Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Grimaldi: replica del sindaco, interrogazione al Senato e due conti del bottegaio

Manuel Grimaldi accusa di logiche di bottega le critiche alla sua istanza di concessione ventennale a Brindisi, ma i conti del bottegaio danno ragione agli altri e non a lui. Arrivano la risposta del sindaco e un'altra interrogazione parlamentare

BRINDISI – Per una interrogazione sul caso della concessione Grimaldi ritirata, quella di Giorgia Meloni, un’altra presentata. L’hanno firmata Michelino Davico e Mario Ferrara, due senatori del gruppo Grandi Autonomie e Libertà (Gal) e indirizzata al ministro al Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Vedremo se anche questo intervento a Palazzo Madama rientra nella qualificazione delle “polemiche di bottega”, come Manuel Grimaldi ha qualificato il dibattito in corso a Brindisi sulla questione in una intervista ad un giornale locale. In attesa che del caso si occupi anche qualche parlamentare brindisino, ci pensano gli altri a sollevare la questione.

L'interrogazione al Senato

Davico e Ferrara nella loro interrogazione rilevano che la situazione delle banchine di Brindisi è diversa da quella di altri porti come Barcellona e Civitavecchia, dove l’operatore Grimaldi non occupa tutte le rampe disponibili come avverrebbe invece a Brindisi, dove non resterebbero infrastrutture idonee e libere a disposizione di altri armatori, prefigurando una condizione di monopolio e di esclusione dal porto di Brindisi di nuove compagnie di traghetti (come è già avvenuto recentemente, peraltro con una nave assistita da un agente marittimo brindisino).

Maurizio LupiI due senatori del gruppo Gal, inoltre, sottolineano come il porto di Brindisi per venti anni diventerebbe dipendente da una sola compagnia, con i rischi e gli svantaggi da ciò derivanti (vedi il caso Taranto-Evergreen), e come si prefigurerebbe, nel caso la concessione dovesse rilasciata da parte dell’Autorità Portuale, una violazione palese delle norme della legge 84/94. Gli interroganti chiedono quindi al ministro cosa intenda fare.

L’intervista rilasciata dal massimo esponente del gruppo Grimaldi, nonché presidente di Confitarma, l’associazione degli armatori italiani, ovviamente ha suscitato reazioni negative nella maggior parte degli operatori marittimi brindisini, che sottolineano come la loro opposizione alla concessione ventennale di tutte le rampe traghetti a Grimaldi, condizione che l’armatore napoletano non ha ottenuto in nessun altro porto in Italia e in Europa, sia stata adeguatamente e tecnicamente argomentata, mentre sfidano Grimaldi a dimostrare cifre alla mano quale sia la ricaduta economica ed occupazione della sua attività nel porto di Brindisi. In altre parole, cosa resta al porto oltre le nude cifre del traffico Tir e trailer. (In foto, il ministro Lupi)

Guadagni per il porto? Tariffe più basse per Grimaldi, più care per gli altri

Ciò in considerazione del fatto che le navi di Grimaldi a Brindisi pagano tariffe scontate del 60 per cento, e che recentemente anche le tariffe di altri servizi portuali sono state ridotte: per il pilotaggio dal 2015 i traghetti Grimaldi, visto che sono gli unici ad operare a Brindisi e che la concorrenza è stata consigliata di andare altrove dall’Autorità Portuale stante la decisione sospesa sulla concessione, pagheranno il 35 per cento della tariffa base dopo il 56mo approdo, mentre lo sconto massimo nel biennio precedente 2013.2014 era dell’80 per cento della tariffa base dopo il 41mo approdo.

Carboniera al molo Enel di Brindisi-2Non solo. Sempre per fare polemiche di bottega come Manuel Grimaldi sostiene, le nuove tabelle di pilotaggio prevedono aumenti di tutte le tariffe base. Esempi: per tutte le categorie di navi, sino all’anno scorso per la fascia da 20.001 tonnellate di stazza lorda sino a 30.000, la tariffa base era di 675,03 euro, mentre dal 2015 la stessa fascia pagherà 735,78 euro. E ancora, per le petroliere senza zavorra segregata da 25.001 a 30.000 Gt pagava 813 euro, adesso la tariffa base è salita a 886,47. Ultimo esempio, le navi ro-ro: nel biennio passato quelle da 25.001 a 30.000 pagavano 587,44 euro, da quest’anno pagano 603,30.

