Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca

Shuttle, tempo di lavori: si parte dalle espropriazioni per pubblica utilità

L’opposizione: “Quaranta milioni sprecati per una cattedrale nel deserto”. E lascia l’Aula. Ripensamento sulla cessione di quote della società che gestisce lo scalo del Grande Salento. “Opera migliorativa per la città e per l’aeroporto”. Consales: “Impossibile tornare indietro”

BRINDISI – Shuttle sinonimo di turbolenza in Consiglio comunale, con la maggioranza che ha ribadito la necessità dell’opera da 40 milioni di euro, finanziati con fondi Cipe, e l’opposizione che ha insistito sull’assoluta inutilità al punto da parlarne come cattedrale nel deserto. 
La turbolenza è andata avanti sino al momento della votazione, tanto è vero che tra urla, consiglieri che entravano e uscivano, non si è capito se ci fosse o meno il numero legale e di conseguenza ulteriore agitazione in Assise che ha portato il sindaco Mimmo Consales a chiedere una seconda votazione, dopo aver strigliato i consiglieri: “C’è una città che ci vede, per favore restate al vostro posto che così diventa impossibile”.

Diciassette voti favorevoli, vale a dire unanimità dei presenti, tutti del centrosinistra. Centrodestra più Riccardo Rossi hanno abbandonato l’Aula. : “State sbavando su quest’opera”, ha sbottato Massimiliano Oggiano, il più arrabbiato tra i contestatori secondo i quali la tratta di collegamento tra la stazione ferroviaria di piazza Crispi e l’aeroporto è già garantita dal bus della Stp. 

In aula è stata rimarcata l’assenza dello studio di fattibilità, sottolineata dall’associazione Periferia: “Non è stata dimostrata la convenienza economica del progetto, per cui per non perdere il finanziamento si sceglie la strada più breve senza i presupposti che garantiscono il sano e corretto uso dei fondi pubblici”. Non è neppure stato preso in considerazione “il piano di mobilità e peggio il documento di programmazione preliminare del redigendo piano urbanistico adottato dal consiglio ad agosto 2011, nel quale era stata rimarcata la necessità di una linea guida vincolata su ferro come congiunzione urbana”. In altri termini, secondo Periferia lo “shuttle non risponde agli interessi reali del territorio e dei viaggiatori”.

Gli architetti hanno bocciato lo shuttle innanzitutto perché “il trasporto su gomma appare anacronistico, superato dalla recenti politiche di mobilità urbana” poi in considerazione del fatto che non ci sarà un “minore carico di traffico veicolare dal momento che risulta difficile immaginare che i viaggiatori brindisini, dal centro alla periferia, possano trovare conveniente raggiungere dalla proprie residenze le stazioni dello shuttle e recarsi in aeroporto” e ancora in relazione al fatto che non è possibile prevedere “una riduzione dei rischi per gli utenti della strada viste le numerose intersezioni a raso”. Per gli architetti, meglio sarebbe puntare sulla circolare del mare.

Dal sindaco, è arrivata prima una domanda e poi la conclusione: “A cosa servono le commissioni consiliari? Sono mesi che ne parliamo, c’è stato un bando di gara, c’è stato un iter, alla fine mi pare ci sia un impazzimento generale: ci sono tempi e modi per rivendicare le proprie idee, siamo in fase avanzata che non ci consente di tornare indietro”.

Quanto al procedimento amministrativo resta l’affidamento in favore della dalla società “R.A Costruzioni srl”, di Brindisi, con offerta pari a  22.103.248,13 centesimi, rispetto all’importo posto a base di 40 milioni.

Se per lo shuttle, quindi, si va avanti tutta, guardando alla società Aeroporti di Puglia spa, la maggioranza di centrosinistra intendeva fare un passo indietro attraverso la cessione del pacchetto azionario attualmente detenuto, del valore pari a 2.439,07 euro. Il valore è stato agganciato al patrimonio netto riportato nel bilancio chiuso al 2014, pari a 20.325.583, come si legge nella lettera dell’amministratore unico Giuseppe Acierno. L’Ente possiede 1611 azioni. Socio di maggioranza è la Regione Puglia con il 94,414 per cento che ha deciso di aprire a un “partner industriale attraverso una quota di minoranza”. 

Dal sindaco è arrivato l’invito a un ripensamento: “Per non perdere la rappresentanza in seno alla società, anche perché la somma in discussione è contenuta”.

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