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Il percorso dello Shuttle

Il percorso dello Shuttle

Shuttle da 40 milioni di euro, decollo bloccato dai ricorsi al Tar

Le società RA Costruzioni e D’Oronzo escluse per non aver inserito gli oneri di sicurezza nel quadro economico. Oggi l’udienza per la sospensiva chiesta dalle due ditte: i giudici rinviano. Ulteriore azione anche di Igeco con Favellato Spa. Le controversie legali iniziate un anno fa

BRINDISI – Non uno, ma più nodi legali bloccano il progetto dello shuttle che vale 40 milioni di euro: le prime tre società che erano in lista per l’aggiudicazione sono state escluse e hanno presentato ricorso al Tar chiedendo la sospensiva per bloccare eventuali affidamenti. E anticipano richieste di risarcimento dei danni.

Il primo appuntamento davanti ai giudici amministrativi c’è stato questa mattina, 19 gennaio, data stabilita per l’udienza destinata alla discussione dell’istanza presentata dai legali della RA Costruzioni di Brindisi alla fine dello scorso mese di dicembre, all’indomani dell’esclusione decisa perché  la srl non avrebbe inserito gli oneri di sicurezza nel quadro economico.

L’avvocato Federico Massa, legale di fiducia della società, chiedeva l’annullamento – previa sospensione cautelare – del “verbale del 26 novembre 2015” che non sarebbe “mai stato comunicato all’impresa e di tutti gli atti successivi e conseguenti “anche non conosciuti”. Oggi ha presentato istanza di rinvio, dopo aver appreso di un altro ricorso, incidentale, presentato dalla società cooperativa che risultava essere terza in graduatoria, vale a dire quella che vede assieme Igeco Spa e Favellato Spa.

Per il Comune c’erano gli avvocati interni Francesco Trane ed Emanuela Guarino, nominati last minute, visto che la giunta ha deliberato la costituzione nel giudizio di fronte alla sezione di Lecce solo il giorno prima, ieri, 18 gennaio. Il collegio ha ritenuto opportuno disporre un rinvio a febbraio perché, nel frattempo, è pervenuto un altro ricorso: a chiedere l’annullamento dell’esclusione è stata anche la società D’Oronzo, arrivata seconda in sede di gara, eliminata perché nel quadro economico dell’offerta presentata mancavano gli oneri per la sicurezza. Ricorso, quindi, identico a quello della RA Costruzioni.

Cosa succede adesso? Fino alla decisione dei giudici il procedimento amministrativo resta bloccato, anche se dal Comune fanno sapere che ci sono concrete possibilità di superare l’empasse legale entro la fine di gennaio e che, in ogni caso, non si corre il rischio di perdere i fondi del Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica).

La storia del tira e molla tra la parte pubblica e i privati va avanti da un anno: a gennaio dello scorso anno, vale a dire a distanza di 12 mesi dal bando di gara, il Comune aveva aggiudicato in favore della RA Costruzioni la gara per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori per lo shuttle sul quale il Comune punta per collegare la stazione ferroviaria di piazza Crispi con l’aeroporto del Grande Salento, con la previsione di una fermata nei pressi dell’ospedale Antonio Perrino.

L’aggiudicazione definitiva però è rimasta valida solo per un mese, perché subito dopo l’amministrazione ha revocato in relazione al ribasso che aveva portato RA ad offrire la somma di 22.103.248,13 centesimi. Il passo indietro è stato compiuto  sulla base di un ricorso dinanzi alla Commissione di gara presentato dalla società arrivata seconda, la D’Oronzo Srl, che lamentava la “mancata riparametrazione dei punteggi attribuiti ai singoli concorrenti sulla base di sub-criteri, con la conseguenza che era stato alterato il rapporto qualità-prezzo, stabilito nel bando di gara ed elusa la normativa di cui agli articoli 86 e seguenti del Codice dei contratti”.

A quel punto, il Comune ha preso atto dell’eccezione e ha disposto una “rimodulazione della tabella finale dei punteggi ottenuti dai concorrenti”, arrivando a stilare una graduatoria finale nella quale sono state “evidenziate due offerte anomale su un totale di sette concorrenti”: la stessa ditta risultata inizialmente vincitrice, la RA costruzioni e l’associazione temporanea di imprese, costituita da Ccc società cooperativa, Igeco Spa e Favellato spa.

Successivamente è stata chiesta la presentazione delle giustificazioni ai due concorrenti individuati” e le risposte sono arrivate, via posta, in plichi sigillati Situazione non semplice, per stessa ammissione del Comune “in assenza di risorse tecniche interne specializzate in materia di valutazione delle offerte e in particolare di analisi dei prezzi”.

L’unica soluzione possibile, è stata guardare all’esterno, al di fuori di palazzo di città per nominare professionisti esperti. E per questo si è “provveduto a contattare per le vie brevi due professionisti, Massimo Ragnini, già capo della sezione della provincia di Brindisi dell’Istituto interregionale delle Opere pubbliche e Giuseppina Ferrannini, funzionaria del dipartimento per le infrastrutture e i trasporti”.

La commissione ha riesaminato le offerte, ma ha sollevato eccezione e ha deciso per l’esclusione. La parola spetta ai giudici amministrativi, mentre resta il no al progetto che si fa sentire dai gruppi di opposizione secondo i quali il collegamento è già garantito da una linea della Stp.

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