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Cronaca

Sfrattato e solo: da tre notti al gelo

SAN VITO dei NORMANNI - Sfrattato dal padrone di casa senza pietà e misericordia. La ragione? Il Comune ( che in sede di contratto si era fatto carico delle spese di affitto) sarebbe risultato moroso. E così, per la terza notte consecutiva, un 40enne del posto, con problemi psichici che non gli consentono di condurre una vita normale, ha dormito al gelo, su una panchina del piazzale della Chiesa della Vittoria. Dal giorno in cui non gli è stato più consentito di mettere piede tra le mura della “sua” piccola dimora (i carabinieri gli hanno notificato lo sfratto esecutivo), a prendersi cura di lui sono soltanto alcuni residenti della zona.

SAN VITO dei NORMANNI - Sfrattato dal padrone di casa senza pietà e misericordia. La ragione? Il Comune ( che in sede di contratto si era fatto carico delle spese di affitto) sarebbe risultato moroso. E così, per la terza notte consecutiva, un 40enne del posto, con  problemi psichici che non gli consentono di condurre una vita normale, ha dormito al gelo, su una panchina del piazzale della Chiesa della Vittoria.  Dal giorno in cui non gli è stato più consentito di mettere piede tra le mura della ?sua? piccola dimora (i carabinieri gli hanno notificato lo sfratto esecutivo), a prendersi cura di lui sono soltanto alcuni residenti della zona.

Gli stessi che hanno segnalato agli operatori sociali lo stato di disagio e abbandono nel quale è ricaduto l?uomo (A. T.), dopo essere stato sfrattato dall?abitazione dove abitava, concessagli proprio dal Comune, in largo Sant?Antonio.

Unica sua fonte di sostentamento è la misera pensione di guerra del padre (100 euro). Da qui l?interessamento del personale del Ufficio Servizi sociali del Comune, che si era prodigato per trovargli una casa, con la civica amministrazione locale impegnata a farsi carico dell?affitto. Da qualche tempo, però, il proprietario dell'immobile avrebbe lamentanto un progressivo ritardo nei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione locale, giungendo così ad assumere decisioni estreme. Ricevuto lo sfratto, A. T. si è ritrovato così dalla sera alla mattina fuori di casa e senza un tetto dove poter trovare ricovero.

Proprio nella giornata di ieri, pare avesse ricevuto  rassicurazioni circa la disponibilità del Comune a trovargli un'altra sistemazione. Ma anche la notte scorsa, come accade ormai da tre giorni,  il quarantenne l?avrebbe trascorsa steso su una panchina, dinanzi alla Chiesa madre, per poi trovare rifugio all?alba presso qualche bar. Una condizione di disagio e sofferenza, di fronte alla quale il Comune non può restare né immobile né indifferente.

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