Cronaca Centro Storico / Via Antonio Pacinotti

Si facevano timbrare il cartellino e andavano al bar: denunciati per assenteismo

Si facevano timbrare il cartellino da un collega e poi andavano al bar o in giro per le vie del centro, anziché stare sul luogo di lavoro. Due dipendenti dell'amministrazione provinciale e un lavoratore della ditta Santa Teresa, società in house della Provincia, sono stati interdetti di pubblici uffici e denunciati per assenteismo dai militari del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Brindisi

MESAGNE – Si facevano timbrare il cartellino da un collega e poi andavano al bar o in giro per le vie del centro, anziché stare sul luogo di lavoro. Due dipendenti dell’amministrazione provinciale e un lavoratore della ditta Santa Teresa, società in house della Provincia, sono stati interdetti di pubblici uffici e denunciati per assenteismo dai militari del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Brindisi al comando del maggiore Giuseppe Maniglio. 

Tutti e tre lavoravano presso il Centro per l’impiego di Mesagne situato in via Pacinotti. Le indagini, dirette dal procuratore capo Marco Dinapoli e coordinate dal sostituto procuratore Daniela Iolanda Chimienti, si sono concentrate fra i mesi di giugno e ottobre del 2013. In questo arco temporale, gli investigatori, dopo aver ricevuto una segnalazione, hanno posizionato delle telecamere all’ingresso ed all’esterno dell’ufficio. Dalle immagini visionate dai militari e dai pedinamenti effettuati dagli stessi è emerso che gli indagati si assentavano “arbitrariamente e sistematicamente” dal posto di lavoro per un totale di circa 90 ore (da un minimo di 8 ore ad un massimo di 57 ore di presenza falsamente attestata).

Da quanto appurato dagli inquirenti,  i dipendenti si accordavano tra loro affinché uno “passasse” anche il badge magnetico degli altri, consentendo a questi di arrivare in ritardo, andare via in anticipo dal posto di lavoro, ovvero uscire per dedicarsi a faccende personali. Grazie a questo sistema, pur risultando formalmente sul luogo di lavoro, uno trascorreva parte del ciclo lavorativo al bar, un altro passeggiava per le vie dello shopping insieme a colleghi e un altro ancora si dedicava a piccole mansioni domestiche. 

A conclusione delle indagini, il gip Maurizio Saso, su richiesta del pm Chimienti, ha disposto la misura dell'interdizione dall’esercizio del pubblico ufficio/servizio per i tre dipendent. Questi, cui sono contestati i reati di truffa aggravata ai danni dell'Ente Pubblico e di false attestazioni o certificazioni, oltre alla condanna per i reati commessi, potranno essere chiamati a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione, nonché il danno all'immagine subito dalla pubblica amministrazione. 

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