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Il silos da cui si è lanciato Giorgio Costa

Il silos da cui si è lanciato Giorgio Costa

Si lancia nel vuoto davanti a vigilante

CELLINO SAN MARCO – “Ho cercato in tutti i modi di dissuaderlo ma non ha voluto sentire ragioni, si è buttato giù senza che potessi fare nulla per salvarlo”. Sandro Dell’Atti, 47 anni, guardia giurata dell’istituto di vigilanza Fidarcontrol è sconvolto. Questa mattina un ragazzo di 33 anni, Giorgio Costa di Bitonto, ma residente a San Donaci, si è suicidato lanciandosi da quasi trenta metri di altezza.

CELLINO SAN MARCO - "Ho cercato in tutti i modi di dissuaderlo ma non ha voluto sentire ragioni, si è buttato giù senza che potessi fare nulla per salvarlo". Sandro Dell'Atti, 47 anni, guardia giurata dell'istituto di vigilanza Fidarcontrol è sconvolto. Questa mattina un ragazzo di 33 anni, Giorgio Costa di Bitonto, ma residente a San Donaci, si è suicidato lanciandosi da quasi trenta metri di altezza.

Era salito su uno dei silos presenti all'interno dell'ex cantina sociale "Riforma Fondiaria" di via San Pietro a Cellino San Marco. Il 33enne è morto all'ospedale Perrino di Brindisi poco dopo il suo tentativo di suicidio. Cosa lo abbia portato a togliersi la vita è al vaglio dei carabinieri della stazione di Cellino al comando del maresciallo Giancarlo Milo che in queste ore stanno ascoltando la sua ex compagna, una ragazza di San Donaci, con la quale il 33enne ha convissuto diversi anni e dalla quale ha avuto un figlio.

Giorgio Costa aveva qualche piccolo problema con la giustizia e una relazione sentimentale"travagliata". Questo, almeno, è quello che è stato accertato fino a questo momento dagli investigatori. A San Donaci non lo si vedeva da mesi. Pare che da qualche tempo fosse tornato a vivere nella sua città natale. Perché questa mattina si trovava a Cellino San Marco è un mistero. Forse l'interrogatorio dell'ex compagna può fare un po' di bagliore sulla vicenda.

Il 33enne non aveva un'auto propria, come sia giunto sul posto che ha scelto per togliersi la vita non è ancora stato chiarito. Poco dopo le 7 di questa mattina è entrato in funzione il sistema di allarme di cui è dotata l'ex cantina sociale "Riforma Fondiaria", oggi di proprietà della cantina "Due Palme" di Cellino. Lo stabile è inutilizzato ma è comunque sorvegliato da telecamere.

Non appena qualcuno sfiora il cancello scatta il sistema di allarme collegato con l'istituto di vigilanza Fidarcontrol con sede a San Pietro Vernotico. Poco dopo le sette è giunta la segnalazione nella sala operativa. In via San Pietro nella sede dell'ex cantina si è portato l'agente di turno Sandro Dell'Atti, guardia giurata da 25 anni.

"Tutto mi sarei aspettato tranne che trovare un uomo su un silos. Gli ho chiesto se era un operaio ma ho capito sin da subito che le sue intenzioni non erano buone. Ha cercato di mandarmi via rispondendomi che era uno dei lavoratori della cantina e contemporaneamente si è fatto il segno della croce. In quel momento ho avuto la conferma che la mia sensazione era fondata. Quel ragazzo voleva lanciarsi nel vuoto". Da quel momento è iniziata l'opera di persuasione durata, purtroppo, pochissimi secondi.

"Ho fatto di tutto per convincerlo a non lanciarsi ma non mi ascoltava, mi chiedeva di andare via, poi ha fatto nuovamente il segno della croce e si è lanciato". Dell'Atti ha subito allertato il 118 sperando di riuscire a salvare quel ragazzo. Quando nell'ex cantina è giunta l'ambulanza il 33enne era ancora vivo, respirava. È stato trasportato a sirene spiegate al Perrino di Brindisi dove è stato subito intubato è trasferito in rianimazione. Il suo cuore, però, ha cessato di battere poco dopo il ricovero.

I carabinieri di Cellino San Marco in queste ore stanno cercando di capire che cosa ha portato Giorgio Costa a togliersi la vita, del perché un giovane di poco più di 30 anni ha scelto la strada più tragica per mettere fine ai propri problemi.

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