Cronaca

Si aggrava la giovane accoltellata dall'ex. Trovata in un cespuglio l'arma del delitto

Si sono aggravate nel corso della notte le condizioni della 25enne Federica Guzzo, la ragazza di Torre Santa Susanna accoltellata dal suo ex ,l’imprenditore 34enne Pierluigi De Punzio, la sera di Capodanno. La giovane è stata trasferita presso il Reparto di Rianimazione dell’ospedale di BarI

TORRE SANTA SUSANNA – Si sono aggravate nel corso della notte le condizioni della 25enne Federica Guzzo, la ragazza di Torre Santa Susanna accoltellata dal suo ex, l’imprenditore 34enne Pierluigi De Punzio, la sera di Capodanno. La giovane è stata trasferita presso il Reparto di Rianimazione dell’ospedale di Bari.

E’ ancora ricoverato presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce con prognosi di 30 giorni, invece, il suo attuale compagno, il 28enne Daniele Scredi, originario di Mesagne. Nella serata di ieri, i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana al comando del capitano Nicola Maggio hanno trovato in un cespuglio poco distante dal luogo del ferimento l’arma del delitto. Si tratta di un coltello da cucina lungo 30 centimetri, con lama lunga circa la metà.

Sono ancora numerosi gli aspetti poco chiari di questa vicenda, a partire dalle circostanze in cui ha perso la vita De Punzio, il cui corpo è stato trovato carbonizzato nelle campagne fra San Pancrazio Salentino e Torre, accanto a un furgoncino intestato a un parente. 

Andiamo con ordine. Di certo c’è che l’aggressione, come riferito da alcuni testimoni, è avvenuta intorno alle ore 23 dell’1 gennaio nella zona Il luogo del ferimento-2industriale di Torre Santa Susanna. De Punzio è arrivato sul posto alla guida della sua Ford Kuga. Non si sa se i tre si erano dati appuntamento, oppure si è trattato di un incontro casuale in una zona frequentata perlopiù da coppiette.

De Punzio era armato di un fucile da caccia di proprietà del padre. Prima di affrontare i fidanzati, l’imprenditore ha perso il controllo dell’auto, finendo contro una colonnina di cemento. A seguito del violento impatto si sono aperti entrambi gli airbag anteriori. Non è chiaro se De Punzio fosse inseguito da qualcuno o invece sia finito contro il fabbricato perché era in preda alla foga. L’uomo era accecato dalla gelosia. Non accettava il fatto che la ragazza con cui era stato fidanzato per 10 anni, dalla scorsa estate avesse allacciato una relazione con un’altra persona. Le forze dell’ordine presumono che De Punzio, al culmine di un’accesa lite, abbia tentato di esplodere dei colpi di fucile, scordandosi però di rimuovere la sicura di cui è dotata l’arma. A quel punto ha impugnato un coltello da cucina e ha ferito alla trachea i due malcapitati. 

furgone presunto suicidio (3)-2Dopo di che l’imprenditore si è allontanato. E qui si pone un altro interrogativo. Come è fuggito? Qualcuno lo ha accompagnato in auto o il 34enne, presumibilmente ferito a seguito dell’incidente, ha percorso a piedi i circa tre chilometri di strada che lo separavano da un garage di famiglia in cui si trovava un furgoncino Iveco Daily cassonato, munito di piccola gru? Sulla maniglia della porta del box auto c’erano tracce di sangue, ma è da accertare se queste siano riconducibili a una ferita rimediata dall’accoltellatore o se invece lo stesso si sia macchiato del sangue delle vittime nel corso dell’aggressione. 

Altra anomalia è che De Punzio non è entrato direttamente nel garage. Prima di farlo si è infatti diretto verso un’officina, poi è tornato indietro e non riuscendo ad aprire ha raggiunto l’abitazione attigua del nonno.

Il cellulare del torrese resta attivo fino alle ore 2. L’ultimo segnale viene localizzato in un terreno di campagna situato fra San Pancrazio Salentino e Torre Santa Susanna, in contrada Lu Bellu. Lì la famiglia De Punzio possiede un fondo agricolo. I carabinieri vi si recano immediatamente e trovano il furgoncino ancora avvolto dalle fiamme. Accanto alla cabina lato guida c’era il corpo senza vita del 34enne, carbonizzato dalla cintola in su. La Ford Focus del costruttore-3

L’ipotesi maggiormente accreditata è che il torrese si sia ucciso dandosi fuoco. Ma questo potrà essere appurato con certezza solo dall’autopsia che domani mattina verrà effettuata dal medico legale Antonio Carusi, che ieri ha ricevuto l’incarico dal pm Milto Stefano De Nozza. L’eventuale presenza di carbossiemoglobina nel sangue attesterebbe che De Punzio ha inalato monossido di carbonio durante l’incendio e quindi era ancora in vita quando è partito il rogo. L’eventuale assenza di carbossiemoglobina, invece, potrebbe essere spiegata in un solo modo: De Punzio era già morto quando qualcuno ha dato fuoco al furgoncino.

Tutti i veicoli, compresa la Fiat Punto di Daniele Scredi a bordo della quale lo stesso ha raggiunto il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino, sono stati posti sotto sequestro. Le forze dell’ordine inoltre hanno acquisito le immagini riprese dalle telecamere installate nella zona industriale, che insieme alle testimonianze di alcune persone potrebbero rivelarsi decisive per capire come sono andate davvero le cose. 
 

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