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Il dormitorio inagibile sgomberato

Il dormitorio inagibile sgomberato

Sgomberato il capannone-dormitorio

BRINDISI - Sono stati solo il maltempo e la pioggia a causare qualche problema, in mattinata, alle operazioni di sgombero del dormitorio di via Provinciale per San Vito: a partire dalle 9, infatti, i circa 200 immigrati (una quarantina in più rispetto al previsto) sono stati fatti uscire dall'immobile che il Comune ristrutturerà nei prossimi due mesi. Nessun problema di ordine pubblico, dunque: gli immigrati hanno preteso solo che potessero portare con loro le biciclette.

BRINDISI - Sono stati solo il maltempo e la pioggia a causare qualche problema, in mattinata, alle operazioni di sgombero del dormitorio di via Provinciale per San Vito (video): a partire dalle 9, infatti, i circa 200 immigrati (una quarantina in più rispetto al previsto) sono stati fatti uscire dall'immobile che il Comune ristrutturerà nei prossimi due mesi. Nessun problema di ordine pubblico, dunque: gli immigrati hanno preteso solo che potessero portare con loro le biciclette.

Poi tutti sui tre bus utilizzati per il trasferimento presso la ex scuola del rione Perrino che per 60 giorni li ospiterà. Lo spiegamento di forze dell'ordine (vigili urbani, carabinieri, polizia, vigili del fuoco e protezione civile) era notevole e si è rivelato fortunatamente esagerato, ad ulteriore dimostrazione del grande senso di civiltà e responsabilità dei cittadini africani che risiedevano nel capannone gestito dalla Caritas. Non c'era sul posto il sindaco Mimmo Consales (impegnato a palazzo Granafei Nervegna), ma erano presenti l'assessore ai Servizi sociali, Marika Rollo, ed il capo di gabinetto del Comune, Angelo Roma.

Gli immigrati sono stati trasferiti a bordo di 3 autobus, le loro biciclette invece sono state caricate su alcuni mezzi della Monteco e della Multiservizi. Nella scuola del Perrino sono stati trasferiti i cittadini in possesso di regolare permesso di soggiorno in città: ognuno di loro è stato dotato di un badge che riporta il loro nome e cognome, la data di nascita e la nazionalità. Senza il tesserino non si potrà entrare nel Centro di accoglienza temporanea di via Sele.

Resta da capire che fine faranno gli altri 120 ospiti del dormitorio: qualcuno ha manifestato l'intenzione di tornarsene in Africa (ma non ha i soldi per farlo), molti altri hanno chiesto che il Comune paghi loro il biglietto del treno per raggiungere parenti ed amici in altre città italiane. «Una richiesta che stiamo valutando e che se sarà possibile accoglieremo», ha detto l'assessore Rollo. Non tutti i 120 non ammessi nel Cat, però, lasceranno Brindisi, quindi è presumibile che saranno in tanti questa notte a cercare un rifugio d'emergenza.

Nei prossimi giorni il capannone di via Provinciale per San Vito sarà sottoposto ad un intervento di pulizie straordinarie: chi ha avuto la possibilità di entrarci, oggi, ha parlato di condizioni igieniche indecenti e di un fetore insostenibile, ma tutto questo già si sapeva. Il capannone sarà poi sottoposto a ristrutturazione: il progetto prevede la realizzazione di nuovi bagni e docce, e 80 posti letto.

Con questo intervento l'amministrazione Consales risolve un problema che si trascinava da anni, che rischiava di diventare una bomba umanitaria e rappresentava un pericolo per lo stesso sindaco, su cui pendeva la spada di Damocle di un avviso di garanzia da parte della procura, per l'utilizzo di una struttura inagibile e pericolosa. Un problema che per anni in molti hanno finto di non vedere. O di cui si erano lavati le mani.

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