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“Sfruttamento della prostituzione”: assolto per non aver commesso il fatto

Sotto processo era finito un rumeno residente da anni a San Pietro Vernotico

BRINDISI – E’ caduta l’accusa di sfruttamento della prostituzione, con minaccia, mossa otto anni fa dalla Procura nei confronti di in cittadino di nazionalità rumena, da tempo residente a San Pietro Vernotico: il Tribunale ha assolto l’imputato con formula piena.

La sentenza

domenico attanasi-2Ioan Ravzan Ilia, 32 anni, “non ha commesso il fatto” per il collegio giudicante, presieduto da Gabriele Perna, di fronte al quale si è svolto il dibattimento. Assoluzione è stata chiesta anche dal pubblico ministero Roberta Licci, oltre che dai difensori Domenico Attanasi (nella foto accanto) e Mauro Calisi, entrambi del foro di Brindisi. Le motivazioni saranno depositate tra 60 giorni.

Il processo scaturisce da un filone d’inchiesta delegata alla Squadra Mobile di Lecce, relativo all’arrivo nel capoluogo salentino di donne rumene nel periodo compreso tra il mese di aprile 2009 e il successivo febbraio 2010. Gli agenti in quel lasso di tempo ricostruirono una serie di contatti partendo dalle intercettazioni telefoniche e da diversi pagamenti.

L’accusa

A conclusione delle indagini, la Procura di Lecce chiese e ottenne il processo per il cittadino rumeno e per una donna, la cui posizione è stata stralciata a causa dell’irreperibilità.

Secondo l’accusa mossa “in unione fra loro”, la donna avrebbe indotto una ragazza della Romania a trasferirsi in Italia per “svolgere attività di prostituzione”. Entrambi, inoltre, erano accusati di aver “favorito e sfruttato la prostituzione, dando alla ragazza ospitalità, nonché accompagnandola nel luogo in cui si svolgeva l’attività di meretricio”. E di aver minacciato la giovane, dicendole “ripetutamente che se voleva restare a Lecce, avrebbe dovuto dare la metà del denaro guadagnato”. Per questo reato, è prevista – in caso di condanna – una pena sino a 12 anni di carcere.

La difesa

L’imputato ha sempre respinto l’accusa rivendicando la propria innocenza e per dimostrare di non aver mai avuto nulla a che vedere con la prostituzione ha affidato incarico per la difesa agli avvocati Attanasi e Calisi

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