Pastore sfruttato per 1,5 euro all'ora: arrestati un uomo e la sua compagna

Nuovo caso di sfruttamento del lavoro nero nelle campagne di Tuturano. Un 20enne originario del Gambia costretto a lavorare 13-14 ore al giorno, senza alcun diritto, per 650 euro al mese

TUTURANO – Lo costringevano a lavorare per più di 13-14 ore al giorno, a partire dalle 5 del mattino, per la misera paga mensile di 650 euro (1,5 euro all'ora), senza alcun diritto. Un pastore di 20 anni originario del Gambia, di fatto, era ridotto in schiavitù, in una masseria situata in contrada San Paolo, nelle campagne di Tuturano.

Questo nuovo, grave, caso di sfruttamento del lavoro nero è stato scoperto dai carabinieri della task force anti caporalato istituita in seno al comando provinciale di Brindisi, che hanno arrestato il 51enne Adriano Vitale, di Tuturano, già noto alle forze dell’ordine per diverse vicende di natura penale anche di tipo associativo e la convivente, la 37enne Patrizia Carrozzo, titolare dell'allevamento di ovini. 

Vitale Adriano classe 1968-2

Da quanto appurato dai militari, il lavoratore dormiva su un misero giaciglio. Lavorava dalla mattina alla sera senza riposo settimanale e senza ferie. Nel corso delle indagini è emerso che il giovane, munito di permesso di soggiorno, rilasciato per motivi umanitari e scaduto nel maggio scorso, è stato impiegato in seno all’azienda zootecnica a decorrere dal maggio 2018 nella pulizia delle stalle, nella mungitura e nell’accudimento degli ovini, circa 400 capi, che conduceva quotidianamente al pascolo la mattina e il pomeriggio. Il pastore, appartenente alla schiera degli “invisibili”, “è stato pertanto sfruttato a seguito del suo accertato stato di bisogno – si legge in una nota del comando provinciale dell’Arma - vivendo in disumane e degradanti situazioni alloggiative nell’ambito della masseria”.

CARROZZO PATRIZIA CLASSE 1982-2

A Vitale viene contestato di aver reclutato in qualità di addetto alla custodia degli animali, con compenso irrisorio dal maggio 2018 il giovane africano. L’uomo, approfittando dello stato di bisogno in cui versava il lavoratore, situazione derivante dalla necessità di assunzione per la richiesta del rilascio di documentazione idonea alla permanenza sul territorio nazionale, lo occupava destinandolo al lavoro presso l’impresa agricola della compagna, in assenza di regolare contratto di lavoro, senza misure di tutela in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, con una retribuzione risibile e senza riposo settimanale e ferie.

Sfruttamento pastore Tuturano 6-2

Alla donna viene anche contestato di aver fatto credere al lavoratore extracomunitario, di essere stato regolarmente assunto da altra azienda agricola della zona, il tutto con la complicità dell’amministratore di tale azienda che è stato deferito per favoreggiamento dell’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Il tutto approfittando della scarsa conoscenza della lingua italiana da parte del lavoratore e della assoluta fiducia che questi riversava nei suoi datori di lavoro.

Sfruttamento pastore Tuturano 5-2

Nel corso dell’attività, sono state accertate a carico degli indagati violazioni sia in materia di reati ambientali, quali lo smaltimento illecito di rifiuti e l’incendio di rifiuti nella masseria, poiché è stato smaltito illecitamente, con sversamento nel terreno e mediante incendio, materiale plastico, biologico proveniente dalle pulizie delle stalle ovine, sia in relazione alle condizioni di lavoro particolarmente onerose del giovane africano, che riguardano il testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e la mancata formazione, l’addestramento e il rispetto della normativa contrattuale.

IMG-20190906-WA0002.jpeg-2

L’intera area adibita a ovile e i terreni circostanti sono stati sottoposti a sequestro per la presenza nel suolo di rifiuti di ogni tipo. Sul posto è stato fatto intervenire il personale sanitario del Servizio Veterinario dell’Asl di Brindisi, nonché il personale dell’ufficio tecnico comunale, al fine di verificare eventuali abusi in materia di edilizia per quanto concerne i fabbricati. Vitale, dopo le formalità di rito, è stato condotto nel carcere di Brindisi, mentre la Carrozzo è stata accompagnata presso la masseria in regime di arresti domiciliari, come disposto dall’autorità giudiziaria.

Vitale, come detto, è un volto noto alle forze dell’ordine. Lo scorso luglio è stata emessa a suo carico la misura dell’obbligo di dimora per ricettazione di mezzi agricoli nell’ambito di un’inchiesta per droga condotta dai carabinieri. Inoltre è coinvolto in una inchiesta della Dda di Lecce su prestiti di denaro a tassi usurai, fino anche al 120 per cento annuo, che lo scorso marzo portò all’emissione di 116 avvisi di conclusioni indagini. Nel luglio 2011 venne raggiunto da un ordine di carcerazione scaturito da una condanna a un anno e sette mesi di reclusione per il reato di tentata rapina. 


 

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