"Si fidava solo del suo scooter"

TUTURANO – “Nemmeno ci voleva salire su quella moto, aveva paura. Lui si fidava solo del suo scooter”. Commenti dal sapore amaro quelli che si sussurravano questa sera in via Stazione, davanti alla triste scena dell'incidente in cui è morto Leonardo Menga.

La Honda Goldwing su cui viaggiava la vittima

TUTURANO – “Nemmeno ci voleva salire su quella moto, aveva paura. Lui si fidava solo del suo scooter”. Commenti dal sapore amaro quelli che si sussurravano questa sera in via Stazione, davanti alla triste scena dell'incidente che ha strappato per sempre alla vita il 41enne Leonardo Menga. Quella grossa moto, una Honda Gold Wing 1500, su cui Leonardo non voleva salire, condotta da Leonardino Menga, conosciuto come Dino, suo coetaneo, per evitare una bicicletta, guidata dal 70enne Enrico Marino, che a quanto sembra è sbucata all'improvviso tagliando la strada al motociclista, lo ha sbattuto rovinosamente sull'asfalto.

Un impatto che non gli ha lasciato scampo. Leonardo Menga è deceduto sul colpo, indossava il casco ma questa protezione è servita a ben poco, il 41enne ha violentemente battuto la testa al suolo. Inutile ogni tentativo di soccorso, i sanitari del 118 lo hanno trovato in una pozza di sangue, esanime. Le altre due persone coinvolte nell'incidente, invece, sono state trasportate all'ospedale Perrino di Brindisi. Le loro condizioni non sono preoccupanti.

In via Stazione a Tuturano si sono recate alcune pattuglie della polizia municipale di Brindisi che hanno proceduto con i rilievi tesi a ricostruire la dinamica del terribile scontro che ha strappato per sempre alla vita il 41enne tuturanese. La salma della vittima è stata trasferita nella camera mortuaria dell'ospedale Perrino di Brindisi in attesa del nulla osta da parte del magistrato, il pm di turno, Valeria Farina Valaori. Una morte che ha sconvolto l'intera comunità.

Leonardo, figlio di un noto macellaio, in paese lo conoscevano tutti. Lo si vedeva sempre in giro, a bordo del suo scooter a ridere e scherzare con gli amici, vicino ai bar, alle edicole. Aiutava il papà in macelleria, quando vedeva qualche giornalista aggirarsi per le vie del suo paese, si metteva in posa, chiedeva di essere intervistato, immortalato, voleva uscire sui giornali. Sempre in prima fila nelle manifestazioni, nelle feste di paese, “sempre in prima fila anche sul luogo degli incidenti, arrivava prima di tutti, dava una mano nei soccorsi”, mormorava questa sera chi Leonardo lo conosceva bene, con una lacrima sul volto, pensando che questa sera l'incidente in cui era in prima fila era il suo.

 

 

 

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