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Martedì, 25 Gennaio 2022
Cronaca

Sgomberata la baraccopoli del Cillarese

BRINDISI – Una “favelas” nel cuore del parco del Cillarese abitata da bulgari di etnia rom, con annessa prole. Bambini dell'età compresa tra i 4 e i 14 anni, che vivevano tra i loro stessi escrementi. Da un paio di settimane erano agli angoli degli incroci più importanti della città per chiedere l'elemosina. Ed è proprio seguendo i loro movimenti che i vigili urbani di Brindisi sono riusciti a scovarli in un rifugio pietoso, nascosto dalla boscaglia in un casolare dimenticato da Dio e dagli uomini nei pressi del parco del Cillarese. A poche decine di metri da quello che era l'ex comando della polizia municipale, gli agenti al comando del colonnello Teodoro Nigro, hanno messo fine ad un soggiorno abusivo indegno per la stessa incolumità degli occupanti.

BRINDISI - Una "favelas" nel cuore del parco del Cillarese abitata da bulgari di etnia rom, con annessa prole. Bambini dell'età compresa tra i 4 e i 14 anni, che vivevano tra i loro stessi escrementi. Da un paio di settimane erano agli angoli degli incroci più importanti della città per chiedere l'elemosina. Ed è proprio seguendo i loro movimenti che i vigili urbani di Brindisi sono riusciti a scovarli in un rifugio pietoso, nascosto dalla boscaglia in un casolare dimenticato da Dio e dagli uomini nei pressi del parco del Cillarese. A poche decine di metri da quello che era l'ex comando della polizia municipale, gli agenti al comando del colonnello Teodoro Nigro, hanno messo fine ad un soggiorno abusivo indegno per la stessa incolumità degli occupanti.

Un edificio pericolante, da cui erano stati sgomberati nel recente passato anche famiglie di eritrei era diventato il nuovo malsano rifugio di una serie di famiglie di bulgari di etnia rom. 25 persone in tutto, tra cui 8 bambini dell'età compresa tra i 4 ed i 14 anni che vivevano in condizioni disastrose dal punto di vista della sicurezza e della salute. Le immagini rendono meglio delle parole per descrivere il terribile degrado in cui oltre agli adulti vivevano i minori, aggravato dal fatto che, per riscaldarsi un po' gli occupanti avevano anche acceso delle stufe a legna, con il rischio di morire soffocati dalle esalazioni dell'anidride carbonica.

Così hanno trovato il gruppo i vigili urbani intorno alle sei del mattino, quando lo sgombero dell'edificio, che questa volta sarà abbattuto, è stato messo in atto. Tutti i bulgari, su cui sono in corso indagini, erano in possesso di regolari documenti. Sono stati tutti condotti nella caserma dei vigili urbani per l'identificazione ed è stata data informazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Lecce oltre ai servizi sociali del Comune di Brindisi per quanto attiene la posizione in particolare dei più piccoli.

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