I conti del bottegaio parlano chiaro: Grimaldi avrà da un certo punto in poi, superato il numero di approdi stabilito, uno sconto del 65 per cento, le altre navi pagheranno di più, quindi di fatto si accollano gli sconti fatti alle navi ro-ro dell’armatore napoletano. Altro che economia in crescita per il porto di Brindisi. Nelle tabelle del servizio di pilotaggio va però annotato come fatto positivo l’applicazione di uno sconto del 30 per cento alle navi da crociera.

La risposta del sindaco alle battute di Manuel Grimaldi

Ma a Grimaldi questa sera risponde anche il sindaco Mimmo Consales. “Emanuele Grimaldi è un imprenditore di successo, a capo di un grande gruppo armatoriale che rappresenta un vanto per l’Italia. Ma non è consentito neanche a lui offendere la dignità dei cittadini di Brindisi e delle Istituzioni che li rappresentano. Nel corso dei lavori del Comitato Portuale ho ribadito a chiare lettere che nessuno vuole mandar via dal porto di Brindisi la Grimaldi ma che, allo stesso tempo, non si può immaginare di creare condizioni di assoluto monopolio che andrebbero a nuocere ad un sistema basato sulla libera concorrenza e su cui Brindisi punta per superare una delle fasi più difficili della storia del suo scalo marittimo”.

Il sindaco Mimmo Consales-3“Personalmente non sono contrario a trovare una intesa con Grimaldi, ma senza per questo ‘svendere’ il porto come intenderebbe fare il presidente Haralambides”, dice senza mezzi termini Consales. “Pertanto, si potrebbe, ad esempio, immaginare di concedere a Grimaldi due dei tre approdi di Punta delle Terrare, lasciando a disposizione di altri vettori il terzo. Il tutto, in attesa che si realizzino i nuovi approdi a Sant’Apollinare, così come programmato dall’ente portuale”.

A quel punto “nulla ostacolerebbe una concessione più ampia. E’ necessario, inoltre, conoscere nei dettagli le intenzioni di Grimaldi in relazione al coinvolgimento di imprenditori e lavoratori del posto, così come si dovrebbe individuare – aggiunge il sindaco - una soluzione per rendere più conveniente (dal punto di vista economico) la concessione per l’Autorità Portuale (ed invece nelle dichiarazioni di Emanuele Grimaldi si fa riferimento soltanto a piazzali puliti, segnaletica efficiente, sicurezza, eccetera)”. (In foto, il sindaco Consales)

“Quindi massima apertura al dialogo, a condizione – ribadisce Consales - che Grimaldi riconsideri le affermazioni fatte secondo cui ‘il Governo locale non dimostra un briciolo di apprezzamento’ per quanto fatto per Brindisi dallo stesso armatore fino ad oggi. E già che si trova, l’esponente di questa compagnia rifletta sulle frasi riferite al giornalista (‘Pensiamo se non sia il caso di andarcene’, ‘mediocrità della discussione’, ‘qui si discute solo di piccolissimi interessi’)”.

Se l’Autorità Portuale cambierà rotta secondo i criteri indicati dal sindaco, “la città di Brindisi è pronta ad accogliere Grimaldi per definire i termini di una possibile concessione che risulti conveniente per tutti. E non devo certamente spiegare ad un grande manager che il presidente Haralambides non è il padrone del porto, men che meno della città e quindi per decisioni così importanti (che potrebbero condizionare la vita di questa comunità, nel bene o nel male, per venti anni) occorre la condivisione di tutti. O quantomeno la consapevolezza di aver tenuto presenti esigenze oggettive di altri possibili fruitori delle nostre banchine”.

