Cronaca

Si consegna l'omicida di Cellino: "Ci ricattava e ha tirato fuori la pistola"

BRINDISI – Sì è chiusa alcune ore fa con il fermo di uno dei due fratelli ricercati da ieri l’indagine sull’omicidio del pregiudicato Gianluca Saponaro di 29 anni avvenuto a Cellino San Marco sabato pomeriggio alle 17,40. Si tratta di Joseph Orofalo di 21 anni, il fermato, di Antonio Orofalo di 25 anni, che nella tarda mattinata di oggi si sono presentati ai carabinieri in compagnia del loro legale di fiducia, e sono stati quindi sottoposti ad alcune ore di interrogatorio. Le loro versioni coincidono, e descrivono l’uccisione di Saponaro come la conclusione di lunghe settimane di ricatti estorsivi e minacce, che proprio sabato attorno alle 15 erano culminate nel momentaneo sequestro di Antonio Orofalo e nel suo pestaggio.

Gianluca Saponaro

BRINDISI - Sì è chiusa alcune ore fa con il fermo di uno dei due fratelli ricercati da ieri l'indagine sull'omicidio del pregiudicato Gianluca Saponaro di 29 anni avvenuto a Cellino San Marco sabato pomeriggio alle 17,40. Si tratta di Joseph Orofalo di 21 anni, il fermato, e di Antonio Orofalo di 25 anni, che nella tarda mattinata di oggi si sono presentati ai carabinieri in compagnia del loro legale di fiducia, e sono stati quindi sottoposti ad alcune ore di interrogatorio. Le loro versioni coincidono, e descrivono l'uccisione di Saponaro come la conclusione di lunghe settimane di ricatti estorsivi e minacce, che proprio sabato attorno alle 15 erano culminate nel momentaneo sequestro di Antonio Orofalo e nel suo pestaggio.

L'incontro fatale tra gli Orofalo e Saponaro è avvenuto quando Joseph aveva appena prestato soccorso ad Antonio, e stava per riportarlo a casa a bordo del famoso fuoristrada Ssangyong nero che poi è diventato l'elemento decisivo dell'indagine. Infatti ieri mattina gli investigatori della Squadra mobile brindisina si sono presentati a casa di una persona dove i due fratelli - momentaneamente spariti dalla circolazione - aveva nascosto il veicolo, consapevoli che qualcuno lo aveva notato sul luogo del delitto. A quel punto gli Orofalo hanno capito che attorno a loro c'era solo terra bruciata, si sono consultati e probabilmente è stato il loro legale a convincerli a consegnarsi alla giustizia.

Prima di proseguire con i particolari narrati dagli indagati al pm Adele Ferraro, al capitano Gianbruno Ruello del Nucleo investigativo e al capo della Squadra mobile, Francesco Barnaba, bisogna sottolineare che la vicenda non è completamente chiusa. Restano da identificare le persone che - secondo Antonio Orofalo - hanno spalleggiato Gianluca Saponaro nel pestaggio, e resta da capire perché la vittima pretendeva il pizzo dagli Orofalo, che non gestiscono attività commerciali. Il particolare non è affatto secondario per definire il contesto malavitoso in cui sono avvenuti i fatti.

Secondo la deposizione degli Orofalo, tutto è cominciato un paio di mesi fa quando Joseph ha ricevuto le prime richieste di denaro da Saponaro. In più occasioni il giovane ha pagato, sino a consegnare alla vittima dell'omicidio 5mila euro. Poi Gianluca Saponaro avrebbe cominciato a tartassare Antonio Orofalo. Ma ha ricevuto, dopo breve tempo, un rifiuto deciso. Alle 15 di sabato la spedizione punitiva raccontata dai due indagati: Antonio Orofalo è stato prelevato da casa e portato in campagna. Qui è stato picchiato da Saponaro e da altre persone.

Alla fine del pestaggio è stato caricato in auto e riportato a Cellino San Marco, dove è stato rilasciato in periferia, quasi nel punto dove poi si è verificato il tragico epilogo. Antonio Orofalo ha telefonato al fratello e gli ha chiesto di andarlo a prendere, ma raccomandandogli si stare attento. Ad ogni buon conto, ha detto Joseph Orofalo agli investigatori, ha pensato di mettere a bordo del fuoristrada una carabina a palla singola.

Subito dopo aver preso a bordo il fratello, Joseph Orofalo ha visto arrivare Gianluca Saponaro alla guida dell'Alfa Mito. Con una brusca manovra le due auto si sono affiancate e fermate. Joseph Orofalo ha spiegato che in quel momento Saponaro ha estratto una pistola semiautomatica ed ha inserito un colpo in canna, minacciando lui e il fratello. La fucilata è stata esplosa da Joseph Orofalo al culmine di questo scontro. Poi i due fratelli sono fuggiti. Prima si sono fermati a casa, successivamente si sono nascosti presso parenti, nascondendo il fuoristrada. E' stato inutile.

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