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Shuttle, la società di Perugia aveva già lavorato per l’Asi di Brindisi

Da chiarire il rapporto tra Comune e la Tps: la progettazione risulta dai curricula di alcuni ingegneri che in passato hanno lavorato anche per la piastra logistica e per Auhority. Acquisita la delibera del Consiglio del 22 dicembre: 17 voti favorevoli del centrosinistra. Le opposizioni: "Cattedrale nel deserto, nessuno studio di fattibilità"

BRINDISI – L’inchiesta sullo shuttle da Brindisi porta a Perugia ma rimanda anche a Bari perché l’opera è transitata nell’elenco di quelle pubbliche del Comune di Brindisi dopo essere stata inserita nel Piano regionale dei trasporti. E si scopre che la società Tps aveva già lavorato nel capoluogo per l’Asi, per la famosa piastra logistica mai realizzata e non realizzabile, così come per l’amministrazione e lo stesso ex Sisri e l’Autorità portuale per la zona retro-banchine.

procura di Brindisi-2L’asse Brindisi-Perugia-Bari-Brindisi emerge dalla documentazione acquisita dai finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria su delega del sostituto procuratore Iolanda Daniela Chimienti, titolare del fascicolo nel quale sono stati raccolti anche tutti gli atti che si riferiscono all’affidamento diretto del progetto per la spiaggia di Cala Materdomini.

Se per la riqualificazione dell’ex lido degli ufficiali della Marina, al vaglio del pm è il rapporto – se esiste – tra il Comune e l’architetto Luigi Dell’Atti, indagato, in relazione all’affidamento saltando la gara, a fronte di un importo sotto la soglia dei 40mila euro, come previsto dalla legge, nel caso dello shuttle, si procede seguendo al momento l'ipotesi di falso ideologico e l’accertamento si presenta più complesso dal momento che documenti che si riferiscono al sistema di collegamento tra l’aeroporto e la stazione ferroviaria sarebbero stati trovati anche nella sede della società Tps di Perugia.

Ma la Transport Planning Service (in sigla Tps) per lo meno formalmente, non risulta nel progetto preliminare dell’opera stando agli atti del Comune, dove come titolare viene indicata la stessa amministrazione. Perché mai, allora, parte di quei documenti sono finiti a Perugia? Per quale motivo esistono contatti tra funzionari della struttura comunale e professionisti della società che si occupa di consulenza e progettazione di moderni sistema di mobilità’? E ancora: perché dello shuttle parlano alcuni dei professionisti che hanno lavorato per la Tps? Il contributo di questi ultimi in termini di progettazione dell’opera risulta dai curricula che peraltro sono consultabili anche navigando on line.

Si apprende che uno degli ingegneri – il quale è bene precisare non è indagato né nei suoi confronti la Procura ha sollevata alcun tipo di contestazione – ha svolto all’interno della Tps incarichi di capo progetto e responsabile della progettazione per il Ministero dei Trasporti anche in termini di formazione del personale,  di diversi Comuni, per esempio Bolzano, Bologna, Milano, Padova, Foggia, Firenze, Molfetta e Brindisi. Alle nostre latitudini ci sarebbe stata già una collaborazione negli anni 2014 e 2013. Per che cosa?

La sede del Consorzio Asi di BrindisiDue anni fa nell’ambito del protocollo tra Comune, Consorzio Asi e Autorità portuale per la condivisione della infrastrutturazione ferroviaria portuale e retroportuale di Brindisi. In questo caso, si fa riferimento a una prestazione specialistica per la redazione del documento strategico e del piano finanziario. C’è stato anche un supporto all’ufficio tecnico dell’Asi di Brindisi per la realizzazione della piastra logistica intermodale, sempre nel 2014.

Andando a ritroso, per la Tps il professionista nel 2013 si è occupato dell’”esecuzione sul campo dei rilievi inerenti i flussi di traffico e coordinamento scientifico progettuale nell’ambito dell’intervento Shuttle aeroporto di Brindisi e rete ferroviaria” nonché della “fornitura del software di simulazione dinamica della circolazione veicolare”.

C’è traccia della Tps anche al Comune di Bari, sempre a leggere il curriculum, per il “servizio di assistenza tecnica per l’attività di concertazione afferente la procedura concorsuale internazionale di idee per le aree ferroviarie di Bari” così come negli uffici della Regione Puglia per la “redazione del programma triennale dei servizi di trasporto pubblico regionale locale della Regione” nel 2009. Risale allo stesso anno il lavoro svolto per Innovapuglia per la “definizione del modello di simulazione per la previsione dei flussi di traffico sulla rete stradale con applicazione di prototipi alla valutazione della pianificazione strategica Area Vasta nell’ambito Regione Puglia” e ancora la redazione della progetto del raddoppio della tratta Corato-Andria-Barletta e il lavoro per il completamento e l’ampliamento dell’interporto di Bari.

Fra i documenti acquisiti, c’è anche la delibera approvato dal Consiglio comunale di Brindisi il 22 dicembre 2015, dalla sola maggioranza di centrosinistra con i voti dei 17 rimasti in aula dopo l’abbandono delle opposizioni secondo cui quell’opera è e resta “una cattedrale del deserto”, per la quale non è stata approfondita la questione dell’utilità.

Il consiglio comunale di BrindisiIn quella seduta era previsto il riscontro alle osservazioni presentate dall’associazione Periferia di Brindisi, secondo cui non è stata dimostrata la convenienza economica del progetto, per cui per non perdere il finanziamento si sceglie la strada più breve senza i presupposti che garantiscono il sano e corretto uso dei fondi pubblici. Non è neppure stato preso in considerazione “il piano di mobilità e peggio il documento di programmazione preliminare del redigendo piano urbanistico adottato dal consiglio ad agosto 2011, nel quale era stata rimarcata la necessità di una linea guida vincolata su ferro come congiunzione urbana”. In altri termini, secondo Periferia lo “shuttle non risponde agli interessi reali del territorio e dei viaggiatori”.

Gli architetti bocciarono lo shuttle innanzitutto perché “il trasporto su gomma appare anacronistico, superato dalla recenti politiche di mobilità urbana” poi in considerazione del fatto che non ci sarà un “minore carico di traffico veicolare dal momento che risulta difficile immaginare che i viaggiatori brindisini, dal centro alla periferia, possano trovare conveniente raggiungere dalla proprie residenze le stazioni dello shuttle e recarsi in aeroporto” e ancora in relazione al fatto che non è possibile prevedere “una riduzione dei rischi per gli utenti della strada viste le numerose intersezioni a raso”. Per gli architetti, meglio sarebbe stato puntare sulla circolare del mare.

Dal sindaco, in quella seduta, arrivò prima una domanda e poi la conclusione: “A cosa servono le commissioni consiliari? Sono mesi che ne parliamo, c’è stato un bando di gara, c’è stato un iter, alla fine mi pare ci sia un impazzimento generale: ci sono tempi e modi per rivendicare le proprie idee, siamo in fase avanzata che non ci consente di tornare indietro”.

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