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Manuel GrimaldiL’interrogazione dei senatori Michelino Davico e Mario Ferrara al ministro Lupi (nella foto, Manuel Grimaldi)
Premesso che a quanto risulta agli interroganti: la società Atlantica di Navigazione SpA (società del gruppo Grimaldi, compagnia di navigazione SpA) ha presentato un'istanza in data 19 agosto 2014 ai sensi dell'articolo 18 del regolamento (di cui al Decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 1952) per l'esecuzione del codice della navigazione (di cui al Regio decreto n. 327 del 1942 e successive modificazioni e integrazioni);
attraverso tale istanza la società ha richiesto il rilascio, ai sensi della legge n. 84 del 1994 recante "Riordino della legislazione in materia portuale", della concessione demaniale marittima della zona portuale ubicata nel porto medio di Brindisi, unitamente al terminal passeggeri ivi esistente ed ai relativi fabbricati accessori, per una estensione di aree coperte pertinenziali pari a 2.074,50 metri quadrati per l'esercizio, in conto proprio ed in conto terzi, delle operazioni portuali di cui all'articolo 16 della legge n. 84 del 1994, e segnatamente quelle operazioni portuali connesse con il traffico traghetti da passeggeri (ivi incluse le attività di assistenza) e ro-ro (roll on/roll off) per la durata di 20 anni;
La società ha specificato che tale richiesta è subordinata al riconoscimento dell'esonero, per tutta la durata della concessione, dall'obbligo del versamento dei cosiddetti diritti portuali, di cui ai provvedimenti emanati dall'autorità portuale di Brindisi;
da comunicati stampa di associazioni costituite da tecnici e imprenditori del settore e da testate giornalistiche locali si evince che, allo stato attuale, nelle condizioni in cui si trova il porto di Brindisi, una concessione del genere a Grimaldi non può essere fatta, in quanto diversamente da Brindisi, negli altri porti in cui Grimaldi è già terminalista (Civitavecchia, Barcellona) vi sono oltre alle banchine ad essa concesse, anche altre banchine disponibili per l'ormeggio di altri armatori concorrenti;
la situazione del porto di Brindisi è completamente diversa, in quanto non è tale da assicurare la necessaria libera concorrenza in caso di concessione ad un armatore delle uniche banchine adeguatamente infrastrutturate per il traffico ro-ro al momento disponibili e le condizioni di monopolio che di fatto verrebbero a determinarsi, non consentirebbero nelle attuali condizioni, in un'ottica di auspicata prossima ripresa dei traffici internazionali, di ospitare nel porto di Brindisi nuove compagnie di navi traghetto;
La condizione di precarietà del porto di Brindisi è aggravata dalla perdita di un finanziamento per 50 milioni di euro, causato dalla cattiva gestione dell'autorità portuale di Brindisi, e concesso per un progetto di 5 nuovi accosti per navi traghetto da realizzare nell'area portuale denominata S. Apollinare (l'opera avrebbe consentito di offrire altre banchine per la stessa tipologia di traffico esercitato da Grimaldi);
dalla situazione descritta emerge che la richiesta di concessione di Grimaldi non è compatibile con le prescrizioni della legge n. 84 del 1994, che impone, in sintesi, che la presenza di terminalisti non sia estesa a tutte le aree ed infrastrutture portuali, al fine di consentire le attività anche di altri operatori. Pertanto se tale concessione venisse data dall'autorità portuale di Brindisi, rappresenterebbe una grave violazione delle prescrizioni imposte dalla legge;
nella situazione che si verrebbe a creare a causa della richiesta di concessione da parte della Grimaldi, il traffico traghetti passeggeri e merci nel porto di Brindisi dipenderebbe, per i prossimi vent'anni, da un unico operatore. La cattiva gestione del porto non consente di offrire banchine alternative in grado di soddisfare, a pari condizioni, le esigenze di armatori concorrenti di Grimaldi,
Che ha chiesto, contestualmente al rilascio della concessione ventennale dell'intera area di Punta delle Terrare e delle strutture esistenti (rampe, banchine e prefabbricato), anche la necessaria autorizzazione di terminalista (ai sensi dell'articolo 18 della legge n. 84 del 1994), e infine quella di impresa portuale (ai sensi dell'articolo 16 della medesima legge),
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative di propria competenza intenda attuare nell'ambito dell'attività di vigilanza esercitata sull'operato dell'autorità portuale di Brindisi, nel rispetto delle prescrizioni in termini di concorrenza imposte dalla legge n. 84 del 1994;
se sia a conoscenza e come intenda intervenire rispetto alla grave crisi gestionale dell'autorità portuale di Brindisi, che a parere degli interroganti sembra non essere in grado di garantire pari opportunità a tutti gli operatori che chiedono di utilizzare le banchine del porto per i traffici ro-ro e passeggeri, perdendo cospicui finanziamenti necessari allo sviluppo del porto;
Se ritenga che tale situazione di monopolio che di fatto verrebbe a crearsi, indebolisca la posizione del porto di Brindisi sia limitando la possibilità di acquisizione di nuovi traffici, sia impedendo al porto di Brindisi in un momento particolare, (legato alla fase di riorganizzazione amministrativa e logistica delle autorità portuali in atto attraverso la redazione del nuovo piano dei porti e della logistica), di conservare il suo attuale ruolo strategico di porto ro-ro delle autostrade del mare del Mediterraneo, che gli consentirebbe di occupare posizioni primarie anche nel nuovo assetto organizzativo derivante dal piano dei porti e della logistica in elaborazione;
infine, se e cosa, nell'ambito delle proprie competenze, intenda fare per tutelare gli interessi del porto di Brindisi, a parere degli interroganti messi in pericolo dal rischio di concessione alla Compagnia Grimaldi nelle condizioni descritte in premessa.
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