Cronaca

Si inventa rapina dopo essersi fatto rubare abiti di valore: denunciato

Si era inventato una rapina per non finire nei guai con il datore di lavoro. Ma i poliziotti della sezione volanti lo hanno smascherato nel giro di pochi minuti. E' stato denunciato per procurato allarme un autotrasportatore di Martina Franca che nel primo pomeriggio di oggi (10 luglio) ha chiamato la polizia dicendo di essere stato rapinato

BRINDISI – Si era inventato una rapina per non finire nei guai con il datore di lavoro. Ma i poliziotti della sezione volanti lo hanno smascherato nel giro di pochi minuti. E’ stato denunciato per procurato allarme un autotrasportatore di Martina Franca, il 41enne A.S., che nel primo pomeriggio di oggi (10 luglio) ha chiamato la polizia dicendo di essere stato affiancato sulla strada statale 7 per Taranto da un commando armato. Ma nulla di ciò era accaduto.

Il martinese ha cercato, in maniera a dir poco improvvida, di riparare a una grossa ingenuità commessa pochi minuti prima. Il lavoratore proveniva da Lecce, dove aveva caricato a bordo del furgoncino Doblo aziendale alcuni capi d’abbigliamento, del valore di 11mila 700 euro. Nel rientrare verso Martina Franca, si è fermato a Brindisi per questioni personali, lasciando il veicolo incustodito.

Grave errore. Alcuni malfattori hanno adocchiato il mezzo carico di indumenti griffati, hanno rotto uno dei finestrini  e si sono impossessati dei capi d’abbigliamento. Resosi conto del furto, il 41enne ha tremato al pensiero di quella che sarebbe stata la reazione dei suoi superiori. Così ha escogitato un assurdo stratagemma.

Giunto all’altezza di una piazzolla di sosta situata sulla superstrada per Taranto, poco dopo il centro commerciale Ipercoop, ha accostato e ha digitato il 113 col suo telefono cellulare. “Venite – ha detto l’autotrasportatore con tono concitato – mi hanno rapinato”. Una pattuglia è giunta rapidamente sul posto, trovando la presunta vittima in evidente stato d’agitazione.

Questi ha riferito che tre individui con volto coperto da passamontagna, di cui uno armato di pistola, lo avevano costretto a fermarsi dopo aver rotto il vetro del furgoncino. Poi si sono fatti consegnare il portafogli con i soldi e di documenti di identità. Successivamente, a suo dire, si erano impossessati degli abiti.

I poliziotti della Sezione volanti al comando del vicequestore Alberto D’Alessandro hanno subito capito che più di qualcosa non quadrava nella versione dei fatti fornita dal martinese, che fra l’altro, durante il tragitto in questura, in preda a un'asserita crisi di panico, ha chiesto l’intervento di un’ambulanza.

Ma una volta giunto negli uffici della polizia, messo alle strette dagli uomini in divisa, il 41enne è crollato e ha confessato di essersi inventato la storiella della rapina per non passare i guai con il datore di lavoro. Ma agendo in questo modo, si è cacciato in guai decisamente peggiori. 

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