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Entra in casa di un'anziana indifesa: ladro smascherato dalle telecamere

"Ciao nò, come andiamo? Non stai bene? E sola ti hanno lasciato?". Con queste parole un topo d'appartamento si è preso gioco di una 86enne sola, indifesa e affetta dal morbo di Alzhaimer, introducendosi all'interno della sua abitazione e facendosi dare le chiavi della casa situata sullo stesso pianerottolo, di proprietà della figlia. E qui si è impossessato di orecchini, collane e bracciali.

BRINDISI - “Ciao nò, come andiamo? Non stai bene? E sola ti hanno lasciato?”. Con queste parole un topo d’appartamento si è preso gioco di una 86enne sola, indifesa e affetta dal morbo di Alzhaimer, introducendosi all’interno della sua abitazione e facendosi dare le chiavi della casa situata sullo stesso pianerottolo, di proprietà della figlia. E qui si è impossessato di orecchini, collane e bracciali. Il responsabile di questo inqualificabile gesto è il brindisino Francesco Lagatta, di 44 anni.

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L’uomo è stato raggiunto nella giornata di oggi da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Brindisi Stefania De Angelis, sul richiesta del pm Raffaele Casto. Le indagini sono state condotte dai poliziotti del commissariato di Mesagne, dove si è verificato il fatto, e dagli agenti della squadra mobile di Brindisi al comando del vicequestore Alberto Somma, i quali sono riusciti a identificare Lagatta grazie alle immagini riprese dalle telecamere montate nell’appartamento dell’anziana dai famigliari della stessa, per tenerla sotto controllo.

I fatti risalgono allo scorso 6 settembre. Tra le ore 10,20 e le 11,30, Lagatta si introdusse in un piccolo condominio situato nella zona periferica del foto lagatta-2paese, non distante dall'ex convento dei Cappuccini. Al brindisino interessavano due appartamenti posti l’uno di fronte all’altro, sullo stesso pianerottolo. Alle ore 10,30, il delinquente entra nella casa in cui risiedeva la pensionata. Ha agito con viso scoperto e con guanti in lattice. 

L’uomo ha  cominciato a rovistare minuziosamente gli arredi presenti nelle varie stanze, il tutto alla presenza inerme ed indifesa dell’anziana e malata donna, con la quale scambiava qualche battuta “rassicurante” chiamandola “nonna”. Questo il dialogo ripreso registrato dalle telecamere: “Ciao nò, come andiamo?”…”non stai bene?..e sola ti hanno lasciato?” Nonna: “sola mi hanno lasciata, sì..” , Lagatta: “Sto aggiustando il comodino..io..”.

Nell’appartamento dell’anziana, Lagatta non trova oggetti di valore. Quindi il malvivente si fa indirizzare dalla donna verso il luogo in cui si trovavano le chiavi dell’abitazione della figlia, al cui interno, in quel momento, non si trovava nessuno. E stavolta il furto va a buon fine. Il 44enne si impossessa infatti di un bottino di notevole valore. 

Le vittime si sono accorte che le scatole contenenti preziosi si trovavano in un posto diverso dal solito da quello in cui erano state lasciate solo nel pomeriggio. A quel punto visionarono le immagini del sistema di videosorveglianza installato nell’abitazione dell’anziana per sorvegliarla nei suoi bisogni quotidiani. La scena in cui si sono imbattuti era agghiacciante. Nel video si vedeva questo sconosciuto che si introduceva nell’appartamento e rovistava ovunque alla presenza della congiunta, prendendosene gioco. 

Le vittime chiesero subito l’intervento della polizia. Il personale del commissariato acquisì le immagini, verificando che non vi fossero altre telecamere nei paraggi che avessero registrato il momento dell’arrivo o della fuga del malfattore. Successivamente venne acquisita la denuncia e vennero ascoltate  le persone che potevano riferire sui fatti, vicini di casa compresi. Dalle immagini vennero ricavati numerosi fotogrammi. La voce dell’uomo fu ascoltata e riascolta, giungendo alla conclusione che si trattava di un brindisino. Scattava in questo momento il contributo decisivo del personale della IV Sezione della Squadra Mobile (Cosimo Pizza, Francesco Di Sario, Franco Martina e Mauro Pascali, coortinati da Giancarlo Di Nunno) che, esperti conoscitori dei personaggi malavitosi brindisini dediti a quella tipologia di reato, identificavano subito il soggetto.

Personale della Sezione di Polizia Giudiziaria del Commissariato e della Squadra Mobile, pertanto, procedevano congiuntamente, nella mattina del 9 settembre, ad attività di perquisizione domiciliare che non consentiva di ritrovare la refurtiva, bensì  oggetti personali che Lagatta indossava durante il furto: gli occhiali, la catenina, le infradito particolari, tutti immortalati nelle immagini registrate. Tutto questo è stato posto sotto sequestro. 

Stamattina, Lagatta è stato prelevato dalla sua abitazione e condotto verso la casa circondariale in via Appia.  Il 44enne,  circa un mese prima, era stato destinatario di un’ordinanza di sostituzione della misura coercitiva degli arresti domiciliari con quella dell’obbligo di dimora nel comune di residenza (Brindisi). 

Sempre nella giornata odierna, fra l’altro, lo stesso Lagatta è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari emessa dal gip del tribunale di Lecce, come  aggravamento della misura cautelare dell’obbligo di dimora cui lo stesso è in atto già sottoposto. L’atto gli è stato notificato dai carabinieri della stazione di Brindisi Centro. 

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