Consales era arrivato a Palazzo Nervegna con due giornalisti di fiducia: Cosimo Saracino e Pamela Spinelli, il primo ha fatto un passo indietro nel momento in cui gli venne notificato un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Brindisi sulla modalità di pagamento, da parte dello stesso sindaco, di un debito con la società di riscossione Equitalia. Spinelli invece, è rimasta a curare l’ufficio stampo dell’ente in aggiunta alle comunicazioni del sindaco, fino a quando non è stato accertato lo sforamento del patto.

Con il venire meno di due unità, il Comune risparmierà 1.900 euro al mese. A tanto ammontava il trattamento economico ascrivibile alla categoria D1 del vigente ordinamento professionale dei dipendenti degli Enti Locali.

Infine, nuovi revisori ma “stipendi” vecchi perché non sono stati ritoccati rispetto a quanto hanno percepito gli ormai ex componenti del collegio: 39.074 euro e 56 centesimi sono stati impegnati dal Comune di Brindisi per coprire i compensi da riconoscere ai componenti dell’organo di controllo interno sino alla fine dell’anno.

Alla somma, approvata contestualmente alla ratifica della terna da parte del consiglio che si è riunito ieri pomeriggio (21 maggio), va aggiunto l’importo per il 2016, il 2017 e i quattro mesi del 2018 che è pari a 58.611,50 euro stando alle tabelle definite dal legislatore in base al numero degli abitanti. Brindisi rientra in quella contraddistinta dalla lettera A, della quale fanno parte tutti i comuni con popolazione da 60mila a 99.999.

Resta, invece, da stabilire “il rimborso delle spese di viaggio dei componenti che hanno la propria residenza fuori dal Comune”. Circostanza questa che riguarda tutti e tre i nuovi revisori: il presidente Antonio Simone che risiede a Campi Salentina, dove lavora alle dipendenze dell’amministrazione cittadina come dirigente del settore economico-finanziario e del personale; Raffaele Petracca che vive a San Cassiano e Alberta Caterina Colella che abita ad Alessano.

Tutti e tre, quindi, dovranno spostarsi dalla provincia di Lecce. E dovranno farlo a breve, una volta avuti tutti i documenti necessari per esprimere parere sul conto consuntivo del 2014, dato che i colleghi precedenti non sono arrivati ad alcuna conclusione. La terna che per il Comune è da ritenere storia passata, composta da Vittorio Dell’Atti, Massimo Mangiameli e Rita Saracino, resiste unicamente on line, sul sito ufficiale dell’amministrazione dove non sono stati ancora aggiornati i nomi dei componenti del collegio.

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